La nuova Alitalia è vicina al decollo

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 26 Settembre 2008 3:34 pm

Oggi alle 13 scade il termine per il sì delle sigle autonome. A segnare la svolta sono state una serie di novità proposte ai sindacati da Colaninno e soci; Air France in pista. L’offerta Cai è valida fino al 15 ottobre. L’Enac: nessun rischio ora per la licenza ma il monitoraggio continua.
Nuova Alitalia sulla pista di decollo. Tutti i sindacati confederali hanno detto sì al piano di Colaninno e soci, a piloti e assistenti di volo è stato concesso un altro po’ di tempo: entro le 13 di oggi dovrebbero firmare. Grandi manifestazioni di gioia e tutti che si prendono il merito dell’intesa raggiunta, mentre Air France-Klm ha fatto sapere di essere pronta a tornare in pista con una quota compresa tra il 10 e il 20%. Buone notizie anche dall’Enac: la licenza non sarà ritirata.
Dopo una serie infinita di giornate ‘decisive’ per il futuro dell’ex compagnia di bandiera, ieri a Palazzo Chigi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl e la Cai hanno siglato l’accordo quadro sul piano industriale. A dare una svolta alla trattativa, sono state le integrazioni annunciate dalla società dei sedici ‘capitani coraggiosi’ su esuberi e retribuzioni del personale di volo, oltre alle manifestazioni d’interesse di partner internazionali che cominciano ad arrivare.
Air France o Lufthansa. Anche se British Airways rimane alla finestra, sembra essersi ormai ridotto ai due colossi di Francia e Germania il confronto per un ruolo di partnership, con il vettore guidato da Jean Cyril Spinetta in pole position rispetto al rivale tedesca. Ora mancano alla firma solo i piloti e gli assistenti di volo per chiudere definitavamente la partita, voltare pagina e ripartire.
Le integrazioni e le aggiunte al protocollo contengono anche novità per i precari e le retribuzioni di piloti e assistenti di volo. Tra le altre cose, sui precari si specifica il fabbisogno di lavoratori stagionali, fino a un massimo di mille unità complessive, presi dall’elenco dei precari Alitalia e AirOne che abbiano prestato la propria opera negli ultimi 36 mesi.
Per quanto riguarda invece le retribuzioni di piloti e assistenti di volo, si prevede che l’applicazione delle nuove tabelle retributive non potrà in ogni caso determinare una riduzione superiore al 6/7% del trattamento mensile complessivo spettante a parità di prestazione di lavoro. La riduzione potrà comunque essere recuperata anche totalmente a fronte di incrementi delle ore di volo.
Sui riposi, sempre per piloti e assistenti di volo, è stabilito il numero di 30 ogni trimestre, con un minimo mensile programmabile di 8. Il Governo, tramite il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, confida ora nel senso di responsabilità di piloti e assistenti di volo. Anche i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno rivolto un analogo appello.
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Mutui, appello di Bush agli Usa

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 26 Settembre 2008 3:30 pm

Il presidente chiede al Congresso un intervento da 700 miliardi di dollari per arginare la crisi. Sul progetto c’è anche l’accordo tra i candidati alla Casa Bianca, Obama e McCain.
L’America rischia di sprofondare in piena recessione economica. L’unica speranza è affidata a un intervento del governo a sostegno di quelle società che hanno innescato la crisi dei mutui, dando vita ad una reazione a catena che ora rischia di lasciare milioni di persone senza un lavoro.
In un drammatico appello televisivo della durata di 15 minuti, con il viso particolarmente teso, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha esortato il Congresso ad approvare quanto prima un ambizioso piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari per arginare la crisi dei mutui che sta minando l’economia americana.
Nel suo discorso alla nazione, Bush ha tentato di spiegare, con toni quasi didascalici, le ragioni della crisi, e ha confermato che i due candidati alla sua successione, il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, si sono recati alla Casa Bianca per parlare della crisi. Se il piano non verrà approvato, ha detto Bush, «si andrà incontro a una lunga e dolorosa recessione, con milioni di americani che perderanno il proprio posto di lavoro». Secondo il presidente il piano servirà a «salvare l’intera economia, non individui o singole società».
L’intervento di Bush nel ‘prime time’ televisivo ha ottenuto gli effetti sperati. Infatti il Congresso ha raggiunto un accordo di massima sul piano di salvataggio del sistema finanziario, che prevede tra le altre cose un tetto agli stipendi dei supermanager. Lo ha annunciato il senatore democratico Chris Dodd che ha condotto i negoziati con la Casa Bianca.
Poco prima che parlasse Bush c’era stato un colpo di scena: McCain, convinto che il piano non sarebbe stato approvato, ha chiesto di sospendere la campagna elettorale e di rinviare il primo dibattito con Obama, che però ha rifiutato. I candidati alla Casa Bianca hanno comunque deciso di cooperare per contribuire a superare il difficile momento degli Stati Uniti.
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Il prezzo del petrolio scende, quello della benzina sale

Inserito da admin | Prezzi | Venerdì 26 Settembre 2008 3:26 pm

Il presidente dell’Opec: il greggio aumenterà se ci sarà un deprezzamento della moneta Usa. Carburanti più cari di un centesimo a litro all’Agip, Api-Ip, Erg, Esso, Q8 e Tamoil.
Petrolio in ribasso dell’ 1,1% a 104,56 dollari in apertura della seduta regolare a New York. Ma il presidente dell’Opec, Chakib Khelil, avverte: «Il prezzo del petrolio potrebbe aumentare se ci sarà un deprezzamento del dollaro. «Il prezzo dipende dal dollaro - ha detto il ministro dell’Energia dell’Algeria - non ha niente a che fare con la domanda di greggio e con le scorte. Se il dollaro si indebolisce, il prezzo del petrolio salirà».
Intanto scatta un’ondata di rincari per i carburanti. Seppure con aggiustamenti contenuti, quasi tutte le compagnie hanno rivisto i listini. La verde si porta così su quota 1,43 euro al litro ed il diesel su 1,38-1,39 per tutti i marchi. Mercoledì a rialzare i prezzi di un centesimo al litro, tanto per la benzina che per il gasolio, era stata Agip, dopo settimane di prezzi stabili. Ieri un rialzo è stato deciso anche da Api-Ip, Erg, Esso, Q8 e Tamoil.
Tra il 1998 e il primo semestre 2008, i prezzi italiani della benzina e del diesel sono stati stabilmente più alti della media dell’Europa dei 15, con uno scarto medio di oltre l’11 per cento. Lo sostiene uno studio del Cerm elaborato sulla base dei dati Eurostat. Nel primo semestre del 2008, secondo i ricercatori del Cerm, la differenza è minore, ma ancora ampia: pari al 7,3 per cento per la benzina, e a quasi l’8,3 per il diesel.
Più marcate sono le differenze rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, con il risultato che la media Ue-15 ponderata per i volumi di consumo presenterebbe uno scarto ancora maggiore, con un differenziale di prezzo, nel primo semestre 2008, prossimo o addirittura superiore al 10%, sia per la benzina che per il diesel.
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Telecom sotto tiro molti imprenditori pronti ad entrare

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 26 Settembre 2008 3:21 pm

Si è riunito ieri a Milano, sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia. L’amministratore delegato del Gruppo Franco Bernabè, dopo aver esposto ai Consiglieri l’andamento corrente del business, si è soffermato sullo stato di avanzamento del Piano industriale 2009-2011 la cui presentazione ai mercati avverrà dopo il cda del prossimo 2 dicembre, che sarà chiamato ad approvarlo.
L’amministratore delegato ha sottolineato come il Piano industriale in via di definizione ‘potrà beneficiare dei positivi risultati dell’azione di razionalizzazione in corso, che ha consentito tra l’altro la conclusione dell’accordo sindacale del 19 settembre scorso per la gestione dei 5000 esuberi’. Il Consiglio di amministrazione è stato poi messo a parte di alcune manifestazioni di interesse a investire nel capitale di Telecom Italia recentemente pervenute - spiega il Gruppo in una nota -. ‘Nessuna di dette manifestazioni di interesse è stata sollecitata dalla Società nè si è concretizzata in una proposta’.
Nei giorni scorsi si sono fatti sempre più insistenti i rumors riguardanti il prossimo ingresso del fondo sovrano Libyan Investment Authority (lo stesso che controlla gli asset di Lafico e Oilinvest) nel capitale della compagnia telefonica probabilmente tramite un aumento di capitale riservato.
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