Alitalia, scontro Berlusconi-Cgil

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 17 Settembre 2008 5:41 pm

La privatizzazione; il premier minaccia: il governo non può garantire il salvataggio di tutti i 20mila lavoratori. Si lavora per un’intesa entro domani, quando la Cai deciderà se proseguire o lasciare.
Ore decisive per le sorti di Alitalia. Le diplomazie fanno i salti mortali per trovare un accordo entro domani, quando ci sarà il consiglio d’amministrazione della Compagnia aerea italiana, che deciderà se portare avanti o meno l’operazione.
E mentre il commissario straordinario Augusto Fantozzi annuncia che «i soldi sono pochissimi e stanno per finire», Berlusconi torna a fare la voce grossa contro i sindacati, soprattutto la Cgil: «Se la trattativa fallisse per un egoismo irragionevole, il governo non potrebbe garantire a tutti i 20mila dipendenti quanto promesso ai 3250 esuberi previsti dal piano di salvataggio. Ci sarebbe una drastica riduzione di sostegni e rimborsi». E aggiunge, durante una visita a Parigi in cui ha parlato di Alitalia anche con il presidente Sarkozy: «Ormai siamo alla fine e non voglio neanche pensare che ci siano categorie che si sottraggano a questo momento di responsabilità. Il giudizio di tutti gli italiani sarebbe di condanna».
Il sindacato di Epifani risponde piccato: «Il premier dovrebbe evitare goffi tentativi di scaricare su altri responsabilità che sono, per la quota che gli compete, anche sue. La Cgil considera inaccettabili e non consone all’alto ruolo che ricopre le dichiarazioni del presidente del Consiglio».
Dopo il vertice di lunedì a Palazzo Chigi, ieri non si è tenuta la prevista riunione tra le nove sigle, ufficialmente per gli impegni di alcuni leader, in realtà per la totale incapacità di trovare una linea comune. C’è stato invece un vertice di due ore tra i ministri del Lavoro e delle Infrastrutture, Maurizio Sacconi e Altero Matteoli, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e all’amministratore unico di Cai, Rocco Sabelli. Per ora, l’unico elemento nuovo è dato dall’arrivo di due manifestazioni d’interesse: la prima di Investimenti e sviluppo mediterraneo, per l’Atitech, il polo napoletano per la manutenzione pesante che ha sempre rappresentato un scoglio nella trattativa.
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Gli stipendi crescono più dell’inflazione

Inserito da admin | Salari | Mercoledì 17 Settembre 2008 5:34 pm

Dati Istat: rialzo tendenziale del 3%. Confindustria: le retribuzioni aumentano il potere d’acquisto nei primi sei mesi del 2008.
Retribuzioni in rialzo nell’industria italiana. Nel secondo trimestre dell’anno - secondo i dati dell’Istat - le retribuzioni lorde per Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) hanno registrato nella media del complesso dell’industria e dei servizi un aumento tendenziale del 3%.
Al netto degli effetti stagionali, le retribuzioni per Ula hanno segnato una variazione congiunturale (rispetto al trimestre precedente) di meno 2,5%. Il calo è dovuto all’esaurirsi degli effetti temporanei che avevano prodotto un marcato incremento congiunturale delle retribuzioni di fatto nel primo trimestre.
Il tasso di crescita tendenziale delle retribuzioni per Ula nel secondo trimestre del 2008 è stato del 4,1% nell’industria e dell’1,9% nei servizi. Al netto degli effetti stagionali, la riduzione rispetto al trimestre precedente è stata minore nell’industria (meno 1,9%) che nei servizi (meno 2,5%).
All’interno del settore industriale, le retribuzioni per Ula hanno segnato l’incremento tendenziale più marcato nel settore dell’estrazione di minerali (più 12,2%) principalmente a causa di due fattori concomitanti: l’erogazione di incrementi tabellari e una-tantum derivanti dal rinnovo di un contratto nazionale di lavoro e il pagamento di premi aziendali molto maggiori di quelli dell’anno precedente in un’impresa di grandi dimensioni.
All’interno del terziario, la crescita delle retribuzioni più elevata si è manifestata nel settore degli alberghi e ristoranti (più 4,1%).
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Crac Lehman ora si teme il ciclone Aig

Inserito da admin | Crisi Economica | Mercoledì 17 Settembre 2008 5:29 pm

Mercati: le borse reggono al tracollo, le autorità di vigilanza sono allertate, la Fed non taglia i tassi. La Bce ha messo in circolazione 70 miliardi di euro di liquidità per stabilizzare le piazze.
L’effetto Lehman Brothers non accenna ad attenuarsi. Negli Stati Uniti e sui mercati di tutto il mondo c’è il forte timore che il ciclone possa travolgere altre istituzioni finanziarie. Intanto la Fed non tocca i tassi.
E se da Londra arriva la notizia che il colosso britannico Barclays avrebbe raggiunto un accordo con Lehman per la cessione delle attività americane, la bufera fa ora tremare l’American International Group (Aig). Il colosso assicurativo Usa numero uno al mondo, è alla ricerca disperata di nuovo capitale per puntellare il suo patrimonio ormai terremotato dalle perdite. Dal canto suo Goldman Sachs, la banca d’affari Usa il cui utile trimestrale ha subito un fortissimo calo è in pesante affanno a Wall Street.
Le preoccupazioni maggiori riguardano Aig, che è alla ricerca di 75 miliardi di dollari di capitali freschi e, nelle ultime ore, si è visto tagliare il rating da parte di Moody’s e Standard & Poor’s. Il governatore di New York, David Paterson, ha affermato che ad Aig rimane solo un giorno per «restare a galla».
L’eventuale insolvenza di Aig avrebbe effetti devastanti vista la molteplicità delle sue attività compreso, per esempio il finanziamento in leasing degli aerei. Dopo Lehman Brothers gli analisti guardano alle sole due banche d’affari americane rimaste indipendenti, vale a dire Goldman Sachs e Morgan Stanley.
La situazione, ovviamente, preoccupa molto le autorità di vigilanza che stanno cercando soluzioni. La Bce intanto ha messo in circolazione 70 miliardi di euro di liquidità per stabilizzare i mercati finanziari. È la seconda mossa straordinaria consecutiva dell’Eurotower, dopo i 30 miliardi di euro resi disponibili lunedì.
All’operazione hanno partecipato 56 banche per una domanda complessiva di 102,48 miliardi di euro. «Per il sistema bancario italiano i rischi sembrano limitati», ha detto il Governatore di Bankitalia Mario Draghi a margine di un suo intervento a un evento organizzato dalla Bundesbank. L’Europa, Milano inclusa, limita i danni sul finale ma archivia un’altra seduta in rosso profondo. Il Mibtel chiude a -2,52% e lo S&P/Mib a -2,72%, questo sempre sotto quota 27mila punti. Tra le consorelle la peggiore è Amsterdam a -3,5% tallonata da Londra a -3,4.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 17 Settembre 2008