Alitalia, parte il confronto con i sindacati

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 4 Settembre 2008 5:07 pm

La privatizzazione: oggi si apre il tavolo delle trattative, l’obiettivo è chiudere entro la settimana prossima. Brunetta: avanti anche senza il consenso delle parti sociali. Colaninno è stato a Bruxelles.
Parte oggi il confronto tra il Governo, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, i rappresentanti della ‘Cai’ e i sindacati sul piano di salvataggio della compagnia ex di bandiera. Obiettivo: arrivare a un accordo entro la fine della prossima settimana.
I sindacati ribadiscono la volontà di confrontarsi senza pregiudiziali ma con una trattativa vera, ovvero senza il meccanismo del ‘prendere o lasciare’. Intanto però, il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, avverte che in caso di fallimento la responsabilità sarà dei sindacati, mentre il suo collega alla Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha proposto di andare avanti anche in caso di mancato accordo con i rappresentanti dei lavoratori. «La cordata italiana - ha detto Scajola - riuscirà a dare al nostro paese una compagnia stabile e competitiva.
L’alternativa sarebbe il fallimento. Ci saranno degli esuberi, speriamo siano meno del previsto, e saranno comunque assorbiti dai privati attraverso le norme esistenti, senza leggi speciali. La trattativa ora deve procedere con grande attenzione e apertura ai sindacati. Il governo - ha concluso il ministro - ha fatto la sua parte; i privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati».
Ieri comunque è stata una giornata fitta d’incontri, con Roberto Colaninno che è andato a Bruxelles a presentare il piano per l’Alitalia alla Commissione europea, mentre l’offerta della Compagnia aerea italiana per gli asset sani di Alitalia è giunta sul tavolo del commissario straordinario, che l’ha giudicata compatibile con le finalità della legge Marzano modificata la scorsa settimana dal Governo.
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Crescita in discesa a Eurolandia -0,2%

Inserito da admin | Notizie | Giovedì 4 Settembre 2008 5:01 pm

L’euro si indebolisce ancora e tocca i minimi da sette mesi nei confronti del dollaro. La moneta unica è scesa sotto quota 1,44 dollari, ad un minimo di 1,4386 (livello che non toccava da gennaio) trascinata dai dati negativi sul Pil e sui consumi di Eurolandia.
Eurostat ha confermato che nel secondo trimestre 2008 la crescita dell’eurozona è stata negativa, con un -0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Un dato che, sommato a quello delle vendite al dettaglio (-0,2% nel trimestre, -0,4% a luglio), lascia pochi dubbi sull’andamento dell’economia europea, per la quale martedì anche l’Ocse ha tagliato le stime di crescita.
Gli operatori si aspettano dunque che anche la Bce possa lanciare oggi, nella consueta riunione dell’Eurotower, segnali di preoccupazione sull’economia della regione. Francoforte dovrebbe mantenere fermo al 4,25% il costo del denaro, ma l’allarme sull’economia potrebbe preludere ad una prossima inversione di rotta nella politica monetaria antinflattiva e quindi ad un futuro taglio dei tassi.
Di segno opposto sono invece i dati e le previsioni che arrivano dagli Usa. Il dollaro, per mesi fortemente sottovalutato, sta rialzando la testa approfittando della debolezza europea (+6% nei confronti dell’euro nel solo mese di agosto) e beneficiando dei segnali positivi che sembrano arrivare dall’economia a stelle e strisce. In questo caso non è quindi escluso che la Fed possa cominciare a pensare a un rialzo dei tassi.
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