Alitalia, sì dei sindacati al dialogo

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 3 Settembre 2008 6:05 pm

La privatizzazione: oggi incontro al ministero del Lavoro. Sacconi: sulle eccedenze non bisogna dare i numeri. Il leader della Uil: la trattativa sarà difficile ma garantiremo un futuro alla compagnia.
Una ‘completa disponibilità al confronto’ ma con la ‘ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali della proposta’ che sarà illustrata nel corso dell’incontro fissato per oggi al ministero del Lavoro. È la posizione unitaria delle nove sigle sindacali di Alitalia.
Ore decisive per l’offerta della newco espressione della cordata di imprenditori italiani capitani da Roberto Colaninno e destinata a rilevare gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi o al massimo domattina, dovrebbe infatti arrivare la proposta sul tavolo del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, corredata dal piano di rilancio elaborato dall’advisor Intesa SanPaolo.
I tempi sono strettissimi perché domani si aprirà il confronto con i sindacati che dovrà partire proprio dal piano industriale. Intanto oggi Colaninno sarà a Bruxelles per illustrare il piano alla Commissione europea. I sindacati però continuano a chiedere una modifica a quello che, sempre sulla base delle indiscrezioni fino ad ora trapelate, dovrebbe essere il piano di rilancio dell’Alitalia attraverso una trattativa che sia vera e che non abbia i connotati di un ‘prendere o lasciare’ come ha tenuto a precisare il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
In particolare, quello che preoccupa i sindacati è il ridimensionamento del lungo raggio che costringerebbe la nuova Alitalia a una competizione impossibile con le low cost. Discorso a parte sono poi gli esuberi: secondo indiscrezioni dovrebbero aggirarsi intorno ai 4500 anche se il ministero del Lavoro ha precisato che fino al ricevumento delle offerte da parte del commissario straordinario ’si tratta solo di numeri che danno timori o di timori che danno i numeri’.
I sindacati, al termine di una riunione interna, in vista del confronto al ministero, hanno comunque ribadito che, prima di discutere di esuberi, ci dovrà essere un accordo sul piano industriale, il cui giudizio ‘non potrà prescindere da elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasposto aereo, qualità degli investimenti ed un adeguato modello organizzativo’. La convergenza sui temi di natura industriale, concludono i sindacati, ‘è prerequisito per avviare il confronto per la gestione delle eventuali eccedenze di personale che dovrà, comunque, vedere una collocazione certa per il proprio futuro’.
(continua…)

Il petrolio cala, il prezzo del carburante no

Inserito da admin | Prezzi | Mercoledì 3 Settembre 2008 5:56 pm

La denuncia: «Il greggio continua la corsa al ribasso, non c’è motivo per mantenere la benzina alle stelle». Le associazioni: c’è spazio per un taglio di almeno 6 centesimi a litro, intervengano le Procure.
Dopo aver toccato il massimo storico di 147,27 dollari al barile l’11 luglio scorso, il petrolio ha iniziato una lenta discesa che l’ha riportato sotto quota 110 dollari. Si spera quindi in una diminuzione del prezzo dei carburanti, ma per ora tutto tace. E le associazioni dei consumatori tornano all’attacco.
‘Con il petrolio che si sta avvicinando a 100 dollari al barile, sarebbe logico aspettarsi una diminuzione dei prezzi dei carburanti, che dovrebbero attestarsi ben al di sotto di 1,40 euro al litro’, afferma in una nota Federconsumatori, che arriva persino a chiedere l’abolizione della Robin Tax sulle compagnie petrolifere, per rimpinguare un po’ le tasche dei consumatori.
‘Di diminuzioni non c’è stata neanche l’ombra, anzi, i prezzi - sottolinea l’associazione - sono vergognosamente aumentati, attestandosi intorno a 1,47-1,48 euro al litro, con un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro. Questi centesimi di euro, bastano per fare il pieno non di carburante, ma di guadagno da parte di chi opera nella filiera. Infatti, le compagnie petrolifere, ‘vessate’ dalla Robin Tax, guadagnano in questo modo ‘appena’ 315 milioni di euro al mese.
Come al solito, a farne le spese, saranno sempre e solo i cittadini che, per i carburanti, subiranno ricadute di 7 euro al mese, pari ad 84 euro all’anno’. Ecco perché Federconsumatori rinnova le richieste di ‘controllo della doppia velocità’ completa liberalizzazione del settore, con una decisa apertura alla grande distribuzione; blocco, riduzione e restituzione del carico fiscale sui carburanti; sospensione della Robin Tax’.
(continua…)