Bot, tassi giù ai minimi storici
Le cause: avversione al rischio e calo dell’inflazione. I risparmiatori scelgono la sicurezza del breve termine e pagano prezzi elevati.
È il rendimento più basso di sempre, almeno dal 1980, da quando le aste hanno una frequenza definita. La corsa ai Bot, vero e proprio bene rifugio in tempo di crisi, porta la remunerazione del titolo di Stato a 3 e 12 mesi sotto l’1%. Sono diversi i fattori che incidono: l’avversione al rischio, il calo dell’inflazione, l’attesa di un nuovo taglio dei tassi della Bce.
I titoli con scadenze inferiori ai 12 mesi si adeguano velocemente a questo scenario. Soprattutto perchè i risparmiatori continuano a preferire la sicurezza garantita da titoli di stato a breve e sono disponibili a pagare prezzi di sottoscrizione elevati, vicini al valore di rimborso dei titoli.
Il risultato è che le aste relative al collocamento con emissione al 16 marzo 2009 prevedono un rendimento lordo per i bot trimestrali dall’1,079% all’1,083% mentre per i Bot annuali il rendimento lordo è fissato a 1,315%. Va considerando la ritenuta fiscale al 12,5% e l’applicazione da parte degli intermediari delle commissioni massime (0,10% per i titoli sotto i 170 giorni e 0,30% per i buoni di durata superiore ai 331 giorni) la cedola per i titoli di stato, secondo i calcoli effettuati dall’Assiom, scende rispettivamente allo 0,55 e allo 0,85%.
I Bot (Buoni ordinari del Tesoro) sono titoli di credito emessi dal Tesoro al fine di finanziare il debito pubblico nel breve termine, con scadenze a 3, 6 e 12 mesi. Alla scadenza, l’investitore riceve una somma di denaro pari al valore nominale complessivo dei titoli posseduti. In altri termini, l’incasso a scadenza è noto al momento dell’acquisto dei titoli. In genere, i Bot vengono emessi ogni 15 giorni (metà e fine mese): il prezzo viene stabilito attraverso un’asta della Banca d’Italia riservata agli operatori istituzionali nella quale viene stabilito il prezzo di emissione e rimborsati alla scadenza al valore nominale di 100.
Gli operatori autorizzati (banche, posta, eccetera) rivendono i titoli acquistati in lotti di 1.000 euro ai singoli risparmiatori che li hanno prenotati entro il giorno precedente all’asta al prezzo determinato dall’asta stessa maggiorato della loro commissione che però deve essere contenuta entro i limiti fissati dallo Stato per decreto. Al momento della sottoscrizione viene anticipatamente detratta l’aliquota fiscale del 12.50% sul rendimento previsto lordo. I Bot non offrono cedole quindi l’utile è dato solo dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di rimborso (sempre pari a 100): da questo bisogna però detrarre l’aliquota fiscale e la commissione. E nell’asta di metà mese, il rendimento è sceso stavolta sotto l’1%, ai minimi dal 1980. I Bot sono generalmente disponibili nel mercato telematico durante la loro vita utile e possono essere acquistati e ceduti in ogni momento.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Marzo 2009