Italiani a secco, ora si rinuncia a cibo e vestiti
Gli acquisti crescono meno dell’inflazione, quindi l’aumento della spesa (minimo) nasconde il calo dei consumi. Il Codacons: ‘Solo nel 2008 rincari per 1.550 euro’.
Gli italiani spendono di più, ma comprano di meno. Ora è ufficiale anche per le istituzioni. Non succedeva dal 2002, all’epoca dei sacrifici necessari per entrare nell’euro. Secondo l’Istat, infatti, nel 2007 la spesa media mensile delle famiglie è stata 2.480 euro, lo 0,8% in più rispetto al 2006. Ma, con un inflazione all’1,8%, l’aumento è solo apparente, mentre in termini reali (di beni, servizi e oggetti acquistati) c’è stato un calo.
Protetti solo dall’inverno mite. Le famiglie, l’anno scorso, hanno iniziato a comprare meno. Oppure a risparmio, scegliendo gli hard discount per il cibo. A soccorrerle c’è stato solo il clima clemente, che ha permesso di ridurre le spese del riscaldamento (dal 5% al 4,7% del bilancio familiare): ‘Ha messo a riparo le famiglie’, spiega l’Istat. Per alimentari e bevande gli italiani, invece, nel 2007 hanno speso quanto l’anno precedente (466 euro di media contro 467 euro). Visto l’aumento dei prezzi significa però che hanno fatto rinunce. E il 30% delle famiglie ha ammesso di aver limitato l’acquisto o scelto cibo di qualità inferiore.
Le auto si usano meno. In netto calo le spese per abbigliamento, mentre l’unica quota stabile è quella per i trasporti. In generale spese familiari per generi non alimentari sono passate da 1.994 euro a 2.014, soprattutto per il rincaro di casa e sanità.
‘In 7 anni 9.100 euro in più‘. Ancora più duri i calcoli del Codacons. ‘Da fine 2001 a fine 2007 ogni famiglia ha speso 7.600 euro in più’, dice il presidente Carlo Rienzi, ‘cui si aggiungeranno, a fine 2008, altri 1.500 euro, per un totale di 9.100 euro a famiglia’. E pure i negozi cedono: secondo Confesercenti il 2008 potrebbe concludersi con la chiusura di 40mila esercizi commerciali; a rischio 90mila posti di lavoro.
(continua…)