Alitalia, 3250 esuberi

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 5 Settembre 2008 3:35 pm

La privatizzazione: ‘l piano Fenice è stato presentato ai sindacati. Apertura di Cisl e Uil; Bonanni: le eccedenze sono inferiori al previsto. L’Sdl: i conti non tornano.
Gli esuberi sono ufficialmente ’soltanto’ 3250, gli aerei un centinaio in meno, le destinazioni - tutte di corto o medio raggio - sessantacinque, di cui appena 16 intercontinentali, addio agli hub che tanto hanno fatto discutere e via libera a sei scali principali: Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e Catania.
La nuova Alitalia è stata presentata ieri ai sindacati, ai quali il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha rilanciato l’ultimatum dei giorni scorsi: si deve chiudere entro una settimana. Dal vettore che sta per nascere («non sarà low cost», ha sottolineato l’ad Rocco Sabelli) restano fuori il settore cargo e la manutenzione pesante, per i servizi amministrativi, i call center e l’information technology è prevista per ora una sorte di zona grigia.
I punti principali della ‘cura’ proposta dalla Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno sono stati discussi al ministero del Lavoro in un incontro durato oltre quattro ore. Oltre le nove sigle, c’erano i responsabili del Welfare (Sacconi), dello Sviluppo economico (Brunetta), delle Politiche comunitarie (Ronchi), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta e gli acquirenti.
Una riunione incandescente e alla fine un’apertura da parte di Cisl e Uil e un irrigidimento della Cgil. Ed è il nodo-esuberi a dividere le parti sociali. Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, «le eccedenze sono inferiori alle cifre fatte precedentemente. Questo è rassicurante, ma la cosa che ci rassicura ancor di più è che si sostanzia un’azienda importante e solida».
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È allarme crescita, le Borse precipitano

Inserito da admin | Economia | Venerdì 5 Settembre 2008 3:27 pm

Giornatanera:frena Tokyo, crollano i listini del Vecchio Continente, male Wall Street.
Le parole di Trichet su tassi, inflazione e crescita economica, le indicazioni a tinte fosche dal Fondo monetario internazionale, i dati macro Usa peggiori delle attese e il petrolio di nuovo sopra i 110 dollari al barile. Sono questi i fattori chiave che hanno mandato al tappeto le Borse mondiali, nel giorno in cui la Bce ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro. E il saldo di fine giornata è salato: altri 170 miliardi di euro di capitalizzazione mandati in fumo in un solo giorno.
La seduta è stata sofferta sin dai primi scambi, in scia peraltro alla frenata di Tokyo che in mattinata ha lasciato sul tappeto un punto percentuale. Gli indici in Europa, che pure avevano cercato di resistere, hanno cominciato ad appesantirsi nel pomeriggio, in concomitanza con le parole del presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, che ha ribadito ancora una volta la priorità di mantenere i tassi invariati (al 4,25%), nonostante l’evidente rallentamento dell’economia a livello internazionale. Secondo Trichet inoltre l’obiettivo sull’inflazione sarà raggiunto nel 2010.
Da segnalare che la stessa strategia è stata mantenuta dalla Banca d’Inghilterra che non ha messo mano sul costo del denaro (5%). La debolezza di listini si è aggravata dopo la brusca partenza di Wall Street, colpita dai dati macro arrivati sull’economia d’Oltreoceano. E così al termine delle contrattazioni, il Dj Stoxx 600, cioè l’indice che misura l’andamento dei mercati del Vecchio Continente, ha perso il 2,59%, il massimo delle ultime due settimane.
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