Alitalia: opposizione critica, salasso per i cittadini
Le reazioni: i sindacati chiedono anche il riassetto dell’intero sistema di trasporto aereo. Pionati (Udc): i costi ricadranno sui contribuenti e pochi imprenditori trarranno benefici.
Senza un accordo con i sindacati, il progetto di rilancio di Alitalia non partirebbe. È il rischio più alto per l’approvazione del piano. Le nove sigle sindacali non vogliono parlare solo di esuberi. Ci saranno all’incontro di lunedì prossimo al ministero del Lavoro ma avvertono che prima è ineludibile un confronto a palazzo Chigi su piano industriale e riassetto del gruppo. Il ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi, fa sapere che il tavolo sarà a tutto campo.
I sindacati chiedono anche il riassetto dell’intero sistema del trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti e, ricordano che il governo «ha evitato qualsiasi confronto fino a oggi», si dicono molto preoccupati dalle dichiarazioni di esponenti di governo. Temono un forte ridimensionamento con difficoltà di rilancio. Le parole dell’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, sulla necessità del consenso sindacale hanno lasciato sorpreso il presidente dell’associazione dei piloti Anpac, Fabio Berti, per il fatto che il banchiere «si sia accorto solo ora dei sindacati, quando molte decisioni sono state prese e il piano industriale è già inscatolato. Sarebbe stato più utile confrontarsi sulla stesura tecnica del piano». Che, se saranno confermate le indiscrezioni - aggiunge - «in due anni potrebbe determinare il fallimento di Alitalia».
«A tutti fa piacere il salvataggio di Alitalia. Ma bisogna dire la verità sul meccanismo che l’ha determinata: i costi, salati, saranno caricati sulle spalle dei contribuenti italiani mentre pochi imprenditori, senza rischi, trarranno gli eventuali benefici dell’operazione», afferma Francesco Pionati portavoce del’Udc. «Un Governo che si dichiara liberista - aggiunge - ha condotto la più classica operazione di salvataggio assistenziale».
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