Offerte e sconti per il Natale low cost

Inserito da admin | Crisi Economica | Martedì 16 Dicembre 2008 1:00 pm

Boom di acquisti direttamente nelle fattorie. Menù più economico per le feste: costa intorno ai 40 euro, il 9,7% in meno rispetto al 2007.
Natale all’insegna del low cost. Per non svuotare il portafogli, ma godersi comunque le feste. Se i prezzi proibitivi dei negozi frenano gli acquisti, gli italiani anche quest’anno hanno deciso di non rinunciare comunque ai regali e a portare in tavola i piatti della tradizione.
Tutto in versione rigorosamente economica. Per il classico cesto natalizio, ad esempio, si va direttamente in campagna. Secondo la Coldiretti, fattorie e cantine stanno registrando un vero e proprio boom di richieste per tacchini, formaggi, vino e altre primizie. Così si risparmia, senza contare che si è più sicuri della provenienza del cibo.
Il pane costa caro? Meglio rivolgersi ai Gap, i gruppi di acquisto popolari, che consentono di comprare pane e pasta a prezzi dimezzati, mentre se si è fortunati si può partecipare ad una delle gare ‘La tua spesa in un minuto’ organizzata in alcuni discount della catena Lidl che, dopo aver estratto a sorte i candidati, permettono di portarsi a casa gratuitamente tutto quello che si riesce a ficcare nel carrello in 60 secondi.
Se i negozi del centro sono vuoti, gli outlet registrano invece un’affluenza record nelle ultime settimane. Presi d’assalto anche i negozietti ‘Tutto a un euro‘. In vista delle feste anche i ristoranti hanno deciso di bloccare o tagliare i costi del menù di Natale che quest’anno si aggirerà intorno ai 40 euro, il 9,7% in meno rispetto al 2007.
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Giù i prezzi ma la spesa è alle stelle

Inserito da admin | Prezzi | Martedì 16 Dicembre 2008 12:57 pm

L’inflazione a novembre cala dello 0,4%, ma pane e pasta segnano aumenti da record. Il Presidente invita le aziende a puntare sulla qualità. Oggi l’incontro tra Bersani e Tremonti.
La buona notizia arriva per gli automobilisti e per chi usa le due ruote. A novembre, grazie al crollo dei prezzi del carburante, il pieno di benzina e gasolio è costato di meno: un calo dal 10,4% al 3,3%.
Ma a guardare i dati diffusi dall’Istat ci si accorge che, salvo per il settore comunicazioni e energetici, c’è poco da stare allegri. Il carrello della spesa degli italiani, infatti, resta sempre troppo ’salato’ nonostante la frenata di novembre, quando i prezzi al consumo hanno fatto registrare un calo dello 0,4% rispetto al mese precedente.
Primo imputato è ancora la pasta, che solo un anno fa costava il 30% in meno. Oggi un chilo di spaghetti costa 50 centesimi in più, eppure il prezzo del grano è diminuito di due terzi. ‘Un’anomalia inspiegabile’ tuonano le associazioni dei consumatori che puntano il dito anche contro i listini di pane e cereali, tanto che la Coldiretti stima che ‘a causa dei rincari nel settore, ogni famiglia spenderà ben 140 euro in più’.
Proprio la spesa alimentare preoccupa di più i cittadini: tra i prodotti più cari rispetto ad ottobre ci sono il pane (+0,1%), la pasta di semola di grano duro (+0,3%), la carne (+0,2%) e il latte (+0,1%). Solo un anno fa, un litro di latte costava il 6,3% in meno. Rialzi dello 0,1% anche per surgelati, insaccati e bevande analcoliche, va meglio invece (-0,1%) per i prodotti freschi.
Prezzi alle stelle anche negli altri settori. Sempre cari, anche se meno del mese precedente, i viaggi aerei che nel 2008 sono aumentati del 19,3%; rallenta la spesa per la casa e le bollette di acqua, gas e elettricità (-0,4%), ma rispetto al 2007 questo resta il comparto che ha fatto registrare le maggiori batoste (+6,4%); impennata anche per le bevande alcoliche e i tabacchi (+5,3%). L’unica voce che registra una reale diminuzione dei prezzi è quello delle comunicazioni (-3,6%).
L’allarme per il carovita peggiora, poi, se si tiene conto di solo due categorie: gli operai e le famiglie. Per loro le bollette di acqua e gas sono schizzate del 6,1%, mentre per le spese di comunicazione il risparmio è stato del 4,4%. Proprio per arginare la crisi dei consumi e non impoverire ulteriormente le famiglie alle prese con la recessione, la Federconsumatori chiede da tempo al governo di mettere in campo una serie di misure, ovvero una moratoria di prezzi e tariffe, per almeno 9 mesi e una defiscalizzazione, di almeno 1.200 euro l’anno, per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati.
«È l’unico modo per cercare di rilanciare il potere d’acquisto dei consumatori» precisa una nota.
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Fiat, 60mila in cassa integrazione

Inserito da admin | Aziende | Martedì 16 Dicembre 2008 12:47 pm

Chiuse da ieri le fabbriche italiane del gruppo; con l’indotto sono coinvolti 200mila lavoratori.
Sono chiuse da ieri, per quasi un mese, le fabbriche italiane della Fiat. Da Mirafiori a Termini Imerese i lavoratori sono in cassa integrazione fino a lunedì 12 gennaio. Il provvedimento interessa complessivamente 59.000 lavoratori secondo la Cgil, 48.000 per l’azienda. In particolare, sono in cassa integrazione (dati Cgil) 5.400 dipendenti di Mirafiori, 3.200 di Cassino, 1.480 di Termini Imerese, 5.600 di di Melfi, 5.300 di Pomigliano, 7.000 della Sevel, 5.100 dell’Iveco, 7.500 della powertrain, 1.800 della Fma di Pratola Serra, 11.000 della Magneti Marelli e della Ergom.
Ma se lo specchio della crisi è Mirafiori e Fiat Auto, il vero fulcro è la componentistica: sono circa 200.000 in Italia, oggi, i lavoratori in cassa integrazione. A fornire il dato è la Fiom di Torino, secondo la quale per ogni lavoratore degli stabilimenti Fiat ce ne sono quattro nelle aziende della componentistica auto.
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