Il pasticcio Alitalia del Governo Berlusconi
Le reazioni: gli esuberi fanno discutere, Sacconi convoca le sigle per lunedì prossimo. Il ministro assicura: sono previsti ammortizzatori sociali per anni per tutti i lavoratori.
Il premier lo ha ribadito: gli esuberi saranno inevitabili, ma nessuno rimarrà per strada. E così - anche e soprattutto per questo - sindacati e centrosinistra dicono no al piano Fenice. «Se l’Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche. Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da parte nostra favorire un’eventuale azione speculativa», dice Maurizio Solari (Cgil).
In un’intervista sul Corriere della Sera, il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea: «Gli esuberi sono al massimo duemila. E devono essere tutti ricollocati». Intanto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha convocato le parti sociali per lunedì prossimo, e fa sapere che nel decreto legge approvato sono stati previsti ammortizzatori sociali per la durata di sette anni (4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) per tutti i lavoratori, a prescindere dall’età anagrafica, dalla collocazione geografica e dalla precedente fruizione di altri sostegni pubblici al reddito».
Sul fronte politico, il leader del Pd, Walter Veltroni, sostiene che «la vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. Una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa e che non persegue affatto l’interesse del nostro Paese». E aggiunge: «Sono mesi che il Pd lancia l’allarme sull’inqualificabile prospettiva di scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti italiani, sugli azionisti e obbligazionisti della società, sui lavoratori dell’azienda e sulle loro famiglie». Per Veltroni, «Alitalia e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore sotto tutti i punti di vista. E, alla faccia della tanto decantata difesa dell’italianità, il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di ‘bandierina’, con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale».
(continua…)