Alitalia, sì dei sindacati al dialogo
La privatizzazione: oggi incontro al ministero del Lavoro. Sacconi: sulle eccedenze non bisogna dare i numeri. Il leader della Uil: la trattativa sarà difficile ma garantiremo un futuro alla compagnia.
Una ‘completa disponibilità al confronto’ ma con la ‘ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali della proposta’ che sarà illustrata nel corso dell’incontro fissato per oggi al ministero del Lavoro. È la posizione unitaria delle nove sigle sindacali di Alitalia.
Ore decisive per l’offerta della newco espressione della cordata di imprenditori italiani capitani da Roberto Colaninno e destinata a rilevare gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi o al massimo domattina, dovrebbe infatti arrivare la proposta sul tavolo del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, corredata dal piano di rilancio elaborato dall’advisor Intesa SanPaolo.
I tempi sono strettissimi perché domani si aprirà il confronto con i sindacati che dovrà partire proprio dal piano industriale. Intanto oggi Colaninno sarà a Bruxelles per illustrare il piano alla Commissione europea. I sindacati però continuano a chiedere una modifica a quello che, sempre sulla base delle indiscrezioni fino ad ora trapelate, dovrebbe essere il piano di rilancio dell’Alitalia attraverso una trattativa che sia vera e che non abbia i connotati di un ‘prendere o lasciare’ come ha tenuto a precisare il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
In particolare, quello che preoccupa i sindacati è il ridimensionamento del lungo raggio che costringerebbe la nuova Alitalia a una competizione impossibile con le low cost. Discorso a parte sono poi gli esuberi: secondo indiscrezioni dovrebbero aggirarsi intorno ai 4500 anche se il ministero del Lavoro ha precisato che fino al ricevumento delle offerte da parte del commissario straordinario ’si tratta solo di numeri che danno timori o di timori che danno i numeri’.
I sindacati, al termine di una riunione interna, in vista del confronto al ministero, hanno comunque ribadito che, prima di discutere di esuberi, ci dovrà essere un accordo sul piano industriale, il cui giudizio ‘non potrà prescindere da elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasposto aereo, qualità degli investimenti ed un adeguato modello organizzativo’. La convergenza sui temi di natura industriale, concludono i sindacati, ‘è prerequisito per avviare il confronto per la gestione delle eventuali eccedenze di personale che dovrà, comunque, vedere una collocazione certa per il proprio futuro’.
(continua…)