La protesta della scuola dilaga
Migliaia di universitari hanno sfilato nelle vie della Capitale. Tensione con gli agenti. A Trieste hanno costruito un muro di libri. Finti funerali e lezioni all’aperto ovunque.
«Noi la vostra crisi non la paghiamo». Ad aprire il corteo è proprio lo slogan diventato quasi un grido di battaglia. A Roma, tra il Senato e l’Università La Sapienza, ieri si è consumata la giornata più dura, con il corteo degli studenti che non molla, mentre nell’Aula si discute della contestata riforma. In migliaia sotto una pioggia leggera erano partiti dalla sede dell’ateneo.
«Non ci ruberete il nostro futuro» gridavano mandando in tilt il traffico del centro. I ragazzi arrivano a due passi da palazzo Madama, ma si trovano di fronte gli agenti. Strada sbarrata e Senato apparentemente inaccessibile. La tensione sale, ma alla fine i manifestanti cambiano percorso e attendono che il decreto venga ritirato «una volta per tutte».
Restano così fino a sera, poi tornano all’università e promettono: «Martedì saremo di nuovo tutti qui». La rivolta della scuola, dei precari in camice bianco, delle mamme e dei docenti non è ancora terminata. Anzi. Scuole e facoltà occupate, lezioni libere in strada, cortei: in tutta Italia ieri è stata un’altra giornata di lotta contro i tagli ai fondi universitari, il blocco del turn over e i piani del ministro Mariastella Gelmini sulle elementari.
(continua…)