Borse in lieve rialzo, Milano la peggiore

Inserito da admin | Economia | Mercoledì 26 Novembre 2008 12:16 pm

L’Europa sulla scia di Wall Street. In Italia brillano Saipem, Tenaris e Finmeccanica. Deboli gli assicurativi Unipol e Fonsai.
Era cominciata con una nuova fiammata la giornata delle borse mondiali, con l’Asia che lasciava presagire rialzi consistenti. In chiusura, invece, i guadagni delle borse europee si sono sgonfiati, nonostante l’accelerazione registrata nel primo pomeriggio, al seguito della partenza sostenuta di Wall Street, anche se alla fine restano comunque positive.
Piazza Affari però resta il peggiore listino in Europa: a Milano l’indice Mibtel cede lo 0,50% a 15.401 punti, mentre lo S&P/Mib lascia lo 0,61% a quota 19.778. L’All Stars cede lo 0,24% a 8.598 punti. I listini del Vecchio Continente avevano aperto deboli, dopo i recenti guadagni.
Poi sono risaliti, dopo l’annuncio del maxi-piano della Fed da 800 miliardi di dollari per sostenere il credito al consumo e il settore immobiliare. Nel finale però Wall Street cala, per le prese di beneficio degli investitori e traina giù le borse europee.
Così il Dow Jones si attesta sul +0,3% e il Nasdaq arretra dello 0,9%. Londra fa registrare un rialzo con l’indice Ft100 che ha guadagnato lo 0,44% a 4.171,25 punti. In salita anche i listini di Francoforte dove il Dax, l’indice tedesco, ha guadagnato lo 0,13% a 4.560,42 punti. Infine Parigi positiva: l’indice Cac 40 ha chiuso con un guadagno dell’1,18% a 3.209,56 punti.
Tornando al bilancio di Piazza Affari da notare gli scambi sempre molto contenuti. Il mercato ha registrato ribassi sensibili nel settore auto e in quello bancario, mentre hanno brillato Atlantia (+3,06%),
Terna (+3,73%) e Finmeccanica (+4,20%). In salita anche le società dell’oil service e delle infrastrutture per l’energia, in particolare Saipem (+5,7%) e Prysmian (+5,07%), buona performance di Luxottica (

L’Ocse vede nero, Italia in recessione per tutto il 2009

Inserito da admin | Disoccupazione | Mercoledì 26 Novembre 2008 12:09 pm

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo prevede un ‘blackout finanziario’. La disoccupazione ritorna a far paura: fra due anni, salirà all’8%, il rischio è la deflazione.
Molti fra i 30 paesi dell’Ocse «si trovano, o stanno per trovarsi, in una recessione durevole e con un’intensità che non si vedeva dall’inizio degli anni ‘80». Le stime del Pil a fine anno parlano di un calo dello 0,4% che nel 2009 arriverà a -1%. La recessione in Italia si protrarrà per tutto il 2009. Risultato: 8 milioni di disoccupati in più nei prossimi due anni.
L’allarme viene dall’Ocse, nella versione preliminare del suo Economic Outlook, che vede un «blackout» finanziario seguito al fallimento di Lehman Brothers. «Le incertezze relative a questa versione dell’Outlook sono eccezionalmente elevate, specialmente per quanto riguarda la velocità con cui la crisi dei mercati finanziari sarà superata», precisa il capo economista Ocse Klaus Schmidt-Hebbel.
La disoccupazione salirà anche in Italia: tra due anni toccherà l’8%. Per l’Ocse si passerà dal 6,9% nel 2008 (6,8% secondo la previsione dell’anno scorso) al 7,8% nel 2009 (6,5%), fino a un picco dell’8% nel 2010.
Quanto all’inflazione, l’Ocse prevede che sarà del 3,5% nel 2008 e calerà all’1,5% nel 2009 e nel 2010. Poi le buone notizie: nel nostro Paese la crisi immobiliare ha morso meno che altrove, e le banche non hanno finora usato aiuti di Stato.
E «l’unica che ha proceduto a una significativa raccolta di nuovo capitale (Unicredit, ndr) lo ha fatto senza alcun fondo o garanzia pubblica». Ma «le condizioni del credito da parte delle banche su mutui, prestiti al consumo e imprese hanno continuato ad irrigidirsi» anche da noi.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 26 Novembre 2008

Alitalia, cancellati altri voli

Inserito da admin | Aziende | Martedì 25 Novembre 2008 1:47 pm

In altro mare il confronto tra sindacati e ministero per la Cigs.
Da domani Alitalia ridurrà ulteriormente il numero dei voli. Lo dice il commissario straordinario, Augusto Fantozzi. I passeggeri prenotati o possessori di biglietti per i voli cancellati saranno tutti contattati direttamente dalla compagnia o tramite agenzia per essere riprotetti su altri voli. I clienti, precisa ancora Alitalia, possono richiedere informazioni contattando il numero verde 800-650055, il call center 06-2222, collegandosi al sito www.alitalia.it.
Intanto l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia (Adp), Domenico Di Paola, ha presentato un esposto penale alla procura di Bari perché verifichi presunti episodi di ‘mala gestio’ di Alitalia, e una ingiuzione civile di pagamento al tribunale di Bari nei confronti di Air France per oltre 1,2 milioni di euro. I due atti sono relativi alla stessa vicenda: un credito vantato da Adp nei confronti di Alitalia.
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Ferroviere licenziato dopo la denuncia, sciopero dei colleghi

Inserito da admin | Scioperi | Martedì 25 Novembre 2008 1:44 pm

Dante De Angelis aveva segnalato le carenze nella sicurezza degli Eurostar.
L’assemblea nazionale dei ferrovieri conferma lo sciopero proclamato dalle 9 alle 17 di venerdì prossimo. «Scioperiamo - si legge in una nota dell’assemblea che ricorda il licenziamento del macchinista, delegato alle sicurezza, Dante De Angelis - contro un licenziamento che rappresenta un inaccettabile attacco alle libertà sindacali, alla sicurezza del lavoro e ai diritti costituzionali, utilizzato anche come arma di ricatto durante la delicatissima trattativa in corso sulla riduzione di tutto il personale Fs e sul peggioramento oggettivo delle nostre condizioni di vita e di lavoro (manutenzione, equipaggio dei treni e agente solo, stazioni, reintroduzione del pedale a Uomo Morto, eccetera)».
«Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, con due precettazioni del tutto pretestuose ci ha già costretto - prosegue la nota - per ben due volte (il 26 settembre e il 29 ottobre) a rinviare lo sciopero contro questo provvedimento, nonostante fosse stato sempre proclamato nel pieno rispetto di tutte le regole. Ma, sempre nel rispetto delle regole, abbiamo differito ancora lo sciopero al 28 novembre per il reintegro immediato del nostro compagno di lavoro ingiustamente licenziato. Auspichiamo, per il prossimo futuro, un ministro meno accondiscendente alle deprecabili scelte del gruppo Fs e di maggior garanzia istituzionale nel rispetto delle leggi e della Costituzione, anche nei confronti dei lavoratori».
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Alitalia, un’altra giornata di passione

Inserito da admin | Aziende | Martedì 18 Novembre 2008 6:37 pm

Centoventi voli cancellati tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E i disagi continueranno. Dopo gli scioperi dei dipendenti dell’ex compagnia di bandiera, scatta la riduzione dell’operatività dell’azienda. Pronte le lettere per la cassa integrazione di 17.500 lavoratori. Incontro tra Fantozzi e Sabelli per la cessione.
Un’altra raffica di voli cancellati e l’ennesima giornata da dimenticare per i passeggeri. L’incubo Alitalia non è finito. Aerei a terra anche nel prossimo futuro, questa volta non per gli scioperi dei dipendenti, ma per quella che in gergo si chiama «riduzione dell’operatività». Si procede comunque come da copione scritto dal Governo e dalla Cai, la società di Colaninno e soci pronta ad acquisire gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi è in programma un nuovo incontro tra l’amministratore straordinario Fantozzi e l’ad Sabelli per portare avanti l’esame dell’offerta.
Ieri sono stati annullati oltre 120 voli tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E nonostante la multa inflitta dall’Enac, decisamente lieve per la verità (210mila euro), i disagi proseguiranno. A partire da questa settimana infatti decolla il taglio delle rotte deciso dal vettore, anche se i dettagli non sono stati ufficialmente comunicati. Per oggi è prevista la soppressione di almeno 45 voli ma probabilmente il numero sarà superiore. Parallelamente è cominciata quella che il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha definito la «settimana decisiva».
Al momento sono ancora aperte le procedure per la messa in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori. Dunque Cai potrà procedere alle assunzioni a partire dal 24 novembre, hanno fatto sapere i sindacati al termine di un incontro al ministero del Lavoro. «Fantozzi - ha riferito il rappresentante della Filt-Cgil Antonio Cepparulo - non ha inviato ancora le lettere per la cassa integrazione (17.500) perché le procedure sono ancora aperte. E se le lettere per la Cigs non verranno inviate, Cai non potrà procedere alle assunzioni».
Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito che «non c’è più spazio per il negoziato e quindi si deve procedere alla cassa integrazione, perché Cai non può assumere da Alitalia, ma deve assumere dalla mobilità».
Ieri c’è stato un incontro al ministero del Lavoro con i sindacati di categoria confederali e Ugl (cioè quelli che hanno sottoscritto l’accordo con Cai) per approfondire gli aspetti relativi alla copertura degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda il partner straniero, dopo le voci che vedono in pole position Air France-Klm, Matteoli non si sbilancia e non chiude la porta ai tedeschi. «Ci sono tre grandi compagnie internazionali interessate: British Airways, Air France e Lufthansa. British Airways però ha mostrato un interesse più timido rispetto alle altre due. La scelta non è un problema del governo ma di Cai».
Intanto oggi ci sarà un nuovo round nella trattativa tra Augusto Fantozzi e l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli. La cordata dei ‘capitani coraggiosi’ ha messo sul tavolo un’offerta da 1 miliardo di euro per acquisire la parte sana, lasciando allo Stato la ‘bad company’. Una delle questioni che sarebbe stata al centro dei precedenti incontri è la quota che la società dovrebbe versare cash.
Un accordo darebbe il via al contratto di compravendita e con il passaggio di beni e risorse per Cai sarebbero pronti il certificato e la licenza di operatore aereo, visto che l’Enac ha chiuso le relative istruttorie. Oggi Fantozzi potrebbe rendere note le valutazioni del proprio advisor, Rothschild, secondo cui il valore giusto per gli asset che interessano Cai non è lontano da quello offerto (un miliardo in totale) e quella di Banca Leonardo, advisor del ministero dello Sviluppo economico. Che, in una nota diffusa in tarda serata, conferma: «Riceveremo la perizia con la valutazione degli assetti Alitalia. In serata si terrà poi la riunione del Comitato di Sorveglianza presieduto da Andrea Monorchio sulla procedura commissariale, che esprimerà un parere al ministro sull’offerta Cai e sulla valutazione. Si completerà così l’iter e la tanto agognata privatizzazione potrà essere definita.
«Non è possibile rinviare oltre il primo dicembre », ha spiegato Fantozzi. «La richiesta dei sindacati, di far slittare tutto al primo gennaio, non può essere esaudita».

La battaglia di retroguardia si sta lentamente spegnendo‘. La protesta di alcune sigle sindacali di Alitalia contro l’offerta Cai «andrà avanti poco, si sta ragionevolmente spegnendo: è una battaglia di retroguardia». Così la pensa il commissario straordinario della compagnia. Fantozzi crede che comunque «ormai ci sia poco da aspettarsi su questo fronte».
L’accordo con i sindacati per i contratti della nuova Alitalia, «c’è ed è stato firmato da tutte e 9 le sigle sindacali ed è piuttosto dettagliato. I contratti aziendali si sono fatti con almeno 5 sigle sindacali perché nell’accordo quadro c’erano già sufficienti elementi per passare oltre e chiudere». Tra due giorni, ha precisato Fantozzi, i 12.600 e passa assunti da Cai riceveranno le lettera di assunzione. Per il momento sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione di tutti i dipendenti, che riguardano un po’ di più di 17mila persone.
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Interventi congiunti contro la crisi

Inserito da admin | Crisi Economica | Martedì 18 Novembre 2008 6:25 pm

Il commissario Ue agli Affari economici: rischio di deflazione. Per l’Europa il momento è difficile e nessuno Stato può risolvere i problemi da solo.
Quella che stiamo vivendo è una «congiuntura economica difficile e complessa», e serve un «coordinamento» per affrontare «la recessione e il rischio di deflazione». Da Strasburgo il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, intervenendo alla riunione plenaria del Parlamento europeo, ha fatto la diagnosi e suggerito la cura per rispondere alla crisi che ha messo in ginocchio i mercati e sta colpendo l’economia reale in Europa.
«Il bilancio sui 10 anni dell’Unione economica e monetaria è positivo - ha sottolineato Almunia - e lo dimostra anche questa fase di crisi. Il momento è difficile ma abbiamo strumenti efficaci per farvi fronte». Adesso però, ha avvertito il commissario, «servono fatti reali. Il coordinamento è essenziale, senza farvi ricorso non sarà possibile affrontare in modo efficace questa situazione: nessuno può risolvere i problemi economici senza coordinamento, affrontare la recessione nelle principali economie, con il rischio deflazione».
Ma non basta «Bisogna approfondire la vigilanza sulle politiche di bilancio e finanziarie» ha aggiunto, ponendo l’accento sull’importanza di applicare il Patto di Stabilità riformato. I paesi europei devono coordinare con urgenza una risposta alla crisi economica con particolare attenzione al settore auto. Per il commissario europeo agli affari economici e monetari, infatti, «se l’Europa, e in particolare i paesi dell’area euro, non coordineranno i vari interventi, saranno tutti i paesi dell’euro a perdere».
Almunia ha spiegato che «una mancanza di coordinamento significa che gli effetti delle misure dei vari Stati avranno minore efficacia. Il coordinamento - ha aggiunto - è l’essenza per ottenere risultati positivi in un’area economica che è fortemente interdipendente».
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Giappone in recessione, Borse giù

Inserito da admin | Crisi Economica | Martedì 18 Novembre 2008 5:57 pm

La seconda potenza mondiale registra un -0,4% del Pil nel periodo luglio-settembre. Il Giappone, seconda economia mondiale, è in recessione tecnica, per la prima volta dal 2001, a causa soprattutto del taglio delle spese e degli investimenti da parte delle imprese (-6,7% annuo e -1,7% si base trimestrale) che si misurano con lo yen forte nei confronti del dollaro e dell’euro e con l’economia mondiale, a partire da quella degli Stati Uniti, in difficoltà.
In Eurolandia, inoltre, Germania e Italia sono già in recessione tecnica. Il dato del periodo luglio-settembre ha ribaltato le stime degli analisti che si attendevano in media un frazionale rialzo dello 0,2% su base annua e dello 0,1% sui tre mesi precedenti. Con i dati di ieri si è ufficialmente chiuso il ciclo espansivo dell’economia più duraturo dalla fine della seconda guerra mondiale, durato circa 6 anni, visto che la contrazione del terzo trimestre 2008 segue quella del secondo, durante il quale si era registrata una contrazione del Pil dello 0,9% congiunturale e del 3,7% annuale.
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Calisto Tanzi in aula «Non ero al corrente della grande truffa»

Inserito da admin | Aziende | Martedì 18 Novembre 2008 5:54 pm

Calisto Tanzi torna in aula a Milano. Dopo la richiesta di 13 anni di reclusione da parte della Procura l’ex patron del gruppo di Collecchio legge davanti al collegio di giudici 28 pagine scritte a caratteri enormi. Dice che in aula ci è venuto poco per problemi di salute, ribadisce di non essere stato mai reticente sulla ricostruzione dei fatti, eclissa qualsiasi coinvolgimento della politica nell’affaire Parmalat, sostiene che in Ecuador dove era fuggito prima dell’arresto del dicembre 2003: «No vi erano né vi sono capitali che avrei dovuto movimentare e occultare. Non esiste un tesoro di Calisto Tanzi».
Come già in altre occasioni l’imputato chiama in causa le banche che «secondo una mia personale deduzione già a decorrere dal 1994-1995 avevano forti dubbi sulle reali condizioni patrimoniali e finanziarie della Parmalat». Basti ricordare che Parmalat si quotò in Borsa nel 1990 con i bilanci falsi e gli organi preposti, i cosiddetti anticorpi in un sistema finanziario appena appena decente, non fecero una piega.
Ma soprattutto Tanzi, difeso dagli avvocati Gian Piero Biancolella, Fabio Belloni e Filippo Sgubbi, vuole scrollarsi di dosso l’infamia di aver truffato migliaia di risparmiatori con i bond che da lì a poco sarebbero stati carta straccia. «Mai ho immaginato che strumenti finanziari riservati esclusivamente agli operatori specializzati… potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati, con una diffusione a mio giudizio imprevedibile ed inimmaginabile da chiunque…. Mai non ho voluto, né ideato, né ipotizzato che ciò potesse accadere».
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Alitalia, ancora caos e proteste

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 17 Novembre 2008 1:08 pm

Il commissario Fantozzi: «In cassa integrazione 17mila dipendenti. I debiti? Sono 2,3 miliardi». Altri 50 voli cancellati. Le sigle autonome: «Il personale c’è, mancano i pezzi di ricambio».
Quattrocento voli cancellati in una settimana, cinquanta solo ieri tra Fiumicino e Linate. E ancora centinaia di bagagli che vagano negli aeroporti in attesa dei legittimi proprietari. Lo sciopero in bianco di piloti e hostess dell’Alitalia crea ancora disagi. E intanto l’azienda annuncia che, per la prossima settimana, i voli subiranno una forte riduzione.
A spiegare cosa sta succedendo è il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi che, intervistato da Fabio Fazio su Raitre, snocciola cifre e numeri della compagnia in fallimento. Innanzitutto i dipendenti in cassa integrazione. «Per il momento sono circa 17mila le lettere spedite a rotazione per tutti i lavoratori» ha precisato Fantozzi, spiegando che risponderà all’offerta avanzata da Cai «entro la metà della settimana. E si vedrà un bel sereno».
Il commissario ha anche parlato di debiti e creditori. «Alitalia ha debiti per circa 2,3 miliardi di euro e non riusciremo a pagare tutti - ha precisato - Renderò tutto per saldarli: una cinquantina di aerei, partecipazioni, qualche bene immobile. Ma i più accaniti sono proprio quelli italiani».
Il commissario li definisce come «dei fratelli-coltelli»: «Abbiamo i debitori che non ci pagano, negli aeroporti cercano di sequestrarci gli aerei a terra e l’Eni ci minaccia di non farci volare se non gli paghiamo la benzina».
Intanto proprio dalle sigle autonome arrivano gli attacchi più duri. Il fronte sindacale dell’Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDL Intercategoriale non ci sta ad essere incolpato per i ritardi e i voli annullati e fa sapere che «il tutto non è dovuto alla mancanza di personale per scioperi o malattie, ma piuttosto Alitalia, con l’avallo del governo, sta creando una situazione di crisi per permettere alla stessa Cai di subentrare senza eccessivi scossoni attraverso un rallentamento del sistema, fino magari al blocco quasi totale delle attività di volo. Con buona pace dei passeggeri lasciati a terra e scaricando le responsabilità sui lavoratori». «Piuttosto a noi risulta- scrivono in una nota - che le cancellazioni sono causate dalla mancanza di pezzi di ricambio. Gli equipaggi, invece, sono completi e disponibili».
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Bce e Ocse: economia in recessione

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 14 Novembre 2008 3:32 pm

L’Istituto di Francoforte: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3%.
Crollano le aspettative di crescita economica in Europa: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3% mentre soltanto tre mesi fa si prevedeva un incremento dell’1,3. A lanciare l’allarme è la Banca centrale europea nella sua ultima inchiesta trimestrale.
Per quest’anno, la crescita scende all’1,2% (quattro punti decimali in meno rispetto all’indagine precedente), stesso calo per il dato previsto per il 2009: +1,4% contro la stima precedente che dava il Pil al +1,6. L’acuirsi e il diffondersi della crisi freneranno l’economia mondiale e dell’area euro «per un periodo di tempo piuttosto prolungato», sottolinea la Bce.
Intanto l’Ocse parla già di recessione, ed è anche più pessimista della Bce: i 30 Paesi più industrializzati, infatti, «sono già entrati in recessione e ci rimarranno per un prolungato periodo di tempo». L’economia dell’Eurozona registra un segno negativo nei primi due mesi di quest’anno e per il 2009 si prevede un calo dello 0,5%.
Male anche il resto dei Paesi industrializzati: il Pil statunitense segnerà un -0,9% nel 2009 dopo una crescita dell’1,4, mentre in Giappone si passerà ad un -0,1% dopo il +0,5 di quest

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