Trichet: probabile una riduzione il 6 novembre. La Fed interverrà domani. Un po’ di respiro per le Borse che però chiudono in rosso, pesanti le asiatiche, a Piazza Affari Mibtel a -3,50%. Petrolio ancora giù sotto i 60 dollari, allarme dal G7 sul mercato dei cambi per l’estrema volatilità dello Yen.
Nuovo giro di valzer per il costo del denaro. Aspettando la Fed, che domani dovrebbe tagliare i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale, e dopo l’intervento della Banca Centrale di Israele, che li ha portati al 3,5%, anche la Bce (e poi gli istituti d’Inghilterra, Canada, Svezia e Svizzera) potrebbe decidere un’ulteriore riduzione, di mezzo punto.
Lo annuncia a Madrid Jean-Claude Trichet. «È possibile che nel prossimo Consiglio», che si riunirà il 6 novembre, «la Banca centrale decida di abbassare i tassi di interesse». Una notizia che ha dato un po’ di respiro alle Borse del Vecchio Continente, che comunque archiviano una seduta negativa.
Il numero uno di Francoforte aggiunge però che non «si tratta di una certezza», e che tutto dipenderà dall’allentamento delle prospettive d’inflazione. Per Trichet sembrano prevalere i rischi al ribasso per la crescita economica piuttosto che quelli al rialzo per l’inflazione. Tuttavia rimangono «i timori di una spirale prezzi-salari» dovuta al permanere a livelli elevati dell’inflazione, e i costi del lavoro «sono in accelerazione» nell’Eurozona nel primo trimestre di quest’anno.
E per le Borse il lunedì nero è cominciato in Asia. Tokyo ha terminato la prima seduta della settimana con un tonfo: l’indice Nikkei ha chiuso a -6,35% registrando il nuovo minimo dal 1982. Chiusura in netto ribasso anche per le piazze cinesi. Shanghai ha chiuso a -6,32%, mentre l’indice guida di Shenzhen ha ceduto il 6,89%. Male anche Hong Kong, terminata a -12,70%, la peggiore performance per le Borse asiatiche e il ribasso più accentuato dal 1991.
Chiusura pesante anche a Piazza Affari: l’indice Mibtel segna un -3,50% a quota 14.852 punti, mentre l’S&PMib cede il 3,96% a 19.092 punti. In ribasso anche l’All Stars, che lascia sul terreno l’1,59% a quota 8.716 punti. Fra i maggiori ribassi del listino, Popolare Milano cede circa 10 punti percentuali.
In calo anche Intesa Sanpaolo, Italcementi, Fiat e Tenaris. Le altre principali Borse europee archiviano la giornata all’insegna del segno meno: Parigi cede il 4,02%, Francoforte è praticamente piatta a -0,02%, mentre Londra chiude a -0,96%. Tenta di recuperare Wall Street che, dopo un avvio in rosso, ha visto i listini invertire rotta e girare in positivo. Nelle prime battute gli indici hanno segnato cali attorno al 2%, appesantiti dal settore energetico e delle utility. Ad alleggerire le contrattazioni hanno contribuito le notizie che altre banche regionali americane hanno ricevuto aiuti dal governo per 31 miliardi di dollari.
Quanto al quadro congiunturale, c’è attesa per il Pil del terzo trimestre (giovedì prossimo) che, in base alla prima lettura, dovrebbe segnare -0,5%, dopo il dato invariato del trimestre precedente. E se non si può ancora parlare di recessione tecnica, i segnali che arrivano dal resto del mondo suggeriscono come imminente una frenata globale con le banche centrali pronte a usare le forbici.
«È impossibile stimare la durata dell’attuale crisi finanziaria, ma probabilmente le turbolenze continueranno per almeno un anno», ha sottolineato il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. «In questo momento è giusto che il costo per finanziarsi diminuisca - aggiunge - ma non dobbiamo trovarci nella situazione in cui i tassi di interesse in termini reali siano negativi, visto che le esperienze passate hanno dimostrato che questi portano a un eccesso di indebitamento, a una bassa percezione del rischio e a nuove bolle che poi scoppiano».
(continua…)