Il pasticcio Alitalia del Governo Berlusconi

Inserito da admin | Notizie | Venerdì 29 Agosto 2008 12:23 pm

Le reazioni: gli esuberi fanno discutere, Sacconi convoca le sigle per lunedì prossimo. Il ministro assicura: sono previsti ammortizzatori sociali per anni per tutti i lavoratori.
Il premier lo ha ribadito: gli esuberi saranno inevitabili, ma nessuno rimarrà per strada. E così - anche e soprattutto per questo - sindacati e centrosinistra dicono no al piano Fenice. «Se l’Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche. Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da parte nostra favorire un’eventuale azione speculativa», dice Maurizio Solari (Cgil).
In un’intervista sul Corriere della Sera, il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea: «Gli esuberi sono al massimo duemila. E devono essere tutti ricollocati». Intanto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha convocato le parti sociali per lunedì prossimo, e fa sapere che nel decreto legge approvato sono stati previsti ammortizzatori sociali per la durata di sette anni (4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) per tutti i lavoratori, a prescindere dall’età anagrafica, dalla collocazione geografica e dalla precedente fruizione di altri sostegni pubblici al reddito».
Sul fronte politico, il leader del Pd, Walter Veltroni, sostiene che «la vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. Una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa e che non persegue affatto l’interesse del nostro Paese». E aggiunge: «Sono mesi che il Pd lancia l’allarme sull’inqualificabile prospettiva di scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti italiani, sugli azionisti e obbligazionisti della società, sui lavoratori dell’azienda e sulle loro famiglie». Per Veltroni, «Alitalia e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore sotto tutti i punti di vista. E, alla faccia della tanto decantata difesa dell’italianità, il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di ‘bandierina’, con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale».
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Alitalia - Air France-Klm: siamo pronti ad entrare

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 29 Agosto 2008 12:16 pm

Trasporto aereo: il Consiglio dei ministri ha approvato i provvedimenti di modifica della legge Marzano. Sarà un vettore molto ridimensionato, che opererà su breve e medio raggio, con meno mezzi e destinazioni. Berlusconi: l’unica alternativa era il fallimento. Il commissario straordinario potrà vendere subito alcuni asset.
Berlusconi parla di ‘miracolo’, Veltroni dice che si va verso una ‘compagnia di bandierina’. In attesa di vedere come andrà a finire, con un commissario straordinario alla cabina di pilotaggio, Alitalia si prepara alla sua nuova vita, da leader sul mercato nazionale ma con ambizioni intercontinentali. Insomma, entrerà sicuramente un partner straniero - Air France-Klm ha rimanifestato il suo interesse, e anche Lufthansa non è indifferente - ma sarà un vettore molto ridimensionato, focalizzato su breve e medio raggio, con un bel po’ di aerei e destinazioni in meno e un’attività su sei basi: Milano, Roma, Venezia, Torino, Napoli e Catania.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto legge e il ddl che modificano la legge Marzano sulle crisi aziendali e forniscono gli strumenti previsti dal piano Fenice di salvataggio, quello messo a punto da Intesa Sanpaolo. In particolare viene autorizzata la scissione della compagnia: da un lato gli asset sani che saranno acquistati dalla newco di sedici imprenditori guidata da Roberto Colaninno, e dall’altra la bad company che, appunto, viene commissariata.
Ancora: i piccoli azionisti potranno essere rimborsati con le risorse dei conti dormienti, come prevede una norma della Finanziaria 2006, inoltre, prima della vendita degli asset il commissario dovrà individuare gli acquirenti e il prezzo, che sarà indicato da una perito. Il commissario (confermato il nome di Augusto Fantozzi) potrà immediatamente vendere alcuni asset della compagnia e avrà carta bianca sul programma da presentare all’approvazione del ministro dello Sviluppo economico.
A metà serata il premier legge una dichiarazione-fiume (testo integrale sul sito) nella sala stampa di Palazzo Chigi: «L’azienda Alitalia non si è adeguata alle mutate condizioni del mercato mondiale dell’aviazione. Il risultato è che perde milioni di euro al giorno, centinaia di milioni di euro l’anno. Non può continuare così. Ce lo proibisce l’Europa, ma soprattutto ce lo proibisce il rispetto dei contribuenti, che non devono vedersi costretti a ripianare di continuo i bilanci in rosso dell’Alitalia… Come sapete il nostro governo ha ereditato dalla sinistra diverse situazioni davvero pesanti: i conti pubblici, la tragedia dei rifiuti di Napoli e questa situazione irrisolta dell’Alitalia, per la quale il governo Prodi aveva tentato, senza riuscirci, una svendita alla Francia, il nostro principale concorrente nel turismo. Avevamo il dovere di intervenire, e siamo intervenuti. Lo abbiamo fatto con rapidità e con concretezza, aiutati da una grande banca italiana… Il nostro intervento consente di creare una Alitalia nuova, una compagnia aerea più efficiente, finanziariamente in equilibrio, tecnologicamente avanzata, l’unica alternativa era il fallimento… Una compagnia di bandiera veramente al servizio dell’Italia e degli italiani, che non peserà più sulle spalle dei contribuenti».
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Crescità giù, allarme di Bankitalia

Inserito da admin | Notizie | Venerdì 29 Agosto 2008 11:51 am

È di nuovo allarme per l’economia che ristagna. Si profila una nuova frenata della crescita nell’area dell’euro. L’indice ‘Euro-coin’ elaborato dalla Banca d’Italia, che fornisce ogni mese una stima della crescita di medio-lungo periodo del Prodotto interno lordo nell’area dell’euro, è ulteriormente sceso in agosto, dallo 0,34% allo 0,17, il valore più basso dalla metà del 2003.
Lo rende noto Bankitalia, spiegando che ‘il risultato conferma la debolezza della crescita di fondo dell’area della moneta unica. Il dato di agosto è stato influenzato negativamente soprattutto dalla pubblicazione delle stime preliminari sulla crescita del Pil dell’area nel secondo trimestre (-0,2% sul periodo precedente) e, seppur in misura minore, dal deterioramento del clima di fiducia delle imprese registrato dalle ultime inchieste congiunturali’.
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Rincari Tim e Vodafone, indagine dell’Agcom

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 29 Agosto 2008 11:48 am

Dopo gli esposti delle associazioni dei consumatori, l’Autorità fa partire le ispezioni. Aumenti da 49 fino a 83 euro all’anno, con picchi sulle singole chiamate anche del 100%.
L’Autorità per le comunicazioni ha avviato ispezioni su Tim e Vodafone dopo gli esposti arrivati da alcune associazioni di consumatori a proposito delle variazioni delle tariffe di telefonia mobile decise dagli operatori.
Lo scopo, fanno sapere fonti dell’Agcom, è quello di verificare le condizioni delle offerte. Nel corso dei mesi estivi, Tim prima e Vodafone subito dopo hanno avvisato via sms i propri clienti di alcuni ritocchi all’insù e di alcune rimodulazioni tariffarie dei vecchi piani che, nel caso dell’operatore del gruppo Telecom, scatteranno a inizio settembre, mentre per il colosso britannico prenderanno il via ad ottobre.
Complessivamente, i clienti interessati dovrebbero essere circa 9 milioni, 3 milioni in possesso di schede Tim e 5-6 milioni di schede Vodafone. Le associazioni dei consumatori sono insorte, con esposti all’Autorità delle comunicazioni e all’Antitrust, denunciando un cartello tra i due gestori e calcolando rincari significativi per le tasche degli italiani.
L’ultima in ordine di tempo è stata Altroconsumo che con un esposto all’Agcom e al Garante per la concorrenza ha chiesto la sospensione delle nuove tariffe telefoniche. Stando ai dati raccolti dall’associazione, i rincari andranno da 49 fino a 83 euro all’anno, ‘con picchi d’aumento sulle singole telefonate anche del 100%’.
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