Seconda giornata di forti vendite, nel Vecchio Continente bruciati 140 miliardi di euro.
Venerdì nero per le Borse del Vecchio Continente: l’Europa brucia 140 miliardi (-2,14%). Milano chiude in forte calo, Mibtel a -2,2%. Ancora una giornata di passione: l’indice Dj Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli sui mercati europei, ha chiuso in calo del 2,14%, che equivale a 140 miliardi bruciati.
Anche la Borsa di Milano chiude col segno meno: il Mibtel ha perso il 2,28% e lo S&P/Mib il 2,36%. In calo anche l’All Stars (-1,37%) e il Midex (-2%). Mentre Wall Street ondeggia attorno alla parità, simile, poche ore prima, era stato l’andamento dei listini asiatici.
Ed è lì che un operatore ha coniato il termine che ha tenuto banco nell’ultimo giorno della settimana su tutti i mercati finanziari mondiali: «Il terremoto forse non l’abbiamo sentito in modo abbastanza chiaro - si dice tra i desk delle Borse internazionali - ma ora si teme lo ‘tsunami finanziario”».
(continua…)
Nuova Alitalia, si decolla il primo novembre. Cda della Compagnia aerea italiana; pessimista il sindacato degli assistenti di volo.
Riprenderà lunedì il tavolo di trattativa tra governo e sindacati sul salvataggio di Alitalia, mentre ieri mattina è stata depositata la sentenza del Tribunale che certifica l’insolvenza della compagnia, secondo quanto ha annunciato il commissario straordinario Augusto Fantozzi a margine dell’incontro avuto con i vertici dell’Enac.
Con il deposito della sentenza Fantozzi potrà saldare i conti pregressi della compagnia. Il commissario ha anche indicato la fine di settembre come «termine essenziale» per l’accordo della nuova Alitalia con il partner internazionale; quanto invece al punto di partenza della nuova Alitalia, secondo Fantozzi «è un termine auspicato» la data del 1 novembre. Ieri la riunione del cda di Cai, Compagnia Aerea Italiana, ha nominato presidente della società Roberto Colaninno e Rocco Sabelli amministratore delegato. L’assemblea dei soci ha inoltre ratificato la presentazione dell’offerta preliminare al commissario Fantozzi, per l’acquisto di alcuni asset di Alitalia.
Sul fronte sindacale, Antonio Divietri, presidente di Avia, il sindacato degli assistenti di volo si è mostrato pessimista. «Siamo vicini al punto di frattura - ha ammonito - oggi abbiamo avuto modo di approfondire il piano industriale e, purtroppo, le nostre perplessità aumentano».
La Filt-Cgil per ora ha sospeso il giudizio in attesa di approfondire l’esame del dossier. Piano che la Uiltrasporti ha chiesto di poter avere «per approfondimenti». L’ad Sabelli si è mostrato cauto e lunedì «consegnerà i dati essenziali», ha riferito Maurizio Sacconi. Il ministro del Lavoro è anche intervenuto in merito agli scioperi che in queste ore stanno accompagnando la trattativa, auspicandone un rientro «perchè basati su timori infondati», ma anche avvertendo su una loro eventuale sanzione.
(continua…)
Le associazioni di costruttori e proprietari chiedono al governo di fare marcia indietro. Per il presidente Sforza le riforme non devono andare avanti con imposizioni fiscali.
Niente nuove tasse sugli immobili o non si andrà molto lontano. Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, avverte il governo a non procedere oltre sulla strada dell’imposizione fiscale: «La bozza Calderoli sul federalismo fiscale è, nella parte relativa all’imposizione immobiliare, improponibile: per la sua assoluta indeterminatezza, pone anzi evidenti problemi di costituzionalità sul piano del rispetto della norma costituzionale relativa all’attività legislativa delegata». «Il governo - prosegue Sforza Fogliani - deve fare chiarezza su questo punto, con ogni urgenza. Soprattutto, occorre che abbia ben presente che finchè ci si accorda solo coi tassatori, il federalismo non può andare lontano, specie per quel riscontro referendario che, se l’opposizione terrà la posizione fin qui espressa dai suoi esponenti, non è escluso sia richiesto per l’intero testo della riforma, ma che è pacifico lo sia per alcune sue parti».
Che il federalismo fiscale targato Calderoli «non si risolva in aggravi fiscali » è anche la richiesta, assieme a Confedilizia, che viene dalle altre associazioni dei proprietari di immobili, Ampic, Appc, Aspesi, Gesticonde Unioncasa, secondo cui «è urgente l’apertura di un confronto con chi paga le tasse sulla casa, e non solo con chi in dieci anni non ha fatto che aumentarle ricorrendo ad ogni possibilità lasciata dalla legge statale». «Nell’imposizione immobiliare - si legge in un comunicato congiunto delle associazioni - come in qualsiasi altro aspetto della riforma federalista, è indispensabile prevedere un meccanismo di competitività territoriale ancorato a ferrei metodi, perchè differentemente il federalismo si risolverebbe in un fallimento completo».
(continua…)
La privatizzazione: ‘l piano Fenice è stato presentato ai sindacati. Apertura di Cisl e Uil; Bonanni: le eccedenze sono inferiori al previsto. L’Sdl: i conti non tornano.
Gli esuberi sono ufficialmente ’soltanto’ 3250, gli aerei un centinaio in meno, le destinazioni - tutte di corto o medio raggio - sessantacinque, di cui appena 16 intercontinentali, addio agli hub che tanto hanno fatto discutere e via libera a sei scali principali: Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e Catania.
La nuova Alitalia è stata presentata ieri ai sindacati, ai quali il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha rilanciato l’ultimatum dei giorni scorsi: si deve chiudere entro una settimana. Dal vettore che sta per nascere («non sarà low cost», ha sottolineato l’ad Rocco Sabelli) restano fuori il settore cargo e la manutenzione pesante, per i servizi amministrativi, i call center e l’information technology è prevista per ora una sorte di zona grigia.
I punti principali della ‘cura’ proposta dalla Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno sono stati discussi al ministero del Lavoro in un incontro durato oltre quattro ore. Oltre le nove sigle, c’erano i responsabili del Welfare (Sacconi), dello Sviluppo economico (Brunetta), delle Politiche comunitarie (Ronchi), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta e gli acquirenti.
Una riunione incandescente e alla fine un’apertura da parte di Cisl e Uil e un irrigidimento della Cgil. Ed è il nodo-esuberi a dividere le parti sociali. Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, «le eccedenze sono inferiori alle cifre fatte precedentemente. Questo è rassicurante, ma la cosa che ci rassicura ancor di più è che si sostanzia un’azienda importante e solida».
(continua…)
Giornatanera:frena Tokyo, crollano i listini del Vecchio Continente, male Wall Street.
Le parole di Trichet su tassi, inflazione e crescita economica, le indicazioni a tinte fosche dal Fondo monetario internazionale, i dati macro Usa peggiori delle attese e il petrolio di nuovo sopra i 110 dollari al barile. Sono questi i fattori chiave che hanno mandato al tappeto le Borse mondiali, nel giorno in cui la Bce ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro. E il saldo di fine giornata è salato: altri 170 miliardi di euro di capitalizzazione mandati in fumo in un solo giorno.
La seduta è stata sofferta sin dai primi scambi, in scia peraltro alla frenata di Tokyo che in mattinata ha lasciato sul tappeto un punto percentuale. Gli indici in Europa, che pure avevano cercato di resistere, hanno cominciato ad appesantirsi nel pomeriggio, in concomitanza con le parole del presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, che ha ribadito ancora una volta la priorità di mantenere i tassi invariati (al 4,25%), nonostante l’evidente rallentamento dell’economia a livello internazionale. Secondo Trichet inoltre l’obiettivo sull’inflazione sarà raggiunto nel 2010.
Da segnalare che la stessa strategia è stata mantenuta dalla Banca d’Inghilterra che non ha messo mano sul costo del denaro (5%). La debolezza di listini si è aggravata dopo la brusca partenza di Wall Street, colpita dai dati macro arrivati sull’economia d’Oltreoceano. E così al termine delle contrattazioni, il Dj Stoxx 600, cioè l’indice che misura l’andamento dei mercati del Vecchio Continente, ha perso il 2,59%, il massimo delle ultime due settimane.
(continua…)
La privatizzazione: oggi si apre il tavolo delle trattative, l’obiettivo è chiudere entro la settimana prossima. Brunetta: avanti anche senza il consenso delle parti sociali. Colaninno è stato a Bruxelles.
Parte oggi il confronto tra il Governo, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, i rappresentanti della ‘Cai’ e i sindacati sul piano di salvataggio della compagnia ex di bandiera. Obiettivo: arrivare a un accordo entro la fine della prossima settimana.
I sindacati ribadiscono la volontà di confrontarsi senza pregiudiziali ma con una trattativa vera, ovvero senza il meccanismo del ‘prendere o lasciare’. Intanto però, il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, avverte che in caso di fallimento la responsabilità sarà dei sindacati, mentre il suo collega alla Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha proposto di andare avanti anche in caso di mancato accordo con i rappresentanti dei lavoratori. «La cordata italiana - ha detto Scajola - riuscirà a dare al nostro paese una compagnia stabile e competitiva.
L’alternativa sarebbe il fallimento. Ci saranno degli esuberi, speriamo siano meno del previsto, e saranno comunque assorbiti dai privati attraverso le norme esistenti, senza leggi speciali. La trattativa ora deve procedere con grande attenzione e apertura ai sindacati. Il governo - ha concluso il ministro - ha fatto la sua parte; i privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati».
Ieri comunque è stata una giornata fitta d’incontri, con Roberto Colaninno che è andato a Bruxelles a presentare il piano per l’Alitalia alla Commissione europea, mentre l’offerta della Compagnia aerea italiana per gli asset sani di Alitalia è giunta sul tavolo del commissario straordinario, che l’ha giudicata compatibile con le finalità della legge Marzano modificata la scorsa settimana dal Governo.
(continua…)
L’euro si indebolisce ancora e tocca i minimi da sette mesi nei confronti del dollaro. La moneta unica è scesa sotto quota 1,44 dollari, ad un minimo di 1,4386 (livello che non toccava da gennaio) trascinata dai dati negativi sul Pil e sui consumi di Eurolandia.
Eurostat ha confermato che nel secondo trimestre 2008 la crescita dell’eurozona è stata negativa, con un -0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Un dato che, sommato a quello delle vendite al dettaglio (-0,2% nel trimestre, -0,4% a luglio), lascia pochi dubbi sull’andamento dell’economia europea, per la quale martedì anche l’Ocse ha tagliato le stime di crescita.
Gli operatori si aspettano dunque che anche la Bce possa lanciare oggi, nella consueta riunione dell’Eurotower, segnali di preoccupazione sull’economia della regione. Francoforte dovrebbe mantenere fermo al 4,25% il costo del denaro, ma l’allarme sull’economia potrebbe preludere ad una prossima inversione di rotta nella politica monetaria antinflattiva e quindi ad un futuro taglio dei tassi.
Di segno opposto sono invece i dati e le previsioni che arrivano dagli Usa. Il dollaro, per mesi fortemente sottovalutato, sta rialzando la testa approfittando della debolezza europea (+6% nei confronti dell’euro nel solo mese di agosto) e beneficiando dei segnali positivi che sembrano arrivare dall’economia a stelle e strisce. In questo caso non è quindi escluso che la Fed possa cominciare a pensare a un rialzo dei tassi.
(continua…)
La privatizzazione: oggi incontro al ministero del Lavoro. Sacconi: sulle eccedenze non bisogna dare i numeri. Il leader della Uil: la trattativa sarà difficile ma garantiremo un futuro alla compagnia.
Una ‘completa disponibilità al confronto’ ma con la ‘ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali della proposta’ che sarà illustrata nel corso dell’incontro fissato per oggi al ministero del Lavoro. È la posizione unitaria delle nove sigle sindacali di Alitalia.
Ore decisive per l’offerta della newco espressione della cordata di imprenditori italiani capitani da Roberto Colaninno e destinata a rilevare gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi o al massimo domattina, dovrebbe infatti arrivare la proposta sul tavolo del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, corredata dal piano di rilancio elaborato dall’advisor Intesa SanPaolo.
I tempi sono strettissimi perché domani si aprirà il confronto con i sindacati che dovrà partire proprio dal piano industriale. Intanto oggi Colaninno sarà a Bruxelles per illustrare il piano alla Commissione europea. I sindacati però continuano a chiedere una modifica a quello che, sempre sulla base delle indiscrezioni fino ad ora trapelate, dovrebbe essere il piano di rilancio dell’Alitalia attraverso una trattativa che sia vera e che non abbia i connotati di un ‘prendere o lasciare’ come ha tenuto a precisare il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
In particolare, quello che preoccupa i sindacati è il ridimensionamento del lungo raggio che costringerebbe la nuova Alitalia a una competizione impossibile con le low cost. Discorso a parte sono poi gli esuberi: secondo indiscrezioni dovrebbero aggirarsi intorno ai 4500 anche se il ministero del Lavoro ha precisato che fino al ricevumento delle offerte da parte del commissario straordinario ’si tratta solo di numeri che danno timori o di timori che danno i numeri’.
I sindacati, al termine di una riunione interna, in vista del confronto al ministero, hanno comunque ribadito che, prima di discutere di esuberi, ci dovrà essere un accordo sul piano industriale, il cui giudizio ‘non potrà prescindere da elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasposto aereo, qualità degli investimenti ed un adeguato modello organizzativo’. La convergenza sui temi di natura industriale, concludono i sindacati, ‘è prerequisito per avviare il confronto per la gestione delle eventuali eccedenze di personale che dovrà, comunque, vedere una collocazione certa per il proprio futuro’.
(continua…)
La denuncia: «Il greggio continua la corsa al ribasso, non c’è motivo per mantenere la benzina alle stelle». Le associazioni: c’è spazio per un taglio di almeno 6 centesimi a litro, intervengano le Procure.
Dopo aver toccato il massimo storico di 147,27 dollari al barile l’11 luglio scorso, il petrolio ha iniziato una lenta discesa che l’ha riportato sotto quota 110 dollari. Si spera quindi in una diminuzione del prezzo dei carburanti, ma per ora tutto tace. E le associazioni dei consumatori tornano all’attacco.
‘Con il petrolio che si sta avvicinando a 100 dollari al barile, sarebbe logico aspettarsi una diminuzione dei prezzi dei carburanti, che dovrebbero attestarsi ben al di sotto di 1,40 euro al litro’, afferma in una nota Federconsumatori, che arriva persino a chiedere l’abolizione della Robin Tax sulle compagnie petrolifere, per rimpinguare un po’ le tasche dei consumatori.
‘Di diminuzioni non c’è stata neanche l’ombra, anzi, i prezzi - sottolinea l’associazione - sono vergognosamente aumentati, attestandosi intorno a 1,47-1,48 euro al litro, con un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro. Questi centesimi di euro, bastano per fare il pieno non di carburante, ma di guadagno da parte di chi opera nella filiera. Infatti, le compagnie petrolifere, ‘vessate’ dalla Robin Tax, guadagnano in questo modo ‘appena’ 315 milioni di euro al mese.
Come al solito, a farne le spese, saranno sempre e solo i cittadini che, per i carburanti, subiranno ricadute di 7 euro al mese, pari ad 84 euro all’anno’. Ecco perché Federconsumatori rinnova le richieste di ‘controllo della doppia velocità’ completa liberalizzazione del settore, con una decisa apertura alla grande distribuzione; blocco, riduzione e restituzione del carico fiscale sui carburanti; sospensione della Robin Tax’.
(continua…)
La strage; in due lavoravano sui binari e non avrebbero sentito il regionale arrivare. Nel Lodigiano un agricoltore è stato triturato da una turbina dell’impianto di irrigazione.
Fortunato avrebbe dovuto aspettare solo sei mesi. Poi, finalmente, avrebbe riposto tuta ed attrezzi e a 58 anni si sarebbe goduto la meritata pensione. Giuseppe, invece, a 35 anni stava pianificando le nozze con la sua fidanzata: una vita insieme, forse dei figli.
In Sicilia, a Catania, i due operai delle Ferrovie dello Stato erano dei miracolati per essere riusciti a trovare quel posto sicuro a due passi da casa. Controllavano che i binari fossero a posto, che i treni potessero scorrere veloci senza intoppi. Anche ieri erano con altri tre colleghi sul posto di lavoro. La tratta Catania- Palermo,la piccola stazione di Motta Sant’Anastasia. Utilizzavano dei martelletti a compressione, a 200 metri di distanza dagli altri.
Neppure il tempo di accorgersi di quel regionale 3832 che gli è piombato addosso e li ha travolti in una manciata di minuti. Morti bianche. Ancora. I cadaveri coperti da lenzuola macchiate di sangue sulla linea ferrata. Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese non indossavano le cuffie antirumore, ma neppure gli indumenti ad alta visibilità in dotazione per operare sui binari, afferma l’azienda.
Il treno, partito da Palermo con destinazione Catania, non doveva fermarsi in quella stazione, ma soltanto rallentare. Come avrebbe fatto. Ma il macchinista avrebbe visto soltanto all’ultimo momento i due operai: inutili i fischi per avvisarli del pericolo o il freno d’emergenza tirato in tutta fretta. Il suono metallico dei martelli sui binari, forse, avrebbe coperto ogni rumore.
Subito è scoppiato il valzer delle accuse. Il Pd che rinfaccia al governo di «essere inadempiente e di non far rispettare le regole», le Ferrovie che esprimono il loro cordoglio alle famiglie e aprono un’indagine interna, la Procura avvia un’inchiesta per capire come e perchè si è arrivati all’impatto fatale, mentre i sindacati denunciano e il Codacons chiede più controlli. Da maggioranza ed opposizione critiche ed accuse si sprecano. Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, «è una vergogna nazionale» , molti chiedono di «mantenere alta l’attenzione» , «applicare le norme», «più sicurezza nei luoghi di lavoro».
(continua…)