Rogo Thyssen, l’azienda darà 2 milioni a ogni famiglia

Inserito da admin | Incidenti, Notizie | Lunedì 30 Giugno 2008 4:05 pm

I familiari dei sette operai morti nel terribile rogo di Torino riceveranno due milioni di euro ciascuna come risarcimento danni.
I familiari dei sette operai che morirono nel rogo avvenuto all’interno dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, il 6 dicembre scorso, hanno raggiunto un accordo di massima con l’azienda, per il risarcimento. Oggi la firma.
Proposta milionaria. La proposta della Thyssen è questa: versare circa 2 milioni di euro alle famiglie di ciascuna vittima. Una cifra superiore a quelle usualmente previste in questi casi. In cambio dell’accordo, i familiari non si costituiranno parte civile (lo faranno invece Comune, Provincia di Torino e Regione Piemonte).
Processo al via. L’offerta sarà formalizzata questa mattina, alla vigilia dell’udienza preliminare, in programma domani, in cui saranno esaminate le 6 richieste di rinvio a giudizio chieste dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Omissioni, superficialità e leggerezza per risparmiare denaro: è questo l’atto d’accusa nei confronti dei dirigenti della multinazionale.
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Altro record per il petroli, aumenti per le famiglie

Inserito da admin | Prezzi | Sabato 28 Giugno 2008 12:20 pm

Il greggio tocca quota 141,79 dollari al barile e nei prossimi mesi potrebbe arrivare a 170. Complessivamente una famiglia italiana spenderà per luce e gas circa 1.544 euro l’anno.
Ennesimo record per i petrolio: 141,79 dollari al barile. E non è finita. Secondo quanto riporta l’Opec, Chakib Khelil «il rischio è quello di raggiungere quota 150-170 dollari nei prossimi due mesi». Sulla stessa linea il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia. «Non e’ impossibile che il petrolio arrivi a certe cifre» afferma il presidente, in una nota. «Basta calcolare i prezzi delle ultime tre settimane - ribadisce Marsiglia - e vedere che a ogni assestamento di qualche punto di dollaro a barile in meno, dopo pochi giorni è corrisposto un aumento di circa 2 dollari in più.
Se l’andamento è questo, 170 dollari sono la prossima tappa, senza alcuna meraviglia. L’importante è che non si arrivi ad un blocco delle forniture di greggio da Paesi determinanti nell’estrazione petrolifera: è da evitare quello che può chiamarsi embargo petrolifero. La prossima settimana a Roma, FederPetroli Italia incontrerà alcune rappresentanze di Paesi esteri produttori di greggio per poter fare un punto dell’attuale situazione».
Un peso, quello del rincaro del greggio, che si sta seriamente abbattendo sulla Borsa. Solo a metà giornata le Borse europee avevano già mandato in fumo circa 56 miliardi di euro, colpa anche del crollo di giovedì di Wall Street, Tokyo e Shanghai. Il rischio è di pagare a caro prezzo, ovvero con una crescita sempre più lenta, l’effetto combinato di un’economia globale più debole e di un elevato costo dell’energia. Gli effetti di questo autentico tsunami ricadranno drammaticamente sul sistema energetico del nostro Paese e quindi sulle bollette dei consumatori.
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Niente consumi? Tutta colpa dei salari

Inserito da admin | Salari | Sabato 28 Giugno 2008 12:02 pm

La signora Marcegaglia, Presidente della più autorevole associazione di imprenditori, Confindustria, ha smentito «l’opinione diffusa, oramai una vox populi, di una riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni». Ha comunque aggiunto che non spetta alle parti sociali ma al governo adottare le misure adeguate per risollevare i redditi. Ha ammesso ‘una capacità di tenuta delle imprese’ e l’esistenza del problema ‘molto forte’ della caduta della domanda interna.
Ma meno di un mese fa era stato il Governatore della Banca d’Italia Draghi a sostenere l’inadeguatezza dei salari. E vi sono fior di studi che dimostrano che negli ultimi dieci anni i salari hanno perso valore e i profitti sono aumentati. Val la pena vedere cosa succede in America, ove spesso avvengono processi che giungono in Europa qualche tempo dopo. Ce lo spiega il liberaldemocratico Robert B. Reich, ex ministro del Lavoro della Presidenza Clinton, nel suo recentissimo libro Supercapitalismo. Scrive che nel corso degli ultimi trent’anni i salari sono diminuiti e sono state tagliate le assicurazioni sociali coperte dalle aziende. Aggiunge che è aumentata in modo colossale la remunerazione degli amministratori delegati delle corporation, cioè delle società il cui capitale è frazionato tra una serie di membri, che ‘le diseguaglianze sono cresciute pressocché in tutte le democrazie avanzate’, che ‘l’idea del bene comune è del tutto scomparsa’. E conclude affermando che ‘nel supercapitalismo alle aziende non è data la possibilità di essere coscienziose’, per cui ‘la corporate social responsibility (cioè la responsabilità sociale delle corporation) ha lo stesso peso dello zucchero filato’.
Il Governo ha fissato il tetto d’inflazione programmata all’1.7%. Il Centro Studi di Confindustria afferma che esso ‘è credibile e coerente con la necessità di non perdere ulteriore competitività’. Ma l’inflazione reale è lievemente superiore al doppio. La signora Marcegaglia lancia un appello al dialogo, perché «le previsioni evidenziano un problema di crescita serio, una crescita nettamente più bassa alla media dell’Unione Europea». Bene. Si dialoghi. Si tuteli la competitività delle imprese. È giusto. Ma la competitività non si difende a scapito dei salari. Senza salari, niente consumi. È una questione di senso di responsabilità sociale. Spesso Confindustria lo richiede agli altri. Adesso è il suo turno.

Fonte: Quotidiano Il Firenze 28 Giugno 2008, articolo di Gianfranco Pagliarulo

9 italiani su 10 a caccia di sconti, le rate in declino

Inserito da admin | Prezzi | Venerdì 27 Giugno 2008 11:43 am

Aumentano i consumatori che per risparmiare cercano, anche al supermercato, solo offerte e saldi. E si compra meno a rate: in calo quelli che riescono a pagarle.
Tempi duri per le famiglie italiane: l’inflazione galoppa, i redditi restano al palo e non rimane altro da fare che stringere la cinghia. Nell’ultimo anno ben nove italiani su dieci hanno aspettato promozioni, sconti, offerte e simili per acquistare prodotti in supermercati e grandi magazzini. Lo rivela una ricerca realizzata per Asso Comunicazione, l’associazione che riunisce 182 imprese del settore grandi magazzini (circa il 75% del mercato nazionale).
Aumentano i ‘risparmiatori’. Comprano a risparmio donne (95%), casalinghe (99%), soprattutto tra 35 e 65 anni, che abitano in prevalenza nel Centro Italia. Ma anche laureati (97%), benestanti (97%), impiegati, quadri e docenti (96%). La ricerca, realizzata su un campione di 2000 persone, ha evidenziato anche che nel giro di poco più di un anno per fare acquisti ben sette milioni di italiani in più hanno utilizzato sconti; altrettanti offerte speciali (come il tre per due). Mentre 3 milioni e mezzo in più hanno comprato confezioni risparmio.
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Ue: Le imprese italiane vengono salassate dal Fisco

Inserito da admin | Notizie | Venerdì 27 Giugno 2008 11:38 am

Le tasse pagate dalle aziende italiane sono tra le più alte d’Europa. Secondo i dati di Eurostat, infatti, nel 2008 il carico fiscale sui redditi delle imprese è stato del 31,4%, contro una media della zona euro del 26,5%. Più colpite dal fisco solo le imprese di Belgio (34%), Francia (34,4%) e Malta (35%). Al contempo lo Stato spreca soldi: il passaggio all’euro ‘ha consentito al nostro Paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di 4 punti (ai prezzi 2007 pari a poco meno di 70 miliardi di euro)’, ma la ’spesa corrente primaria è cresciuta di 1,5 punti di Pil’.
Lo rivela la Corte dei Conti. Secondo cui per migliorare il bilancio dell’Italia non è il caso di aumentare le tasse, mentre si deve rendere più efficiente la spesa e combattere l’evasione fiscale, ‘tuttora molto estesa’.
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Colpito dalla pala un operaio è grave

Inserito da admin | Incidenti | Giovedì 26 Giugno 2008 10:45 am

Del cantiere della terza corsia, a Pontassieve raffica di controlli. Un operaio rumeno di 43 anni è rimasto gravemente ferito martedì mentre lavorava in una buca al lotto 456 del cantiere per la Terza corsia sull’ A1 all’altezza del comune di Scandicci. L’uomo è stato colpito al bacino da una pala meccanica. È tuttora ricoverato in rianimazione all’ospedale di Careggi.
Non è in pericolo di vita Secondo quanto appreso, l’operaio - che lavora per una ditta portoghese subappaltatrice della baldassini - Tognozzi - Pontello - si trovava in una buca del cantiere contemporaneamente all’escavatore. La pala della macchina l’ha colpito al bacino, fratturandolo. Immediatamente soccorso, l’operaio è stato trasferito all’ospedale e sottoposto a intevrento chirurgico. Immediata la reazione delle federazioni sindacali di categoria (Fillea-Cgil, Filca-Cisl e feneal-Uil) che hanno chiesto un incontro urgente con la proprietà.
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Caro bollette, la luce costa l’8% in più

Inserito da admin | Prezzi | Mercoledì 25 Giugno 2008 10:10 am

Enel, Ente Nazionale Energia eLettricaSecondo il Ref dal primo luglio la spesa annua delle famiglie aumenterà di 35 euro. ‘Difficile che l’Authority trovi margini per contenere l’impatto di questo rincaro’.
Previsti aumenti anche sulle bollette elettriche. Secondo quanto comunica il Ref (Ricerche e Consulenze per economia e finanza), dal primo luglio le tariffe subirebbero un rialzo dell’8%. Facendo due conti significa 35 euro in più, su base annua, per le famiglie italiane. Difficile, in questo momento, pensare che l’Authority per l’Energia, a cui entro venerdì prossimo spetta l’aggiornamento tariffario per il prossimo trimestre luglio-ottobre, trovi margini di miglioramento per contenere l’impatto di questo ennesimo rincaro.
Dello stesso parere Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel, il quale vede nel caro-petrolio il principale responsabile di questa impennata. «E’ corretto immaginare che le tariffe aumenteranno. Noi dipendiamo fortemente dal costo delle materie e queste non tendono a diminuire. Siamo gas dipendenti e il gas è legato al petrolio. Quindi se sale il petrolio, sale anche il gas e di conseguenza le bollette. Anzi - sottolinea ancora Conti - considerando appunto che nell’ultimo anno c’è stato un rincaro del 70% della materia prima, luce e gas, mediamente, aumentano molto meno di quanto dovrebbero». Il ragionamento fila.
Sempre secondo le stime Ref, basate sulle previsioni pubblicate dall’Acquirente Unico, il soggetto chiamato all’acquisto di energia elettrica per famiglie e piccole imprese, la copertura della spesa per l’approvvigionamento, a fronte dell’attuale prezzo del petrolio, stimato intorno ai 120 dollari al barile, avrà un rincaro del 10,5%. Da qui gli aumenti previsti per le bollette. Non bisogna tuttavia dimenticare che le famiglie con consumi inferiori a 2700 Kwh l’anno, il costo più basso rispetto al resto dell’Europa, godono di un sussidio da parte di chi consuma oltre questa soglia.
Nel corso del 2008 è comunque previsto l’avvio della cosiddetta tariffa sociale. Un meccanismo che prevede un minor esborso per la spesa elettrica per le famiglie in particolari difficoltà economiche. Per le altre, invece, appaiono limitate le possibilità per arginare il costo della bolletta. E’ già un inizio. Spetterà poi al governo studiare interventi simili a quelli introdotti sulle accise per la benzina, al fine di contenere gli aumenti tariffari e limitare l’aggravio di spesa per i cittadini.
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Si ferisce e lo abbandonano, operaio grave: lavorava a nero

Inserito da admin | Incidenti | Martedì 24 Giugno 2008 10:28 am

Muratore di 38 anni in fin di vita al Cto; denunciato l’imprenditore. Il suo principale lo ha lasciato davanti all’ospedale di Montevarchi, cantiere sequestrato.
Lavorava al nero e veniva pagato a giornata, è stato abbandonato, ferito e privo di conoscenza davanti a un ospedale dal suo datore di lavoro che poi è scappato. L’operaio, 38 anni di Bucine, era precipitato da un’impalcatura a Montevarchi in provincia di Arezzo, ora è ricoverato in coma farmacologico al Cto di Firenze.
Il titolare quarantenne di una ditta artigianale, F. C. di Terranuova Bracciolini, è stato denunciato con l’accusa di lesioni colpose e violazioni alle norme sulla sicurezza e sul lavoro e il cantiere sequestrato. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, sabato scorso l’operaio sarebbe caduto da un’impalcatura, sulla quale era salito per svolgere dei lavori di ristrutturazione di una palazzina.
Ancora non è chiaro se con lui ci fossero dei colleghi. Dopo essersi accorto dell’incidente, il titolare della ditta lo avrebbe
accompagnato con la propri auto in ospedale, per poi scappare. Davanti al pronto soccorso l’operaio è stato trovato dai sanitari in uno stato di semicoscienza. Sabato scorso, dopo essere stato sottoposto ai primi accertamenti all’ospedale valdarnese della Gruccia, dove i sanitari gli hanno riscontrato fratture multiple, l’uomo è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale fiorentino di Careggi, dove adesso si trova in prognosi riservata e dove è tenuto in coma farmacologico. Una storia quella di Montevarchi in cui si intrecciano due problematiche sociali, quello della sicurezza dei lavoratori e del lavoro in nero.
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Vivere (e sopravvivere) ma flessibilmente

Inserito da admin | Disoccupazione | Martedì 24 Giugno 2008 10:17 am

Oggi sembra che una parte degli italiani si stia abituando al cosiddetto lavoro atipico, tanto da non volerlo più chiamare ‘precario‘.
Vorrà anche dire fare buon viso a cattivo gioco, ma pare proprio che una parte degli italiani si stia abituando al lavoro atipico, tanto da non volerlo più chiamare ‘precario’, per non sottolineare troppo la sensazione di insicurezza che quel termine genera. D’altronde se l’occupazione in Italia è aumentata, negli ultimi 5 anni, del 7,5% è anche grazie alle misure che hanno reso meno rigido il mercato del lavoro.
Oggi la disoccupazione è ben al di sotto della media europea e forse è il momento di passare da una ‘cattiva occupazione‘ ad un’occupazione davvero flessibile, passaggio riuscito almeno ad un quarto dei lavoratori atipici, i quali adattandosi ad una situazione che li obbliga a mettersi continuamente in gioco, cercano di coglierne gli aspetti positivi, come l’autonomia nella gestione dei tempi e nelle relazioni professionali. I lavoratori atipici, cioè quelli a tempo determinato, i collaboratori occasionali o a progetto, sono l’11% dei lavoratori italiani, rappresentano il 22% degli occupati con meno di 34 anni, ma anche il 9% di coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni. Non sempre però la precarietà si traduce in lavoro di serie B, molti hanno imparato a gestire più contratti contemporaneamente, circa il 25% dei lavoratori atipici lavora per più società, anche perché il 40% non ha un orario di lavoro predefinito e non deve garantire una presenza regolare presso la sede di lavoro: il risultato è che più del 35% di loro non vorrebbe convertire il proprio attuale rapporto di lavoro.
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Veltroni: nel giro di un mese l’Italia è riprecipitata nel suo passato

Inserito da admin | Notizie | Lunedì 23 Giugno 2008 10:47 am

Per il leader del Pd la maggioranza è colpevole di non concentrarsi su pensioni e stipendi. Secondo il centrosinistra l’esecutivo si sta preoccupando solo delle vicende del premier.
La manovra varata dal governo, pur sembrando molto ‘di sinistra’, non piace all’opposizione. Nonostante Berlusconi abbia promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani e di aggravare la tassazione per banche, assicurazioni e petroliferi, la finanziaria non pare riscuotere grande successo all’interno del centrosinistra. Tra i primi a metterla in discussione il ministro ombra dell’Economia, Pier Luigi Bersani, secondo il quale la manovra è in realtà demagogica e compassionevole e non bada in alcun modo alla questione sociale. «La difesa del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati è praticamente scomparsa - afferma Bersani - e a pagare saranno ancora i cittadini, con il peggioramento dei servizi, a cominciare da quelli della sanità».
Chiari riferimenti alla Robin tax, la social card e all’ultima scelta sull’inflazione programmata. Non meno critico il pensiero del leader del Pd, Walter Veltroni, il quale non fa fatica a allacciarsi alla polemica portata avanti dai vertici di Cgil, Cisl e Uil. «Programmare l’inflazione, come ha fatto il Governo, all’1,7% significa programmarla alla metà di quella reale - afferma Veltroni - fare i rinnovi contrattuali in questo modo vuol dire consumare ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie». Secondo il leader del Pd, il governo è riuscito, nel giro di trenta giorni, a far riprecipitare l’Italia nel suo passato. «In un mese - ha spiegato - il governo è entrato in polemica con sindacati, magistrati e opposizione. Mi piacerebbe - ha aggiunto Veltroni - che in Italia il governo parlasse di meno delle vicende che riguardano il presidente del Consiglio e un pochino di più di quelle che riguardano milioni di italiani: salari, stipendi e pensioni».
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