La protesta della scuola dilaga

Inserito da admin | Scioperi | Venerdì 24 Ottobre 2008 12:11 pm

Migliaia di universitari hanno sfilato nelle vie della Capitale. Tensione con gli agenti. A Trieste hanno costruito un muro di libri. Finti funerali e lezioni all’aperto ovunque.
«Noi la vostra crisi non la paghiamo». Ad aprire il corteo è proprio lo slogan diventato quasi un grido di battaglia. A Roma, tra il Senato e l’Università La Sapienza, ieri si è consumata la giornata più dura, con il corteo degli studenti che non molla, mentre nell’Aula si discute della contestata riforma. In migliaia sotto una pioggia leggera erano partiti dalla sede dell’ateneo.
«Non ci ruberete il nostro futuro» gridavano mandando in tilt il traffico del centro. I ragazzi arrivano a due passi da palazzo Madama, ma si trovano di fronte gli agenti. Strada sbarrata e Senato apparentemente inaccessibile. La tensione sale, ma alla fine i manifestanti cambiano percorso e attendono che il decreto venga ritirato «una volta per tutte».
Restano così fino a sera, poi tornano all’università e promettono: «Martedì saremo di nuovo tutti qui». La rivolta della scuola, dei precari in camice bianco, delle mamme e dei docenti non è ancora terminata. Anzi. Scuole e facoltà occupate, lezioni libere in strada, cortei: in tutta Italia ieri è stata un’altra giornata di lotta contro i tagli ai fondi universitari, il blocco del turn over e i piani del ministro Mariastella Gelmini sulle elementari.
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Contratti, Cisl, Uil e Ugl dicono sì

Inserito da admin | Salari | Venerdì 24 Ottobre 2008 12:08 pm

Riserve dai sindacati autonomi, la Cgil ribadisce il suo ‘no’. Brunetta a Epifani: non accettare il quadro esistente vuol dire nulla in busta paga.
Sì di Cisl-Fp, Uil Pa e Ugl settore pubblico al percorso tracciato dal protocollo presentato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, ministeriali in testa. Hanno avanzato riserve, invece, Cofsal, Usae e Cse mentre da parte di Fp-Cgil è arrivato un no alla proposta.
Per quel che riguarda invece la stesura delle linee guida di riforma del modello contrattuale per il pubblico impiego che dovrebbero poi confluire nel ‘tavolone’ generale con il governo e le associazioni datoriali, la proposta del ministro di avviare un’istruttoria a breve da chiudere entro metà novembre è stata accolta dalle confederazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Sempre a metà novembre è intenzione del governo di chiudere anche la partita complessiva sul rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. È il quadro che emerge al termine dell’incontro tra il ministro della Funzione pubblica e i sindacati e che segue la riunione di ieri mattina all’Aran dove era stato presentato un protocollo d’intesa.
Un aumento medio a regime per i lavoratori ministeriali di 70 euro lordi al mese, di cui 60 euro di incremento sui minimi tabellari e 10 come incentivo alla produttività. È l’offerta formulata dall’Aran e girata ai sindacati. Un incremento medio che per l’intero settore del pubblico impiego sarà pari al 3,2%.
Il governo, inoltre, conferma la restituzione per tutti i lavoratori delle risorse tagliate con il decreto Tremonti relativamente al fondo unico di amministrazione che in media, secondo calcoli sindacali, inciderebbe sulla busta paga dagli 80 ai 250 euro al mese. Una restituzione che dovrebbe decorrere dal 1 gennaio 2009 con cadenza semestrale e che sarà destinata all’aumento della produttività attraverso l’individuazione di criteri selettivi e di meccanismi premiali.
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