È allarme crescita, le Borse precipitano

Inserito da admin | Economia | Venerdì 5 Settembre 2008 3:27 pm

Giornatanera:frena Tokyo, crollano i listini del Vecchio Continente, male Wall Street.
Le parole di Trichet su tassi, inflazione e crescita economica, le indicazioni a tinte fosche dal Fondo monetario internazionale, i dati macro Usa peggiori delle attese e il petrolio di nuovo sopra i 110 dollari al barile. Sono questi i fattori chiave che hanno mandato al tappeto le Borse mondiali, nel giorno in cui la Bce ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro. E il saldo di fine giornata è salato: altri 170 miliardi di euro di capitalizzazione mandati in fumo in un solo giorno.
La seduta è stata sofferta sin dai primi scambi, in scia peraltro alla frenata di Tokyo che in mattinata ha lasciato sul tappeto un punto percentuale. Gli indici in Europa, che pure avevano cercato di resistere, hanno cominciato ad appesantirsi nel pomeriggio, in concomitanza con le parole del presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, che ha ribadito ancora una volta la priorità di mantenere i tassi invariati (al 4,25%), nonostante l’evidente rallentamento dell’economia a livello internazionale. Secondo Trichet inoltre l’obiettivo sull’inflazione sarà raggiunto nel 2010.
Da segnalare che la stessa strategia è stata mantenuta dalla Banca d’Inghilterra che non ha messo mano sul costo del denaro (5%). La debolezza di listini si è aggravata dopo la brusca partenza di Wall Street, colpita dai dati macro arrivati sull’economia d’Oltreoceano. E così al termine delle contrattazioni, il Dj Stoxx 600, cioè l’indice che misura l’andamento dei mercati del Vecchio Continente, ha perso il 2,59%, il massimo delle ultime due settimane.

La debacle dei mercati finanziari è stata accompagnata poi dai timori degli esperti che prevedono mercati deboli ancora fino a metà 2009. Secondo il Fondo monetario internazionale infatti l’economia globale continuerà a «rallentare significativamente fino alla fine dell’anno in corso, ma prevediamo una ripresa, sia pure graduale, nel 2009».
Tuttavia, per gli analisti di Morgan Stanley, la fase peggiore dovrebbe essere passata, tant’è che adesso dovremmo essere in una fase di correzione.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 5 Settembre 2008

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