Centoventi voli cancellati tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E i disagi continueranno. Dopo gli scioperi dei dipendenti dell’ex compagnia di bandiera, scatta la riduzione dell’operatività dell’azienda. Pronte le lettere per la cassa integrazione di 17.500 lavoratori. Incontro tra Fantozzi e Sabelli per la cessione.
Un’altra raffica di voli cancellati e l’ennesima giornata da dimenticare per i passeggeri. L’incubo Alitalia non è finito. Aerei a terra anche nel prossimo futuro, questa volta non per gli scioperi dei dipendenti, ma per quella che in gergo si chiama «riduzione dell’operatività». Si procede comunque come da copione scritto dal Governo e dalla Cai, la società di Colaninno e soci pronta ad acquisire gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi è in programma un nuovo incontro tra l’amministratore straordinario Fantozzi e l’ad Sabelli per portare avanti l’esame dell’offerta.
Ieri sono stati annullati oltre 120 voli tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E nonostante la multa inflitta dall’Enac, decisamente lieve per la verità (210mila euro), i disagi proseguiranno. A partire da questa settimana infatti decolla il taglio delle rotte deciso dal vettore, anche se i dettagli non sono stati ufficialmente comunicati. Per oggi è prevista la soppressione di almeno 45 voli ma probabilmente il numero sarà superiore. Parallelamente è cominciata quella che il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha definito la «settimana decisiva».
Al momento sono ancora aperte le procedure per la messa in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori. Dunque Cai potrà procedere alle assunzioni a partire dal 24 novembre, hanno fatto sapere i sindacati al termine di un incontro al ministero del Lavoro. «Fantozzi - ha riferito il rappresentante della Filt-Cgil Antonio Cepparulo - non ha inviato ancora le lettere per la cassa integrazione (17.500) perché le procedure sono ancora aperte. E se le lettere per la Cigs non verranno inviate, Cai non potrà procedere alle assunzioni».
Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito che «non c’è più spazio per il negoziato e quindi si deve procedere alla cassa integrazione, perché Cai non può assumere da Alitalia, ma deve assumere dalla mobilità».
Ieri c’è stato un incontro al ministero del Lavoro con i sindacati di categoria confederali e Ugl (cioè quelli che hanno sottoscritto l’accordo con Cai) per approfondire gli aspetti relativi alla copertura degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda il partner straniero, dopo le voci che vedono in pole position Air France-Klm, Matteoli non si sbilancia e non chiude la porta ai tedeschi. «Ci sono tre grandi compagnie internazionali interessate: British Airways, Air France e Lufthansa. British Airways però ha mostrato un interesse più timido rispetto alle altre due. La scelta non è un problema del governo ma di Cai».
Intanto oggi ci sarà un nuovo round nella trattativa tra Augusto Fantozzi e l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli. La cordata dei ‘capitani coraggiosi’ ha messo sul tavolo un’offerta da 1 miliardo di euro per acquisire la parte sana, lasciando allo Stato la ‘bad company’. Una delle questioni che sarebbe stata al centro dei precedenti incontri è la quota che la società dovrebbe versare cash.
Un accordo darebbe il via al contratto di compravendita e con il passaggio di beni e risorse per Cai sarebbero pronti il certificato e la licenza di operatore aereo, visto che l’Enac ha chiuso le relative istruttorie. Oggi Fantozzi potrebbe rendere note le valutazioni del proprio advisor, Rothschild, secondo cui il valore giusto per gli asset che interessano Cai non è lontano da quello offerto (un miliardo in totale) e quella di Banca Leonardo, advisor del ministero dello Sviluppo economico. Che, in una nota diffusa in tarda serata, conferma: «Riceveremo la perizia con la valutazione degli assetti Alitalia. In serata si terrà poi la riunione del Comitato di Sorveglianza presieduto da Andrea Monorchio sulla procedura commissariale, che esprimerà un parere al ministro sull’offerta Cai e sulla valutazione. Si completerà così l’iter e la tanto agognata privatizzazione potrà essere definita.
«Non è possibile rinviare oltre il primo dicembre », ha spiegato Fantozzi. «La richiesta dei sindacati, di far slittare tutto al primo gennaio, non può essere esaudita».
‘La battaglia di retroguardia si sta lentamente spegnendo‘. La protesta di alcune sigle sindacali di Alitalia contro l’offerta Cai «andrà avanti poco, si sta ragionevolmente spegnendo: è una battaglia di retroguardia». Così la pensa il commissario straordinario della compagnia. Fantozzi crede che comunque «ormai ci sia poco da aspettarsi su questo fronte».
L’accordo con i sindacati per i contratti della nuova Alitalia, «c’è ed è stato firmato da tutte e 9 le sigle sindacali ed è piuttosto dettagliato. I contratti aziendali si sono fatti con almeno 5 sigle sindacali perché nell’accordo quadro c’erano già sufficienti elementi per passare oltre e chiudere». Tra due giorni, ha precisato Fantozzi, i 12.600 e passa assunti da Cai riceveranno le lettera di assunzione. Per il momento sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione di tutti i dipendenti, che riguardano un po’ di più di 17mila persone.
(continua…)