Il 2009 sarà un anno di crisi

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 6 Marzo 2009 12:53 pm

Il ministro si mostra pessimista durante il Credit day: «Quest’anno sarà più duro del 2008». Per il titolare dell’Economia «il vero rischio è la stretta creditizia, che minaccia imprese e sistema produttivo». Nuovi fondi per i lavoratori che perdono il posto. Scontro con Confindustria sui crediti dello Stato alle aziende.
Un presente durissimo e un futuro che non accenna a migliorare. Parola di Giulio Tremonti. «Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire» afferma il ministro dell’Economia incontrando al ministero i rappresentanti delle imprese e delle banche in occasione del ‘Credit day’, ribattezzata ‘Imprese, lavoro, banche’.
Ma non ci sono solo previsioni nere: Tremonti assicura anche che per potenziare gli ammortizzatori sociali il governo metterà a disposizione «un ulteriore gruzzoletto», che andrà ad aggiungersi agli 8 miliardi per il biennio 2009-2010 già stabiliti. «La settimana prossima vi diremo quale potrebbe essere la direzione» si limita ad aggiungere. Per fronteggiare la crisi economica il governo, dunque, corre ai ripari, chiedendo aiuto a imprese e sindacati. Il rischio immediato, per il titolare del dicastero di via XX settembre, è la stretta creditizia sia per le aziende che per le famiglie, considerando l’irrigidimento del credito da sempre più marcato in Italia rispetto agli altri Paesi europei.

«In questa fase - aggiunge il ministro - è strategico aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la crisi». E proprio per cercare di «dare ossigeno all’economia», il ministro rilancia anche i Tremonti bond per i quali, assicura, «ci sono stati già numerosi contatti». «È inaccettabile dire che il tasso di interesse applicato dell’8,5% è troppo elevato - aggiunge il titolare dell’Economia - perché considerando l’impatto sul capitale il costo reale è inferiore all’1%».
L’obiettivo è mettere in circolo nel sistema economico ben 170 miliardi, risorse che possono servire ad ‘oliare’ un meccanismo che rischia di spegnersi. Non solo. Per Tremonti, infatti, ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio «dalla falsa mafia della burocrazia». Per questo è pronto da subito a «sbloccare sette grandi opere nel Paese» che potrebbero portare dei benefici immediati.

Il ministro dell’Economia, ha ricordato che nelle pieghe del bilancio dello Stato ci sono ancora delle risorse che possono essere reperite e che «c’è un altro potenziale gruzzoletto per gli ammortizzatori sociali» e poi, ha aggiunto, «ce ne sono altri ancora». Sui crediti che vantano le imprese verso la Pubblica amministrazione, poi, è cominciato il balletto di cifre. Quando il segretario della Uil, Luigi Angeletti, parla di 30 miliardi di euro, per Tremonti si tratta di una cifra «più realistica rispetto a quella iperbolica che ho sentito» , riferendosi alle stime di Confindustria, che ammontano a 60-70 miliardi. «Le cifre che abbiamo sono diverse da quelle del ministro», ha ribattuto la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia: «sono sicuramente molto più alte dei 36 miliardi calcolati per il solo settore sanitario nel 2006».

Intanto, per la prossima settimana, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che verranno convocati al Viminale tutti i prefetti per avviare la costituzione degli osservatori che vigileranno sul territorio l’effettiva erogazione del credito alle imprese. L’iniziativa ha gelato gli istituti di credito che temono la «supervigilanza».

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 6 Marzo 2009, articolo di Serena Martucci

Nessun commento »

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento