Alitalia, sì anche dagli Steward

Inserito da admin | Aziende | Martedì 30 Settembre 2008 4:43 pm

Avia e Sdl: firma senza festa, 1500 assistenti di volo dovranno andare a casa. Il presidente della Cai: ora le compagnie internazionali fanno battaglia per entrare.
Alla fine hanno firmato tutti e il cerchio delle nove sigle sindacali si è chiuso. Ieri a Palazzo Chigi anche Avia e Sdl (assistenti di volo) hanno detto sì al piano della Cai per la nuova Alitalia.
La firma, hanno precisato i due rappresentanti, il coordinatore nazionale Fabrizio Tomaselli e il presidente Antonio Divietri, è stata apposta «per senso di responsabilità» e senza aver «nulla di cui festeggiare » perchè 1500 assistenti, tra pecari e assunti a tempo indeterminato, dovranno tornare a casa.
Sdl e Avia, sono comunque riuscite a ottenere ulteriori concessioni, che saranno inserite nell’accordo già siglato da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e sindacati dei piloti e che, ha precisato Divietri, «salvaguardano la professionalità della categoria». Ora, con l’ok di tutte e nove le sigle, la Cai costituirsi in società per azioni, aspettare le licenze e la ‘benedizione’ dell’Unione europea, attuare l’aumento di capitale necessario per portare avanti l’operazione Nuova Alitalia che, come detto dall’ad di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, potrebbe essere pronta a partire dal primo novembre prossimo.
Adesso la partita sindacale si sposta sul tavolo dei contratti. Divietri ha sottolineato che partiranno tra pochi giorni, mentre Tomaselli ha avvertito che l’Sdl avvierà un referendum tra i lavoratori per capire come e se proseguire nella trattativa. La Compagnia aerea italiana avvierà anche le procedure per la ricerca del partner internazionale. E a questo proposito, a quanto pare, è scoppiata una guerra tra i principali vettori stranieri. Lo ha affermato il presidente della Compagnia, Roberto Colaninno, che intervenendo ieri a Porta a Porta ha spiegato: «Quando il 18 agosto decisi di entrare nella cordata per il salvataggio di Alitalia, pensai che il suo valore sarebbe aumentato in modo consistente solo quando Cai avesse raggiunto un accordo con tutti i sindacati. Allora cercai di contattare Lufthansa ma le porte erano completamente chiuse. Ora, invece, questi signori stanno battagliando per essere alleati con Alitalia».
E proprio la compagnia tedesca sembra essere in vantaggio su Air France-Klm anche alla luce degli incontri che ha avuto la scorsa settimana con Governo e sindacati. Ma «non c’è fretta sulla scelta del partner straniero», ha proseguito Colaninno, «loro più che ai nostri aerei sono interessate al nostro mercato, il quarto in Europa e l’ottavo nel mondo per passeggeri, e la posizione dell’Italia la rende strategica per le rotte verso il Medio Oriente, l’Asia e l’Africa».
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Usa, bocciato piano anti crisi

Inserito da admin | Economia | Martedì 30 Settembre 2008 4:38 pm

Il governatore Draghi rassicura: la liquidità delle nostre banche è adeguata. Il Congresso americano dice no, nel Vecchio Continente ondata di nazionalizzazioni.
Borse nel panico, la crisi finanziaria americana sta iniziando a fare morti anche in Europa. Mentre negli Stati Uniti il Congresso boccia il maxi-piano da 700 miliardi di dollari e Wall Street crolla, nel vecchio Continente, dove i Governi stanno correndo ai ripari con una serie di salvataggi, si registra un’ondata di vendite.
Pesante finale di seduta a Piazza Affari, con l’indice Mibtel che ha segnato un -4,74% a quota 19.622 punti, mentre l’S&PMib cede il 4,98% a 25.803 punti. Anche gli altri listini principali archiviano la seduta all’insegna del forte calo: Parigi chiude a -4,62%, Francoforte cede il 4,12%, mentre Londra segna un -5%.
Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha dato rassicurazioni sul fatto che «la liquidità delle nostre banche è adeguata», inoltre - ha sottolineato - «le autorità finanziarie europee sono determinate a vincere la battaglia per restaurare la fiducia sui mercati e sono allertate per prendere tutte le decisioni che saranno necessarie».
Il Congresso americano ha diffuso ieri una bozza del piano per Wall Street: il Tesoro dà il via libera per accedere immediatamente a 250 miliardi di dollari dei 700 complessivi previsti dall’intervento per acquistare le ‘azioni-spazzatura’. Ma la Camera dei rappresentanti ha bocciato il piano di salvataggio con 228 no e 205 sì. Il presidente Bush si è detto molto contrariato. Wall Street procede in forte ribasso. Risente del colpo anche la borsa brasiliana di San Paolo, che perde il 15%.
Intanto anche in Europa si procede seguendo le stesse misure d’emergenza. L’altra notte i governi di Olanda, Belgio e Lussemburgo sono intervenuti d’urgenza per salvare dal fallimento con una nazionalizzazione il colosso dei servizi finanziari Fortis. Un altro salvataggio è stato annunciato ieri mattina dal mininistro delle Finanze inglese, Alistarir Darling.
Riguarda Bradford & Bingley, primo istituto di credito in Gran Bretagna specializzato nei prestiti immobiliari. Anche questa banca verrà nazionalizzata. All’ora di pranzo la campana del salvataggio a spese dello Stato ha suonato in Germania. Il governo di Berlino è stato costretto a fornire garanzie e fondi per 35 miliardi di euro a Hypo Real.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 30 Settembre 2008

Luce, in un anno rialzo di 61,5 euro

Inserito da admin | Prezzi | Martedì 30 Settembre 2008 4:17 pm

I dati forniti dall’Authority: da domani +5,8% per il gas, +0,8% per l’energia elettrica.
Lieve aumento per le bollette dell’energia elettrica: +0,8%. Maggior incremento per il gas: 5,8%. Sono i rialzi indicati dall’Autorità per l’energia per il quarto trimestre 2008. Da domani, quindi, la spesa su base annua delle famiglie aumenterà di 3,7 euro per l’energia elettrica e di 61,5 euro per il gas, sull’onda lunga del caro-petrolio.
Il sistema energetico italiano è infatti ancora molto dipendente dall’importazione di idrocarburi; perciò il forte aumento del prezzo del greggio dei mesi precedenti (con punte record di 144 dollari al barile per il Brent) - secondo l’Autorità - pesa ancora sull’aggiornamento delle condizioni di fornitura, specie per il gas.
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La disoccupazione torna a farsi sentire: Giugno a +20,6%

Inserito da admin | Disoccupazione | Martedì 30 Settembre 2008 4:12 pm

Si registra anche un lieve incremento dell’occupazione, dovuto soprattutto agli stranieri. Lo spettro della disoccupazione che avanza torna a farsi sentire. Per il secondo trimestre consecutivo la disoccupazione registra una crescita consistente, di 291 mila unità, pari al 20,6% in più rispetto al secondo trimestre 2007. L’aumento del 20,6% segue infatti una crescita del 13,2% registrata nel primo trimestre 2008 che fa seguito però a trimestri di segno sempre negativo a partire dal secondo trimestre del 2005.
Al dato diffuso ieri dall’Istat fa comunque da contraltare un leggero aumento dell’occupazione che, seppure con un ritmo meno sostenuto in confronto a quello del precedente trimestre, prosegue la dinamica positiva con una crescita dell’1,2% su base annua (+283 mila lavoratori). L’aumento dell’occupazione risente del nuovo aumento della popolazione straniera, soprattutto cittadini neo comunitari, ma cresce in modo particolare nel nord.
La maggiore occupazione riflette anche la crescita del part-time, forma di impiego che sembrerebbe sostituire il tempo pieno: la crescita del lavoro ad orario ridotto riguarda inoltre anche gli uomini, con 110 mila unità. Inoltre circa due terzi dell’aumento degli occupati part-time è di tipo involontario.
L’incremento della disoccupazione non è più caratteristica del Mezzogiorno. Inoltre l’aumento della disoccupazione riflette sia la crescita degli ex occupati sia degli inattivi, soprattutto donne del sud. Nel Mezzogiorno l’allargamento dell’area della disoccupazione è dovuto a persone che un anno prima si dichiaravano inattive: si tratta di donne che prima erano scoraggiate a trovare un impiego ma che ora, per il deteriorarsi delle condizioni economiche, sono costrette comunque a lavorare.
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Alitalia rinasce il 1° Novembre

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 29 Settembre 2008 12:06 pm

Per la firma con Cai mancano soltanto gli assistenti di volo iscritti a Avia e Sdl. Appuntamento oggi a Palazzo Chigi; Berlusconi ottimista: alla fine diranno tutti di sì.
Adesso mancano soltanto gli assistenti di volo. Assemblee fiume nel week end e oggi l’ultima chiamata a Palazzo Chigi. Hostess e steward iscritti alle sigle Avia e Sdl (sono l’80%) dovranno dire sì o no alla nuova Alitalia disegnata da Cai.
Berlusconi è ottimista. «Per la trattativa, credo che abbiamo concluso anche questo impegno. Manca poco, ma sono fiducioso che si concluderà con tutti». Quanto al partner straniero, il premier lascia la scelta a Colaninno e soci, ma spiega che una clausola impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno 5 anni e poi serve comunque l’ok dei due terzi.
«Non voglio entrare sul tema del partner che ormai compete alla compagine di imprenditori, alle loro intenzioni e al loro piano industriale», ha detto il premier. «È chiaro che Alitalia si aprirà all’alleanza con altre compagnie internazionali: noi ci dobbiamo fermare qui, abbiamo dato il nostro contributo. Abbiamo assistito questa compagine al tavolo con i sindacati, adesso sta a loro fare quel che riterranno più opportuno, per far sì che Alitalia sia una compagnia che chiude con bilanci in attivo e fornendo all’Italia, alle imprese e a tutti i cittadini italiani il servizio che una compagnia di bandiera deve fornire».
La posizione con cui Avia e Sdl arriveranno oggi (alle 11 o alle 15) al confronto sarà il frutto di due giorni di riunioni interne, consultazioni degli iscritti, riunioni all’aeroporto di Fiumicino. Una consultazione che terminerà questa mattina, per cercare poi una posizione unitaria, come è stato finora. Sembra diverso però lo spirito con cui le due organizzazioni andranno a Palazzo Chigi.
Per il numero uno dell’Avia, Antonio Divietri, sarà un incontro solo per «dire sì o no» all’accordo tra la Cai e le altre 7 sigle di Alitalia, senza nessuna trattativa, anche perchè «qualsiasi variazione ci possa essere, sarebbe talmente evanescente che non cambierebbe nulla». Nella base, aggiunge, «c’è sicuramente un orientamento prevalente, dell’ordine del 90%, ma non è il caso di parlarne a consultazione aperta».
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Stangata d’autunno, luce e gas 80 euro in più

Inserito da admin | Prezzi | Lunedì 29 Settembre 2008 12:02 pm

Rincari fino al 6% per il metano e tra il 2,2 e il 3,7% per l’elettricità. Ora l’ultima parola spetta all’Authority che entro domani dovrà aggiornare le bollette.
Arriva la stangata d’autunno. L’ennesimo salasso per i cittadini: gli aumenti scatteranno da da mercoledì prossimo, 1 ottobre, per le bollette della luce e del gas che potrebbero registrare - secondo le prime stime degli esperti - rincari fino al 6% per il metano e tra il 2,2% ed il 3,7% per l’elettricità.
Con questi rialzi, la spesa annua delle famiglie potrebbe registrare una nuova impennata, fino ad oltre 80 euro. L’ultima parola spetta comunque all’Authority per l’energia, che entro domani dovrà fornire l’aggiornamento per l’ultimo trimestre 2008.
Ma secondo le previsioni di Nomisma Energia per il gas ci si attende un rincaro del 5,8% mentre per la luce del 2,2%. Per il Rie (Ricerche energetiche industriali) i rincari potrebbero invece arrivare al 6% per il metano ed al 3,7% per l’elettricità.
L’esatto ammontare dell’aggiornamento e dei relativi possibili aumenti spetta all’Authority per l’energia che la fine del mese dovrà fornire i dati. Di certo c’è il fatto che i picchi del prezzo del petrolio degli ultimi mesi - che hanno visto il greggio sfiorare il massimo di tutti i tempi fino a toccare quota 150 dollari al barile - si scaricheranno in pieno sul prossimo aggiornamento tariffario.
Il meccanismo di adeguamento prevede infatti che si faccia riferimento alle medie delle quotazioni delle materia prime nei precedenti sei mesi per la luce e nove mesi per il gas. Il recente ripiegamento delle quotazioni del greggio non dovrebbero influire quindi sul prossimo aggiornamento.
Ma potrebbe anche accadere che l’Autorità - a fronte del calo del costo del barile nell’ultimo mese (anche se nell’ultima settimana è tornato a salire) - possa aver maggior margine di intervento nel trasferimento dei rincari del greggio, riuscendo magari a mitigarli, sulle bollette. Per il Rie in arrivo ci potrebbe essere comunque un aumento nell’ordine del 6% per le bollette del gas, e intorno al 3,7% per l’elettricità. Un rincaro che per una famiglia tipo (225 chilo Wattora di luce consumati in un mese e 1.400 metri cubi di gas bruciati in un anno) si tradurrebbe in un aggravio intorno agli 80 euro l’anno.
E sulle stime del Rie per il gas si allineano anche le previsioni di Nomisma Energia che per il gas prevede un aumento del 5,8% mentre per l’elettricità un incremento più limitato, pari al 2,2%. Aumenti che comunque si tradurrebbero in una maggiore spesa per la famiglia tipo di 74 euro su base annua. Il nuovo rincaro si andrebbe ad aggiungere a quelli già scattati - spinti dal caro-petrolio degli ultimi mesi - nei trimestri precedenti.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 29 Settembre 2008

Alitalia, i piloti rimandano la firma

Inserito da admin | Aziende | Sabato 27 Settembre 2008 12:26 pm

Dice sì una delle sigle degli assistenti di volo, nuovo appuntamento lunedì. Nel Governo cresce l’ottimismo. Sacconi: le ultime notizie sono buone. Appello di Epifani per l’ok all’accordo. Per quanto riguarda il partner straniero torna in pista Lufthansa. I vertici del vettore tedesco incontrano Letta.
Come si usa in questi casi, le lancette degli orologi sono state fermate. E la scadenza di ieri alle 13 per la firma dei piloti è stata ancora rinviata. Ma si registra comunque ottimismo. Piano piano si aggiungono pezzi mancanti e, nonostante fratture interne, ieri ha detto sì una delle sigle degli assistenti di volo.
Berlusconi, dal suo buen retiro umbro ha rivolto un appello alle parti in gioco: «Auspico che si possa passare dalla irragionevolezza alla ragionevolezza e che si possa così avere ancora una compagnia di bandiera, con l’alleanza di alcuni partner stranieri, ma mantenendo in minoranza le grandi compagnie internazionali. Ma la soluzione non è ad horas».
Ancora una fumata nera ieri a Palazzo Chigi sulla vertenza Alitalia. Dopo la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl al piano Cai, manca solo l’ok dei piloti. Per il personale viaggiante, l’Anpav ha firmato, per Sdl e Avia invece «non ci sono ancora le condizioni» ma si riconosce che nella trattativa sono stati fatti importanti «passi avanti». «Si procede a cercare un’intesa - ha detto Antonio Divietri - e dunque ci si rivedrà lunedì. Ci vuole del tempo, speriamo bene».
Il presidente dell’Avia ha aggiunto che il governo sta facendo la sua parte: «Da questo punto di vista siamo supportati dal buon senso che sembra stia cominciando a prevalere. Anche Cai sta prendendo atto che probabilmente c’erano delle cose che andavano definite meglio». Più duri quelli di Sdl, che parlano di «passi avanti millimetrici» ma lodano l’attività di mediazione portata avanti dal governo.
Anche i piloti sarebbero vicini alla firma dell’accordo ma avrebbero chiesto modifiche ai documenti già sottoscritti giovedì dai sindacati confederali. Per questo i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati nuovamente convocati a Palazzo Chigi, per valutare la compatibilità degli aggiustamenti richiesti dai piloti con l’impianto degli accordi sottoscritti.
Per la prima volta dal 4 settembre dunque, ieri non sono stati dati né aut aut né scadenze. Il prossimo appuntamento è per lunedì. Nel governo comunque cresce l’ottimismo. «Le ultime notizie sembrano buone», commenta il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani si augura «che alla fine i piloti e gli assistenti firmino. Certo - sottolinea - se finisse così per molti ci sarebbe da riflettere».
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Un altro crac negli Usa

Inserito da admin | Crisi Economica | Sabato 27 Settembre 2008 12:23 pm

Le autorità ordinano la chiusura della Washington Mutual, le attività vanno a JP Morgan Chase. L’appello di Bush: bisogna approvare con urgenza l’intervento da 700 miliardi di dollari.
Negli Stati Uniti crolla un’altra banca. Ieri le autorità Usa hanno ordinato la chiusura di Washington Mutual. Si tratta del più grande fallimento della storia americana per una banca.
Le attività dell’istituto passano a JP Morgan Chase per 1,9 miliardi di dollari. «Con liquidità insufficiente per far fronte ai propri obblighi, ‘Wamu’ non era più in condizioni abbastanza solide e sicure per proseguire la propria attività», spiega in una nota la Fdic, l’organismo federale di supervisione sui depositi bancari, che assicura totale protezione ai clienti.
Ovviamente il nuovo crac peserà sul dibattito in corso al Congresso degli Stati Uniti sul piano di salvataggio dell’economia proposto da Bush.
Repubblicani e Democratici cercano un accordo bipartisan. Accordo che era sembrato ad un passo l’altro giorno, prima dell’improvvisa fumata nera. Finora sembra fallita l’intenzione di dimostrare l’unità nazionale di fronte alla crisi finanziaria. L’obiettivo dell’amministrazione Bush rimane quello di ottenere l’approvazione per quello che è il più grande piano di aiuti economici della storia del capitalismo Usa (700 miliardi di dollari) prima dell’apertura dei mercati finanziari di lunedì prossimo.
E lo stesso Bush si è presentato davanti alle telecamere per ribadire la necessità del piano che, spiega «deve essere approvato rapidamente». Il presidente Usa non ha negato le differenze tra repubblicani e democratici, ma si è detto certo che «un punto di incontro» verrà trovato. Permettendo al piano di risolvere «la crisi dei mercati finanziari».
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Mutui, più liquidità dalle banche centrali

Inserito da admin | Economia | Sabato 27 Settembre 2008 11:49 am

Nuova iniezione di denaro per sostenere gli istituti in difficoltà: salgono i tassi.
Nuova disponibilità dalle banche centrali per una maggiore liquidità sui mercati per far fronte alla crisi dei mutui. Fed, Bce, Banca d’Inghilterra e Banca Nazionale Svizzera accresceranno linee di finanziamento.
La sola capacità di intervento Fed sale a 290 miliardi di dollari. Intanto continua la corsa dei tassi di mercato a breve termine, in un mercato monetario sempre più teso nonostante i nuovi interventi delle istituti centrali di tutto il mondo per fornire liquidità alle banche in difficoltà.
Secondo le rilevazioni giornaliere della European Banking Federation il tasso Euribor a tre mesi, che misura il costo di un prestito trimestrale in euro sul mercato interbancario, è salito ieri di altri due punti base al 5,14%, nuovo record dall’introduzione dell’euro.
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La nuova Alitalia è vicina al decollo

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 26 Settembre 2008 3:34 pm

Oggi alle 13 scade il termine per il sì delle sigle autonome. A segnare la svolta sono state una serie di novità proposte ai sindacati da Colaninno e soci; Air France in pista. L’offerta Cai è valida fino al 15 ottobre. L’Enac: nessun rischio ora per la licenza ma il monitoraggio continua.
Nuova Alitalia sulla pista di decollo. Tutti i sindacati confederali hanno detto sì al piano di Colaninno e soci, a piloti e assistenti di volo è stato concesso un altro po’ di tempo: entro le 13 di oggi dovrebbero firmare. Grandi manifestazioni di gioia e tutti che si prendono il merito dell’intesa raggiunta, mentre Air France-Klm ha fatto sapere di essere pronta a tornare in pista con una quota compresa tra il 10 e il 20%. Buone notizie anche dall’Enac: la licenza non sarà ritirata.
Dopo una serie infinita di giornate ‘decisive’ per il futuro dell’ex compagnia di bandiera, ieri a Palazzo Chigi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl e la Cai hanno siglato l’accordo quadro sul piano industriale. A dare una svolta alla trattativa, sono state le integrazioni annunciate dalla società dei sedici ‘capitani coraggiosi’ su esuberi e retribuzioni del personale di volo, oltre alle manifestazioni d’interesse di partner internazionali che cominciano ad arrivare.
Air France o Lufthansa. Anche se British Airways rimane alla finestra, sembra essersi ormai ridotto ai due colossi di Francia e Germania il confronto per un ruolo di partnership, con il vettore guidato da Jean Cyril Spinetta in pole position rispetto al rivale tedesca. Ora mancano alla firma solo i piloti e gli assistenti di volo per chiudere definitavamente la partita, voltare pagina e ripartire.
Le integrazioni e le aggiunte al protocollo contengono anche novità per i precari e le retribuzioni di piloti e assistenti di volo. Tra le altre cose, sui precari si specifica il fabbisogno di lavoratori stagionali, fino a un massimo di mille unità complessive, presi dall’elenco dei precari Alitalia e AirOne che abbiano prestato la propria opera negli ultimi 36 mesi.
Per quanto riguarda invece le retribuzioni di piloti e assistenti di volo, si prevede che l’applicazione delle nuove tabelle retributive non potrà in ogni caso determinare una riduzione superiore al 6/7% del trattamento mensile complessivo spettante a parità di prestazione di lavoro. La riduzione potrà comunque essere recuperata anche totalmente a fronte di incrementi delle ore di volo.
Sui riposi, sempre per piloti e assistenti di volo, è stabilito il numero di 30 ogni trimestre, con un minimo mensile programmabile di 8. Il Governo, tramite il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, confida ora nel senso di responsabilità di piloti e assistenti di volo. Anche i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno rivolto un analogo appello.
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