Crisi dell’auto, arriva il bonus

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 30 Gennaio 2009 1:17 pm

Tavolo tecnico per mettere a punto gli incentivi di salvataggio per il settore. Scajola valuta la possibilità di introdurre detrazioni fiscali sui prestiti per l’acquisto.
Un bonus da 1.500 euro per l’acquisto di un’auto nuova Euro 4 o Euro 5 a chi rottama una vecchia Euro 0, Euro 1, Euro 2, immatricolate fino a dicembre 1999.
E’ l’ipotesi alla quale lavorano i tecnici del governo per ridare ossigeno al settore dell’auto alle prese con una crisi profonda. A gennaio, infatti, secondo le previsioni degli operatori il mercato potrebbe segnare un nuovo record negativo con un crollo delle vendite fino al 50%.
Pesanti le ricadute occupazionali: secondo Confindustria nel primo trimestre 2009 se non si cambia registro, si rischia la cassa integrazione per 300 mila lavoratori, di cui 60 mila dipendenti della Fiat. All’indomani del tavolo di Palazzo Chigi presieduto dal sottosegretario Gianni Letta, ieri i tecnici dei dicasteri interessati si sono visti al ministero dello Sviluppo per predisporre la griglia delle misure a sostegno del settore.
Gli incentivi dovrebbero andare alle auto con emissioni non oltre 140 g/Km di CO2 se a benzina o 130 g/Km se diesel. Il tutto abbinato all’esenzione del bollo per 1 anno, che può salire a tre anni se l’auto rottamata è una Euro 0. L’incentivo, sarebbe esteso anche se si rottama un’auto e contestualmente si stipula un contratto annuale di car-sharing o un abbonamento annuale al trasporto pubblico.
L’ecobonus potrebbe essere accompagnato da un inasprimento del prelievo sulle auto di lusso fino a 500 euro che potrebbe colpire le vetture più inquinanti e di grossa cilindrata. Inoltre, secondo quanto emerso dalla riunione di Palazzo Chigi, per l’industria dell’automotive ci saranno anche incentivi alla ricerca per i nuovi prodotti meno inquinanti e uno stanziamento per le auto ecologiche.
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Crisi dell’auto

Inserito da admin | Crisi Economica | Giovedì 29 Gennaio 2009 4:30 pm

Incontro ieri a Palazzo Chigi. Marcegaglia: nel 2009 a rischio 300mila posti di lavoro nel settore. Cgil: i nodi vengono al pettine. Serve un immediato aiuto sostanzioso per vetture ecologiche.
«Entro 10 giorni arriverà un pacchetto di interventi di immediata applicazione per fronteggiare la crisi del settore auto». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso del tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi.
Il pacchetto che secondo i sindacati ha bisogno di risorse per 3 miliardi di euro, sarà orientato a misure per il rinnovo del parco circolante e collegato a obiettivi di compatibilità ambientale. Scajola ha detto che il governo sta valutando per il settore auto provvedimenti «compatibili» con il sistema di finanza pubblica. Quindi ha sottolineato che il crollo delle immatricolazioni e il calo degli ordinativi previsto per il 2009 rischia di provocare un calo del Pil nazionale di mezzo punto.
Secondo il ministro allo Sviluppo economico, il crollo degli ordinativi sarebbe del 55% mentre le immatricolazioni dovrebbero registrare una contrazione di 360 mila unità che arriverebbe dopo un calo del settore auto del 13,4% del 2008. Scajola ha ricordato che si tratta di un comparto che interessa oltre 2500 aziende, per lo più nella componentistica, e che fattura in totale 165 miliardi di euro, l’11,4% del Pil.
Oggi ci sarà un nuovo incontro tra i vari ministeri sul settore auto. Scajola ha sottolineato la necessità di un’azione coordinatae comune con l’Europa. E la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lancia l’allarme. «Nel 2009 sono a rischio 300mila posti di lavoro su un milione di addetti all’intera filiera auto. Nel primo trimestre è previsto un calo degli ordinativi del 60% - prosegue - e se fosse confermata questa stima si perderebbero 60.000 posti in Fiat e 300.000 in totale».
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Lufthansa Italia parte da Malpensa

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 29 Gennaio 2009 1:57 pm

Trasporto aereo, via ai collegamenti. La denuncia dei sindacati: l’Inps non ha i nominativi dei dipendenti in cassa integrazione.
Lunedì prossimo, alle 6.15, decollerà il primo volo di linea Lufthansa Italia, destinazione prima Barcellona, poi Parigi. «I passeggeri avranno la possibilità di scegliere fra otto nuove rotte dirette per l’Europa, in partenza da Malpensa. Oltre ai due arrivi citati, seguiranno Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid all’inizio di marzo, mentre, con l’introduzione dell’orario estivo a fine marzo, ci saranno anche collegamenti con Londra-Heathrow e Lisbona.
Lufthansa Italia è pronta a rilevare gli slot lasciati liberi da Alitalia a Malpensa. Lo ha detto Karl Ulrich Garnadt, componente del board della compagnia tedesca, ieri nello scalo lombardo per l’inaugurazione del nuovo vettore. «Alitalia ha preso la decisione di ridurre la sua capacità su Malpensa - ha precisato Garnadt - e non ha intenzione di cambiarla. Questo automaticamente libera gli slot, che tornano al coordinatore degli slot, che poi li rimette in circolo. Noi da ottobre - ha concluso - potremmo farne richiesta come compagnia italiana. È certo che l’aeroporto di Malpensa non è ancora utilizzato al 100% e quindi c’è spazio per noi di fare di più».
A ottobre Lufthansa Italia otterrà il riconoscimento del Airline Operation Committee (Aoc), in base al quale potrà operare come compagnia italiana. Riguardo alla tratta Malpensa-Roma, non inclusa nel programma dei primi sei collegamenti, Garnadt ha detto di non averla inclusa perché convinto che rimanesse ad AirOne.
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Crisi dell’auto, il governo pensa agli aiuti

Inserito da admin | Crisi Economica | Mercoledì 28 Gennaio 2009 12:30 pm

Oggi a Palazzo Chigi l’incontro tra ministri, costruttori e sindacati. L’ad di Fiat, Marchionne aveva lanciato l’allarme: senza incentivi 60mila operai a casa.
Conto alla rovescia per l’apertura del tavolo, a Palazzo Chigi, sulla crisi dell’industria automobilistica. Costruttori e sindacati del settore, in un’inedita alleanza, intensificano il pressing sul governo perchè vari un pacchetto di aiuti sulla scia di quanto sta avvenendo in Europa.
Secondo le prime indiscrezioni, il governo sarebbe orientato verso un intervento di sostegno ai consumi, per un ammontare compreso tra i 250 e i 300 milioni di euro. È di lunedì l’allarme dell’ad di Fiat, Sergio Marchionne, sullo tsunami occupazionale che potrebbe investire l’industria dell’auto: a rischio 60.000 posti di lavoro se non si interviene.
Un numero ritenuto credibile dai sindacati. Ma se il settore è compatto nel chiedere aiuti, all’interno del governo restano sensibilità diverse. Assolutamente contraria a ulteriori aiuti alla Fiat si è detta la Lega Nord. Mentre il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi sottolinea che «c’è un evidente problema dell’industria dei beni di consumo durevoli, non solo dell’auto».
Di contro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, evidenzia come, quello dell’auto, «rimane sempre uno dei principali componenti» insieme «all’indotto che lo sostiene, della ricchezza nazionale». Di qui la «evidente necessità» di difendere il settore.
Nel frattempo il governo britannico ha annunciato ieri un pacchetto di misure a sostegno dell’industria automobilistica sottolineando però che non si tratta di un salvataggio. «Li aiuteremo sia per quanto riguarda le preoccupazioni immediate con cui devono fare i conti - ha spiegato il portavoce del primo ministro Gordon Brown - sia, e questo è molto importante, per assicurarci che facciano i cambiamenti necessari per poter prosperare in futuro».
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Mercato dell’auto, richiesti aiuti al Governo

Inserito da admin | Aziende | Martedì 27 Gennaio 2009 12:51 pm

La Lega contraria agli incentivi; domani il tavolo a Palazzo Chigi. L’ad di Fiat: si tratta di far ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia. ‘Il rischio che 60mila lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa se non ci sarà un intervento del governo, è reale’.
L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, condivide la stima del segretario nazionale della Fim-Cisl Bruno Vitali e, a questo punto, sale l’attesa per le decisioni che verranno assunte al tavolo convocato per domani dal governo. Davanti a Palazzo Chigi ci saranno anche i lavoratori della Fiat e dell’indotto auto. Al Lingotto arriva il commissario europeo Gunter Verheugen, che incontra Marchionne e visita lo stabilimento Iveco, mentre a Mirafiori si parla della crisi nelle assemblee.
‘Incentivi alla Fiat? Per quel che ci riguarda - afferma il ministro leghista per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli - mi sembra che si è già dato. Quella di mercoledì comunque è una riunione durante la quale il governo ascolterà le richieste ed i problemi legati al settore dell’auto. Raccoglieremo le proposte e dopo ne parleremo’.
‘Dal governo - replica Marchionne - ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell’Auto, che sta vendendo il 60% in meno dell’anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia’.
‘C’è un tavolo giustamente convocato - dice il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - per valutare le difficoltà di un grande settore e di tutta la sua filiera’. Anche gli industriali torinesi sollecitano sostegni e investimenti per il settore, ‘così come hanno fatto o stanno per fare tutti i Paesi che hanno produzioni autoveicolistiche’.
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Contratti, firmata l’intesa per la scuola

Inserito da admin | Scioperi | Lunedì 26 Gennaio 2009 3:57 pm

Non sigla neppure Cub Rdb. Sacconi accusa il sindacato di Epifani: «Sembra un partito della sinistra radicale».
Dopo il parere favorevole della Corte dei conti, è stato firmato il contratto Ministeri e Scuola per il biennio economico 2008-2009. La Cgil e Cub Rdb non hanno siglato l’accordo. Il sindacato di Corso d’Italia ha confermato lo sciopero per il 13 febbraio, insieme ai metalmeccanici della Fiom. La Cgil non ha firmato l’accordo perché ‘rimangono tutti i punti negativi dell’intesa. Gli incrementi, pari al 3,2%, sono inferiori al tasso d’inflazione reale del solo 2008 (3,3%); 40 euro al mese non daranno modo alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare la crisi economica in atto. Non si recuperano i soldi del salario accessorio tolti dal governo’.
Mentre, sottolinea il segretario nazionale Alfredo Garzi, ’si accetta un incremento di 8 euro per tutto il 2010′. ‘Di fronte a un referendum già indetto - osserva - nessuna delle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto il contratto si è sentita in dovere di richiamarsi alla volontà dei lavoratori interessati. Ancora di più ci sono le ragioni per le lavoratrici e i lavoratori dei ministeri di partecipare al referendum del 9 e 10 febbraio per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni. E ancora di più ci sono le ragioni per aderire allo sciopero del 13 febbraio’.
Il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, spiega il motivo del no anche all’accordo di Palazzo Chigi sulla riforma del modello contrattuale, che ‘colpisce fortemente il lavoro pubblico e rappresenta una diminuzione programmata della retribuzione e del potere contrattuale dei lavoratori’.
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Età pensionabile delle donne

Inserito da admin | Pensioni | Lunedì 26 Gennaio 2009 3:51 pm

Le proposte del gruppo di studio del ministro Brunetta. La Corte di giustizia europea aveva dichiarato inadempiente l’Italia il 13 novembre.
Elevare in via «obbligatoria» e non più facoltativa, nel settore pubblico, l’età della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni; estendere anche agli uomini la facoltà di accesso a 60 anni, fermo restando il limite legale a 65 anni; fissare per entrambi i sessi il requisito di età per l’accesso facoltativo alla pensione di vecchiaia ad un’età intermedia tra 60 e 65 anni.
Sono tre delle cinque soluzioni «astrattamente prospettabili» indicate dalla Commissione di studio sulla parificazione dell’età pensionabile nella sua relazione, pubblicata online sul sito del ministero della Pubblica amministrazione. La commissione è stata costituita dal ministro per l’Innovazione, Renato Brunetta, a seguito della sentenza della corte di giustizia europea, che lo scorso 13 novembre aveva dichiarato inadempiente l’Italia rispetto al mancato adeguamento dell’età pensionabile di vecchiaia tra uomini e donne nel pubblico impiego (attualmente fissata rispettivamente a 65 e 60 anni).
Si tratta, viene sottolineato in una nota di Palazzo Vidoni, di «proposte da sottoporre al Governo per la scelta più idonea per il nostro ordinamento. A tal fine la commissione sta verificando le conseguenze previdenziali, economiche e sociali di ciascuna delle possibili soluzioni». In ogni caso, viene indicata una gradualità dell’intervento.
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Berlusconi rilancia il piano casa

Inserito da admin | Notizie | Lunedì 26 Gennaio 2009 3:44 pm

Il premier: ‘new towns’ vicino ai capoluoghi con rate di mutuo più basse degli affitti.
Silvio Berlusconi rilancia l’idea di un piano casa con ‘new towns’ vicino ai capoluoghi di provincia. «Il nostro intento - dice il premier a margine dell’accordo sulle infrastrutture fra Governo e le regioni Piemonte e Molise - è quello di realizzare delle ‘new towns’ vicino ai capoluoghi di provincia per aiutare chi non ha casa o le giovani coppie che attualmente non possono permettersi l’acquisto di un appartamento».
Il nuovo piano casa prevedrebbe - secondo Berlusconi - «il pagamento di rate di mutuo addirittura inferiori agli attuali canoni di affitto». «Questo è il Paese delle cento città, in alcune aree, come la Valle Padana, completamente metropolizzato. Non mi pare una grande idea di costruire 101 città».
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Bilancio Fiat 2008

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 22 Gennaio 2009 6:35 pm

Marchionne presenta i conti 2008, utili in calo in tutti i settori. E’ probabile che non ci sarà il dividendo. Altri 2600 lavoratori in cassa integrazione. Il titolo ha chiuso stabile alla vigilia del cda e dell’incontro con i sindacati.
A poche ore dall’accordo con Chrysler, Fiat oggi vive un’altra giornata decisiva, con la presentazione dei conti finali del 2008. Rispetto a 12 mesi or sono, tutto o quasi è cambiato. Il settore automotive vive una crisi epocale, il titolo ha perso il 72,6% del suo valore e gli stabilimenti vanno avanti a singhiozzo.
Ed il dividendo con tutta probabilità sarà quindi uguale a zero: il mercato finanziario ne è convinto, ed infatti il titolo nelle ultime sedute ha continuato a perdere giorno dopo giorno, non ipotizzando un guadagno extra dalle azioni. L’hanno detto chiaramente anche gli analisti di Ubs, ennesimo brutto colpo per Marchionne, che della banca svizzera è vicepresidente non esecutivo. L’a.d. proprio del ritorno al dividendo nel 2008 dopo vari anni di astinenza, aveva fatto uno dei suoi vanti davanti agli azionisti.
Sarebbe poi abbastanza controproducente anche a livello di immagine, distribuire milioni di euro agli azionisti, dopo che per settimane tutti gli operai sono rimasti forzatamente a casa in cassa integrazione. A tal proposito, ieri è arrivata l’ennesima proroga alla Cig, stavolta tocca ai lavoratori degli stabilimenti torinesi di Powertrain per tre settimane: dal 16 febbraio al 7 marzo i 1600 addetti del reparto cambi e assali dello stabilimento di Stura, dal 16 al 28 febbraio i mille che nel medesimo impianto si occupano dei motori.
Proprio pensando ai lavoratori, Marchionne dopo il consiglio d’amministrazione di stamattina al Lingotto e la conference call con gli analisti finanziari, alle 17 incontrerà i sindacati per discutere anche del nuovo accordo con Chrysler su cui si addensano già molte nubi.
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Accordo Fiat Chrysler

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 21 Gennaio 2009 1:58 pm

In forse l’opzione per l’acquisto del pacchetto di maggioranza. Marchionne: pietra miliare del settore. Il Lingotto fornirà le piattaforme per la produzione dei veicoli a basso consumo.
Prima Chrysler, poi Fiat. Alla fine la conferma è arrivata. È stato siglato l’accordo preliminare tra le due case automobilistiche. Si tratta di un’intesa non vincolante che sarà completato, dopo essere stato sottoposta alle previste approvazioni, entro aprile.
L’Ad della casa torinese, Sergio Marchionne, non esita a definirla ‘una pietra miliare per il settore’. ‘Fiat e gli azionisti di maggioranza di Chrysler (il fondo Cerberus) hanno siglato un accordo non vincolante per costituire una alleanza strategica globale’, così la nota congiunta. ‘L’alleanza prevede che Fiat fornisca a Chrysler le piattaforme produttive per la produzione di veicoli efficienti dal lato dei consumi. Il Lingotto assicurerà anche i canali di distribuzione commerciale dei prodotti nei paesi chiave oltre a sinergie dal lato dei costi. Fiat offrirà a Chrysler anche il supporto per redigere il piano da sottoporre al Tesoro Usa per accedere agli aiuti previsti per il polo automobilistico di Detroit. Fiat inizialmente acquisirà il 35% di Chrysler. L’accordo non prevede esborso cash da parte del Lingotto’.
‘Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale nello scenario del settore automobilistico, che sta vivendo una fase di rapido cambiamento, e conferma l’impegno e la determinazione di Fiat e Chrysler a ricoprire un ruolo importante in questo processo globale. L’accordo permetterà ad entrambe le società di accedere a importanti mercati automotoristici con un’offerta di prodotti’, afferma Sergio Marchionne.
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