Ancora un taglio dei tassi d’interesse

Inserito da admin | Economia | Venerdì 6 Marzo 2009 1:00 pm

Francoforte riduce il costo del denaro all’1,5%: è il nuovo minimo storico. Seduta pesante per le Borse con Milano maglia nera. In picchiata bancari ed energetici.
L’Europa marcia verso tassi zero: un po’ come ha fatto il Giappone negli anni ‘90 e come si apprestano a fare adesso gli Stati Uniti d’America. La Bce, infatti, ha tagliato i tassi dello 0,50%, portando il costo del denaro al minimo storico, a quota 1,50%. Dal canto suo anche la Banca d’Inghilterra ha portato i suoi allo 0,50%. Ormai siamo un passo dallo zero assoluto.
Segno che la recessione sta incidendo in profondità nel tessuto economico dei singoli Paesi. La decisione della Ue, in particolare, era stata ampiamente anticipata dal numero uno di Francoforte, Jean-Claude Trichet. La mossa di ieri rappresenta il quinto taglio consecutivo sui tassi d’interesse dall’ottobre scorso e porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999.

Trichet ha spiegato che l’attuale livello dei tassi all’1,50% «non è il più basso possibile» e anticipa che «la Bce potrebbe ancora tagliare». Sono due i focolai di crisi che preoccupano di più l’Europa: quello dell’Irlanda, per la quale si teme che non abbia i mezzi per pagare il suo debito pubblico, e l’Austria, per l’esposizione eccessiva delle banche locali verso l’Est europeo. L’unica buona notizia arriva per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile. Secondo i calcoli fatti da Nomisma il risparmio medio, per un mutuo di 125mila euro, di durata pari a 20-25 anni, è compreso fra i 405 e i 435 euro annui. Per l’insieme delle famiglie il risparmio totale annuo sarà di 465 milioni.

Ma la decisione, attesa dai mercati, non ha prodotto i frutti sperati per le piazze europee. Le Borse sono crollate per colpa di alcuni dati economici negativi e per i rischi chiusura di alcune multinazionali Usa. Le piazze finanziarie hanno così bruciato altri 144 miliardi di capitalizzazione e l’indice che monitora i principali titoli quotati sulle borse del Vecchio Continente ha perso il 3,6 %.
A soffrire di più proprio Piazza Affari che ha chiuso con un pesantissimo calo del 5,39% (Mibtel) e del 5,85% (S&P/Mib). Gli indici sono precipitati ai livelli di 13 anni fa in una seduta con oltre 720 milioni di azioni scambiate.

Tra gli investitori, infatti, ha prevalso il pessimismo. Sotto pressione banche ed energia, con il greggio in calo sotto quota 45 dollari a barile. Proprio i titoli bancari e quelli energetici hanno sofferto di più. Il gruppo Unicredit ha toccato un nuovo minimo a quota 0,8 euro, con un calo dell’ 11,75%. Male anche gli assicurativi come Generali e Alleanza, dopo il tonfo del colosso europeo Aviva. Gli unici a salire Autogrill e Impregilo.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 6 Marzo 2009

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