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	<title>Offerte di Lavoro</title>
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	<description>Notizie ed offerte dal mondo del Lavoro e della Finanza</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:37:24 +0000</pubDate>
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		<title>Alitalia, un&#8217;altra giornata di passione</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:37:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Centoventi voli cancellati tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E i disagi continueranno. Dopo gli scioperi dei dipendenti dell&#8217;ex compagnia di bandiera, scatta la riduzione dell&#8217;operatività dell&#8217;azienda. Pronte le lettere per la cassa integrazione di 17.500 lavoratori. Incontro tra Fantozzi e Sabelli per la cessione.
Un&#8217;altra raffica di voli cancellati e l&#8217;ennesima giornata da dimenticare per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centoventi voli cancellati tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E i disagi continueranno. Dopo gli <strong>scioperi</strong> dei dipendenti dell&#8217;ex compagnia di bandiera, scatta la riduzione dell&#8217;operatività dell&#8217;azienda. Pronte le lettere per la cassa integrazione di 17.500 lavoratori. Incontro tra Fantozzi e Sabelli per la cessione.<br />
Un&#8217;altra raffica di voli cancellati e l&#8217;ennesima giornata da dimenticare per i passeggeri. L&#8217;incubo <strong>Alitalia</strong> non è finito. Aerei a terra anche nel prossimo futuro, questa volta non per gli scioperi dei dipendenti, ma per quella che in gergo si chiama «riduzione dell&#8217;operatività». Si procede comunque come da copione scritto dal Governo e dalla <strong>Cai</strong>, la società di Colaninno e soci pronta ad acquisire gli asset sani dell&#8217;<strong>ex compagnia di bandiera</strong>. Oggi è in programma un nuovo incontro tra l&#8217;amministratore straordinario Fantozzi e l&#8217;ad Sabelli per portare avanti l&#8217;esame dell&#8217;offerta.<br />
Ieri sono stati annullati oltre 120 voli tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E nonostante la multa inflitta dall&#8217;Enac, decisamente lieve per la verità (210mila euro), i disagi proseguiranno. A partire da questa settimana infatti decolla il taglio delle rotte deciso dal vettore, anche se i dettagli non sono stati ufficialmente comunicati. Per oggi è prevista la soppressione di almeno 45 voli ma probabilmente il numero sarà superiore. Parallelamente è cominciata quella che il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha definito la «settimana decisiva».<br />
Al momento sono ancora aperte le procedure per la messa in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori. Dunque Cai potrà procedere alle assunzioni a partire dal 24 novembre, hanno fatto sapere i sindacati al termine di un incontro al ministero del Lavoro. «Fantozzi - ha riferito il rappresentante della Filt-Cgil Antonio Cepparulo - non ha inviato ancora le lettere per la cassa integrazione (17.500) perché le procedure sono ancora aperte. E se le lettere per la Cigs non verranno inviate, Cai non potrà procedere alle assunzioni».<br />
Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito che «non c&#8217;è più spazio per il negoziato e quindi si deve procedere alla cassa integrazione, perché <strong>Cai non può assumere da Alitalia</strong>, ma deve assumere dalla mobilità».<br />
Ieri c&#8217;è stato un incontro al ministero del Lavoro con i sindacati di categoria confederali e Ugl (cioè quelli che hanno sottoscritto l&#8217;accordo con Cai) per approfondire gli aspetti relativi alla copertura degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda il partner straniero, dopo le voci che vedono in pole position Air France-Klm, Matteoli non si sbilancia e non chiude la porta ai tedeschi. «Ci sono tre grandi compagnie internazionali interessate: <strong>British Airways</strong>, <strong>Air France</strong> e <strong>Lufthansa</strong>. British Airways però ha mostrato un interesse più timido rispetto alle altre due. La scelta non è un problema del governo ma di Cai».<br />
Intanto oggi ci sarà un nuovo round nella trattativa tra Augusto Fantozzi e l&#8217;amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli. La cordata dei &#8216;capitani coraggiosi&#8217; ha messo sul tavolo un&#8217;offerta da 1 miliardo di euro per acquisire la parte sana, lasciando allo Stato la &#8216;bad company&#8217;. Una delle questioni che sarebbe stata al centro dei precedenti incontri è la quota che la società dovrebbe versare cash.<br />
Un accordo darebbe il via al contratto di compravendita e con il passaggio di beni e risorse per Cai sarebbero pronti il certificato e la licenza di operatore aereo, visto che l&#8217;Enac ha chiuso le relative istruttorie. Oggi Fantozzi potrebbe rendere note le valutazioni del proprio advisor, Rothschild, secondo cui il valore giusto per gli asset che interessano Cai non è lontano da quello offerto (un miliardo in totale) e quella di Banca Leonardo, advisor del ministero dello Sviluppo economico. Che, in una nota diffusa in tarda serata, conferma: «Riceveremo la perizia con la valutazione degli assetti Alitalia. In serata si terrà poi la riunione del Comitato di Sorveglianza presieduto da Andrea Monorchio sulla procedura commissariale, che esprimerà un parere al ministro sull&#8217;offerta Cai e sulla valutazione. Si completerà così l&#8217;iter e la tanto agognata privatizzazione potrà essere definita.<br />
«Non è possibile rinviare oltre il primo dicembre », ha spiegato Fantozzi. «La richiesta dei sindacati, di far slittare tutto al primo gennaio, non può essere esaudita».</p>
<p>&#8216;<strong>La battaglia di retroguardia si sta lentamente spegnendo</strong>&#8216;. La protesta di alcune sigle sindacali di Alitalia contro l’offerta Cai «andrà avanti poco, si sta ragionevolmente spegnendo: è una battaglia di retroguardia». Così la pensa il commissario straordinario della compagnia. Fantozzi crede che comunque «ormai ci sia poco da aspettarsi su questo fronte».<br />
L&#8217;accordo con i sindacati per i contratti della nuova Alitalia, «c&#8217;è ed è stato firmato da tutte e 9 le sigle sindacali ed è piuttosto dettagliato. I contratti aziendali si sono fatti con almeno 5 sigle sindacali perché nell’accordo quadro c&#8217;erano già sufficienti elementi per passare oltre e chiudere». Tra due giorni, ha precisato Fantozzi, i 12.600 e passa assunti da Cai riceveranno le lettera di assunzione. Per il momento sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione di tutti i dipendenti, che riguardano un po&#8217; di più di 17mila persone.<br />
<span id="more-264"></span><br />
<strong>Ryanair accusa: «L&#8217;ultimo salvataggio è una vera farsa»</strong>. La compagnia low cost porta avanti la battaglia sugli aiuti di Stato. Il portavoce: favoritismi ai vettori nazionali falliti. Ricorso alla Corte di giustizia europa.<br />
<strong>Ryanair critica con durezza «l&#8217;ultimo farsesco salvataggio di Alitalia»</strong> e si prepara a fare ricorso alla Corte di giustizia europea. La compagnia low cost irlandese ha depositato nei giorni scorsi appelli contro otto diverse decisioni dell&#8217;Unione europea che bloccano l&#8217;accesso ai documenti sulle indagini sugli aiuti di stato che la Commissione sta portando avanti contro i piccoli aeroporti regionali: Amburgo (Lubecca), Berlino- Schonefeld, Tampere, Alghero, Pau, Aarhus, Bratislava e Francoforte (Hahn).<br />
«Il rifiuto illegale della Commissione di permettere a Ryanair di accedere alla documentazione - ha detto Jim Callaghan, direttore Affari legali e regolatori - contravviene al principio di apertura e trasparenza presente nel Trattato dell&#8217;Unione Europea, e sfida apertamente la legislazione europea sulla trasparenza, che dà al pubblico il diritto di accedere ai documenti della Commissione. Questi rifiuti ingiustificati stanno danneggiando il pubblico dei viaggiatori, e negano a Ryanair la capacità di difendere questi casi in corso sugli aiuti di stato».<br />
In una nota, il vettore ha sottolineato di aver presentato circa dieci reclami contro Alitalia, tra i quali: il precedente salvataggio del 2004, in cui sono stati spostati miliardi di debiti in una controllata e la compagnia ha ricevuto una ricapitalizzazione multimilionaria dal Governo italiano; un precedente prestito illegale di ristrutturazione di 400 milioni di euro; nel 2008 un altro miliardi di euro è stato cancellato dal Governo; un altro prestito di 300 milioni, ora trovato illegale, che non verrà mai restituito; alcuni membri del consorzio che &#8216;acquista&#8217; Alitalia sono coinvolti nella banca che valuta i beni della compagnia; il fallimento del Governo nell&#8217;ottenere il pagamento dei debiti che Alitalia ha con gli aeroporti italiani; sconti sui carburanti, sconti sulle spese aeroportuali; i passeggeri di altre compagnie aeree che volano verso l&#8217;Italia vengono obbligati a pagare per questo pasticcio una &#8216;tassa sugli esuberi&#8217; di 4,50 euro a passeggero.<br />
Conclude Callaghan: «Appare chiaro che la rassicurazione del commissario italiano al Parlamento europeo sul fatto che le norme sugli aiuti di Stato sarebbero state rafforzate, indipendentemente dal paese coinvolto, era falsa. La Commissione ha ignorato i nostri reclami sugli aiuti di Stato e altre misure protezionistiche per appoggiare il vettore fallito».</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 18 Novembre 2008, articolo di Cristina Cossu</p>
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		<title>Interventi congiunti contro la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:25:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>

		<category><![CDATA[recessione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commissario Ue agli Affari economici: rischio di deflazione. Per l&#8217;Europa il momento è difficile e nessuno Stato può risolvere i problemi da solo.
Quella che stiamo vivendo è una «congiuntura economica difficile e complessa», e serve un «coordinamento» per affrontare «la recessione e il rischio di deflazione». Da Strasburgo il commissario Ue agli Affari economici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissario Ue agli Affari economici: rischio di deflazione. Per l&#8217;Europa il momento è difficile e nessuno Stato può risolvere i problemi da solo.<br />
Quella che stiamo vivendo è una «<strong>congiuntura economica difficile e complessa</strong>», e serve un «coordinamento» per affrontare «<strong>la recessione e il rischio di deflazione</strong>». Da Strasburgo il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, intervenendo alla riunione plenaria del Parlamento europeo, ha fatto la diagnosi e suggerito la cura per rispondere alla crisi che ha messo in ginocchio i mercati e sta colpendo l&#8217;economia reale in Europa.<br />
«Il bilancio sui 10 anni dell&#8217;Unione economica e monetaria è positivo - ha sottolineato Almunia - e lo dimostra anche questa fase di crisi. Il momento è difficile ma abbiamo strumenti efficaci per farvi fronte». Adesso però, ha avvertito il commissario, «servono fatti reali. Il coordinamento è essenziale, senza farvi ricorso non sarà possibile affrontare in modo efficace questa situazione: nessuno può risolvere i problemi economici senza coordinamento, affrontare la recessione nelle principali economie, con il rischio deflazione».<br />
Ma non basta «Bisogna approfondire la vigilanza sulle politiche di bilancio e finanziarie» ha aggiunto, ponendo l&#8217;accento sull&#8217;importanza di applicare il Patto di Stabilità riformato. I paesi europei devono coordinare con urgenza una risposta alla <strong>crisi economica</strong> con particolare attenzione al settore auto. Per il commissario europeo agli affari economici e monetari, infatti, «se l&#8217;Europa, e in particolare i paesi dell&#8217;area euro, non coordineranno i vari interventi, saranno tutti i paesi dell&#8217;euro a perdere».<br />
Almunia ha spiegato che «una mancanza di coordinamento significa che gli effetti delle misure dei vari Stati avranno minore efficacia. Il coordinamento - ha aggiunto - è l&#8217;essenza per ottenere risultati positivi in un&#8217;area economica che è fortemente interdipendente».<br />
<span id="more-263"></span><br />
Nel suo richiamo all&#8217;unità, il commissario europeo si è spinto anche oltre. «Tutte le economie europee possono soffrire a causa di una scelta sbagliata di uno Stato membro in politica fiscale». Per quanto riguarda il settore dell&#8217;auto, Almunia ha sottolineato che si tratta di un segmento dove il coordinamento è non solo indispensabile ma anche necessario: «Se uno Stato decide in proprio misure che possono creare distorsioni alla concorrenza e problemi per i paesi confinanti le conseguenze di tali scelte saranno negative».</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 18 Novembre 2008</p>
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		<title>Giappone in recessione, Borse giù</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>

		<category><![CDATA[recessione]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda potenza mondiale registra un -0,4% del Pil nel periodo luglio-settembre. Il Giappone, seconda economia mondiale, è in recessione tecnica, per la prima volta dal 2001, a causa soprattutto del taglio delle spese e degli investimenti da parte delle imprese (-6,7% annuo e -1,7% si base trimestrale) che si misurano con lo yen forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda potenza mondiale registra un -0,4% del Pil nel periodo luglio-settembre. Il Giappone, seconda economia mondiale, è in recessione tecnica, per la prima volta dal 2001, a causa soprattutto del taglio delle spese e degli investimenti da parte delle imprese (-6,7% annuo e -1,7% si base trimestrale) che si misurano con lo yen forte nei confronti del dollaro e dell&#8217;euro e con l&#8217;economia mondiale, a partire da quella degli Stati Uniti, in difficoltà.<br />
In Eurolandia, inoltre, Germania e Italia sono già in recessione tecnica. Il dato del periodo luglio-settembre ha ribaltato le stime degli analisti che si attendevano in media un frazionale rialzo dello 0,2% su base annua e dello 0,1% sui tre mesi precedenti. Con i dati di ieri si è ufficialmente chiuso il ciclo espansivo dell&#8217;economia più duraturo dalla fine della seconda guerra mondiale, durato circa 6 anni, visto che la contrazione del terzo trimestre 2008 segue quella del secondo, durante il quale si era registrata una contrazione del Pil dello 0,9% congiunturale e del 3,7% annuale.<br />
<span id="more-262"></span><br />
I dati del terzo trimestre del 2008 dimostrano che «l&#8217;economia è entrata in recessione e vi è il pericolo che la situazione peggiori ulteriormente» afferma Kaoru Yosano, ministro giapponese alle Politiche economiche e fiscali. E la situazione dovrebbe peggiorare.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 18 Novembre 2008</p>
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		<title>Calisto Tanzi in aula «Non ero al corrente della grande truffa»</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>

		<category><![CDATA[parmalat]]></category>

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		<description><![CDATA[Calisto Tanzi torna in aula a Milano. Dopo la richiesta di 13 anni di reclusione da parte della Procura l&#8217;ex patron del gruppo di Collecchio legge davanti al collegio di giudici 28 pagine scritte a caratteri enormi. Dice che in aula ci è venuto poco per problemi di salute, ribadisce di non essere stato mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Calisto Tanzi torna in aula a Milano. Dopo la richiesta di 13 anni di reclusione da parte della Procura l&#8217;ex patron del gruppo di Collecchio legge davanti al collegio di giudici 28 pagine scritte a caratteri enormi. Dice che in aula ci è venuto poco per problemi di salute, ribadisce di non essere stato mai reticente sulla ricostruzione dei fatti, eclissa qualsiasi coinvolgimento della politica nell&#8217;affaire Parmalat, sostiene che in Ecuador dove era fuggito prima dell&#8217;arresto del dicembre 2003: «No vi erano né vi sono capitali che avrei dovuto movimentare e occultare. Non esiste un tesoro di Calisto Tanzi».<br />
Come già in altre occasioni l&#8217;imputato chiama in causa le banche che «secondo una mia personale deduzione già a decorrere dal 1994-1995 avevano forti dubbi sulle reali condizioni patrimoniali e finanziarie della Parmalat». Basti ricordare che Parmalat si quotò in Borsa nel 1990 con i bilanci falsi e gli organi preposti, i cosiddetti anticorpi in un sistema finanziario appena appena decente, non fecero una piega.<br />
Ma soprattutto Tanzi, difeso dagli avvocati Gian Piero Biancolella, Fabio Belloni e Filippo Sgubbi, vuole scrollarsi di dosso l&#8217;infamia di aver truffato migliaia di risparmiatori con i bond che da lì a poco sarebbero stati carta straccia. «Mai ho immaginato che strumenti finanziari riservati esclusivamente agli operatori specializzati&#8230; potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati, con una diffusione a mio giudizio imprevedibile ed inimmaginabile da chiunque&#8230;. Mai non ho voluto, né ideato, né ipotizzato che ciò potesse accadere».<br />
<span id="more-261"></span><br />
I comunicati diffusi al mercato ennero preparati, secondo l&#8217;ex patron, insieme ai funzionari di Bank of America. I difensori hanno chiesto ai giudici di mandare gli atti a Parma perchè i fatti contestati a Milano sono interni all&#8217;attività di bancarotta, ma anche che Tanzi va dichiarato estraneo ai fatti contestati a Milano. Per Biancolella, viste le pene patteggiate dagli altri coimputati, la richiesta della Procura è «raccapricciante». Entro Natale la sentenza.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 18 Novembre 2008, articolo di Giovanna Trinchella</p>
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		<title>Alitalia, ancora caos e proteste</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 11:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>

		<category><![CDATA[alitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commissario Fantozzi: «In cassa integrazione 17mila dipendenti. I debiti? Sono 2,3 miliardi». Altri 50 voli cancellati. Le sigle autonome: «Il personale c&#8217;è, mancano i pezzi di ricambio».
Quattrocento voli cancellati in una settimana, cinquanta solo ieri tra Fiumicino e Linate. E ancora centinaia di bagagli che vagano negli aeroporti in attesa dei legittimi proprietari. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commissario Fantozzi: «In cassa integrazione 17mila dipendenti. I debiti? Sono 2,3 miliardi». Altri 50 voli cancellati. Le sigle autonome: «Il personale c&#8217;è, mancano i pezzi di ricambio».<br />
Quattrocento voli cancellati in una settimana, cinquanta solo ieri tra Fiumicino e Linate. E ancora centinaia di bagagli che vagano negli aeroporti in attesa dei legittimi proprietari. Lo sciopero in bianco di piloti e hostess dell&#8217;Alitalia crea ancora disagi. E intanto l&#8217;azienda annuncia che, per la prossima settimana, i voli subiranno una forte riduzione.<br />
A spiegare cosa sta succedendo è il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi che, intervistato da Fabio Fazio su Raitre, snocciola cifre e numeri della compagnia in fallimento. Innanzitutto i dipendenti in cassa integrazione. «Per il momento sono circa 17mila le lettere spedite a rotazione per tutti i lavoratori» ha precisato Fantozzi, spiegando che risponderà all&#8217;offerta avanzata da Cai «entro la metà della settimana. E si vedrà un bel sereno».<br />
Il commissario ha anche parlato di debiti e creditori. «Alitalia ha debiti per circa 2,3 miliardi di euro e non riusciremo a pagare tutti - ha precisato - Renderò tutto per saldarli: una cinquantina di aerei, partecipazioni, qualche bene immobile. Ma i più accaniti sono proprio quelli italiani».<br />
Il commissario li definisce come «dei fratelli-coltelli»: «Abbiamo i debitori che non ci pagano, negli aeroporti cercano di sequestrarci gli aerei a terra e l&#8217;Eni ci minaccia di non farci volare se non gli paghiamo la benzina».<br />
Intanto proprio dalle sigle autonome arrivano gli attacchi più duri. Il fronte sindacale dell&#8217;Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDL Intercategoriale non ci sta ad essere incolpato per i ritardi e i voli annullati e fa sapere che «il tutto non è dovuto alla mancanza di personale per scioperi o malattie, ma piuttosto Alitalia, con l&#8217;avallo del governo, sta creando una situazione di crisi per permettere alla stessa Cai di subentrare senza eccessivi scossoni attraverso un rallentamento del sistema, fino magari al blocco quasi totale delle attività di volo. Con buona pace dei passeggeri lasciati a terra e scaricando le responsabilità sui lavoratori». «Piuttosto a noi risulta- scrivono in una nota - che le cancellazioni sono causate dalla mancanza di pezzi di ricambio. Gli equipaggi, invece, sono completi e disponibili».<br />
<span id="more-260"></span><br />
<strong>L&#8217;odissea di una libanese ferma da 30 ore a Fiumicino</strong>. Tra le tante storie di &#8216;ordinario<br />
caos&#8217; a Fiumicino c&#8217;è anche quella di una libanese e di sua figlia di 5 anni da sabato mattina in aeroporto. Sedute in un angolo, la donna, con la figlia accanto che per distrarsi gioca con una bambola, ha l&#8217;aria stanca, gli occhi gonfi di lacrime e, aiutata da un interprete, racconta la sua odissea.<br />
Sono arrivate a Roma alle 5 da Caracas con un volo AZ per proseguire alle 22 per Beirut con un altro volo Alitalia, poi cancellato. Sono in aeroporto da oltre 30 ore e delle loro tre valige non sanno ancora nulla.<br />
&#8216;Siamo partite dal Venezuela per assistere al matrimonio di mio fratello a Beirut. A mezzanotte però delle nostre valigie non si sapeva ancora nulla. Stiamo aspettando, ma mia figlia è così piccola e sono preoccupata. Tutto perchè il volo Lufthansa era pieno. Vogliamo partire o almeno tornare a Caracas con le valigie&#8217;.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 17 Novembre 2008, articolo di Valentina De Stefano</p>
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		<title>Bce e Ocse: economia in recessione</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 13:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>

		<category><![CDATA[recessione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto di Francoforte: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3%.
Crollano le aspettative di crescita economica in Europa: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3% mentre soltanto tre mesi fa si prevedeva un incremento dell&#8217;1,3. A lanciare l&#8217;allarme è la Banca centrale europea nella sua ultima inchiesta trimestrale.
Per quest&#8217;anno, la crescita scende all&#8217;1,2% (quattro punti decimali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Istituto di Francoforte: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3%.<br />
Crollano le aspettative di crescita economica in Europa: nel 2009 il Pil segnerà un +0,3% mentre soltanto tre mesi fa si prevedeva un incremento dell&#8217;1,3. A lanciare l&#8217;allarme è la Banca centrale europea nella sua ultima inchiesta trimestrale.<br />
Per quest&#8217;anno, la crescita scende all&#8217;1,2% (quattro punti decimali in meno rispetto all&#8217;indagine precedente), stesso calo per il dato previsto per il 2009: +1,4% contro la stima precedente che dava il Pil al +1,6. L&#8217;acuirsi e il diffondersi della <strong>crisi</strong> freneranno l&#8217;economia mondiale e dell&#8217;area euro «per un periodo di tempo piuttosto prolungato», sottolinea la Bce.<br />
Intanto l&#8217;Ocse parla già di <strong>recessione</strong>, ed è anche più pessimista della Bce: i 30 Paesi più industrializzati, infatti, «sono già entrati in recessione e ci rimarranno per un prolungato periodo di tempo». L&#8217;economia dell&#8217;Eurozona registra un segno negativo nei primi due mesi di quest&#8217;anno e per il 2009 si prevede un calo dello 0,5%.<br />
Male anche il resto dei Paesi industrializzati: il Pil statunitense segnerà un -0,9% nel 2009 dopo una crescita dell&#8217;1,4, mentre in Giappone si passerà ad un -0,1% dopo il +0,5 di quest</p>
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		<title>Borsa in ribasso</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 14:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[borse]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano la peggiore tra le piazze finanziarie europee, tutte in calo.
Giornata difficile per Piazza Affari con gli indici in deciso calo trascinati dal tonfo delle due principali banche italiane, specialmente Intesa Sanpaolo che ha chiuso con un ultimo prezzo in calo di quasi 17 punti percentuale dopo l&#8217;annuncio dei conti dei primi nove del 2008e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano la peggiore tra le piazze finanziarie europee, tutte in calo.<br />
Giornata difficile per Piazza Affari con gli indici in deciso calo trascinati dal tonfo delle due principali banche italiane, specialmente Intesa Sanpaolo che ha chiuso con un ultimo prezzo in calo di quasi 17 punti percentuale dopo l&#8217;annuncio dei conti dei primi nove del 2008e soprattutto dopo la notizia che sarà proposto un dividendo non in contanti.<br />
Stessa situazione per Unicredit che ha perso undici punti percentuali. Ieri si è tenuto il consiglio di amministrazione della banca guidata da Alessandro Profumo ma i dati saranno resi noti oggi dell’apertura della borsa. E chiude la seduta, peggiore tra le Borse europee (tutte pesanti sui timori di una gelata generalizzata dei profitti), con il <strong>Mibtel</strong> in calo del 5,13% a 16.197 punti e lo <strong>S&#038;P/Mib</strong> del 6,2% a 20.709, bruciando 22,3 miliardi di capitalizzazione.<br />
<span id="more-258"></span><br />
Giornata molto negativa per molti titoli delle blue chips come Eni, Generali e Mediaset. Seduta in calo anche per Fiat (-5,99%) trascinata al ribasso dalle difficoltà del settore auto e dalla crisi di General Motors. Si salva Terna (+0,41%), insieme a Italcementi (+0,34%), mentre A Francoforte l’indice Dax ha perso il 5,25%, a Londra l’indice Ft100 il 3,75% mentre a Parigi l&#8217;indice Cac40 il 4,83%.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Novembre 2008</p>
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		<title>Pacchetto del Governo contro la crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 14:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tremonti: il decreto per famiglie e imprese arriverà il 25 novembre; giù le tariffe autostradali. Risorse per il calo delle tasse di dipendenti e pensionati sotto i 50 mila euro.
Il pacchetto anti-crisi del governo non è ancora stato definito nel dettaglio ma conterrà una robusta spinta alla domanda pubblica, attraverso investimenti che saranno attivati sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tremonti: il decreto per famiglie e imprese arriverà il 25 novembre; giù le tariffe autostradali. Risorse per il calo delle tasse di dipendenti e pensionati sotto i 50 mila euro.<br />
Il <strong>pacchetto anti-crisi del governo</strong> non è ancora stato definito nel dettaglio ma conterrà una robusta spinta alla domanda pubblica, attraverso investimenti che saranno attivati sia dal Cipe sia da una nuova politica delle tariffe autostradali.<br />
Per le famiglie sarà fatto tutto il possibile, ma senza misure boomerang che aumentino il deficit. E il decreto che dovrebbe contenere i provvedimenti in favore di famiglie e imprese dovrebbe arrivare entro il 25 novembre, cioè pochi giorni dopo la riunione del G10. Sono poi in arrivo interventi per sostenere le banche, che richiederanno l&#8217;approvazione parlamentare ma soprattutto l&#8217;adozione di un codice etico da parte degli istituti.<br />
Il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti interviene a sorpresa in aula a Montecitorio dove ieri sono iniziate le votazioni sulla legge Finanziaria. Preannuncia così la messa a punto, nel contesto europeo, di provvedimenti anticrisi.<br />
E, dopo le critiche sulla finanziaria troppo blindata, apre anche ad alcune proposte dell&#8217;opposizione, come la norma - subito dopo approvata dall&#8217;aula - che riserva al calo delle tasse di dipendenti e pensionati sotto i 05mila euro (ma anche ai finanziamenti delle Pmi) le maggiori risorse che dovessero emergere dai conti del prossimo anno.<br />
Tremonti difende la sua finanziaria. «È basata sul presupposto di una crisi in arrivo e in intensificazione», dice. Ma sottolinea l&#8217;esigenza di tenere fermi i saldi, anche se con «spirito costruttivo». La tenuta dei conti dovrà rimaneresalda anche con le misure che il governo sta predisponendo, in un contesto che - spiega il ministro - è europeo, parte dai dati condivisi messi appunto dall&#8217;Ecofin in base ai quali «molti Paesi sono in area di deficit eccessivo, mentre l&#8217;ipotesi avanza per l&#8217;Italia non è questa e si rimarrà fino al 2010 sotto il 3%».<br />
<span id="more-257"></span><br />
È in questo contesto che arriverà il pacchetto di misure anticicliche del governo. Per le famiglie Tremonti non entra nei dettagli ma successivamente, durante una riunione informale con i capigruppo della commissione Finanze, spiega che il decreto che dovrebbe sostenere le famiglie sarà presentato entro il 25 novembre. «Faremo tutto il possibile nel modo più giusto possibile», dice in aula il ministro.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Novembre 2008, articolo di Agata Biondini</p>
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		<title>Pronti gli aiuti dell&#8217;Ue per sostenere l&#8217;economia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Incubo recessione: Tremonti annuncia gli interventi per le famiglie e lo sblocco dei finanziamenti pubblici. Il titolare di via XX Settembre: ridare slancio alla domanda, per questo la riunione Cipe.
Entro Natale gli interventi dei Paesi europei a sostegno dell’economia, a breve la riunione straordinaria del Cipe per sbloccare i finanziamenti pubblici in Italia, il prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incubo recessione: Tremonti annuncia gli interventi per le famiglie e lo sblocco dei finanziamenti pubblici. Il titolare di via XX Settembre: ridare slancio alla domanda, per questo la riunione Cipe.<br />
Entro Natale gli interventi dei Paesi europei a sostegno dell’economia, a breve la riunione straordinaria del Cipe per sbloccare i finanziamenti pubblici in Italia, il prima possibile una nuova Bretton Woods per stabilire nuove regole nel campo della finanza e, soprattutto, dell’economia reale.<br />
Il Ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti, durante il suo intervento all’incontro Italia-Cina che si è svolto ieri a Milano, ha scandito la tempistica dei prossimi interventi nazionali e internazionali per contrastare la recessione in atto. «Da lunedì scorso abbiamo tutti i numeri su deficit e crescita», ha dichiarato Tremonti, riferendosi alle stime rilasciate della Commissione europea. «Sono numeri condivisi e gli interventi che saranno messi in atto da qui a Natale dai vari Paesi europei saranno concordati in questo quadro».<br />
Il ministro ha anche annunciato che presto si terrà una riunione straordinaria del Cipe per sbloccare i finanziamenti pubblici necessari come misura di sostegno per <strong>combattere la crisi economica</strong>. «Per noi è fondamentale una ripresa della domanda pubblica. Per questo presto ci sarà una riunione straordinaria del Cipe», ha detto Tremonti, ricordando come «si sta affermando la nostra idea che la domanda pubblica deve essere il motore di crescita, con la nostra proposta di mettere la Cassa depositi e prestiti all’interno della Banca europea degli investimenti, così da finanziare non solo le infrastrutture classiche, ma anche quelle energetiche».<br />
Per <strong>combattare la crisi</strong>, ha aggiunto Tremonti, è anche necessario «strutturare qualcosa di simile a una nuova Bretton Woods. Occorre gestire la crisi riunendosi intorno a un tavolo per decidere nuove regole su cambi e scambi, intervenendo non solo sulla finanza, ma anche sull&#8217;economia reale». Tremonti ha poi spiegato che la crisi è stata innescata dalla globalizzazione che è stata «troppo veloce.<br />
<span id="more-256"></span><br />
Sarebbe dovuta durare qualche decennio, invece il processo è stato concentrato in dieci anni». Ma il ministro ha specificato di non essere mai stato «contro la Cina, ma a favore di commercio equo basato sulle regole certe. Non si tratta di protezionismo, ma di equilibrare la mano invisibile del mercato con quella visibile delle regole».</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze dell&#8217;11 Novembre 2008, articolo di Agata Biondini</p>
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		<title>Un ulteriore taglio dei tassi di interesse a Dicembre</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 14:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Bce: summit dei banchieri centrali. «Con un&#8217;inflazione più bassa è possibile una nuova diminuzione del costo del denaro».
Con una inflazione più bassa le banche centrali potrebbero ridurre ancora i tassi di interesse. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, alla conferenza stampa seguita alla riunione dei banchieri centrali del G10, in corso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bce: summit dei banchieri centrali. «Con un&#8217;inflazione più bassa è possibile una nuova diminuzione del costo del denaro».<br />
<strong>Con una inflazione più bassa le banche centrali potrebbero ridurre ancora i tassi di interesse</strong>. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, alla conferenza stampa seguita alla riunione dei banchieri centrali del G10, in corso a San Paolo del Brasile, sottolineando che siamo «sicuramente» di fronte a un rallentamento dell&#8217;economia globale.<br />
Trichet ha spiegato che «in alcuni casi il raffreddamento delle pressioni inflazionistiche, se confermate, potrebbero consentire una <strong>riduzione dei tassi di interesse</strong>». «I rischi sui prezzi al consumo sono diminuiti nei Paesi industrializzati», grazie all&#8217;andamento delle quotazioni del petrolio e delle materie prime - ha detto il numero uno dell&#8217;istituto di Francoforte - aggiungendo che alla riunione del G10 si è discusso di disinflazione e non di deflazione.<br />
Il governatore della Bce ha comunque ribadito che le banche centrali «devono rimanere in forte allerta», evidenziando che l&#8217;intensificarsi delle tensioni sui mercati finanziari hanno avuto impatto sull&#8217;economia globale e che la crisi sta determinando una correzione del mercato. Quanto ai provvedimenti dei singoli governi percontrastare gli effetti della crisi, Trichet ha spiegato che le misure adottate dalla Cina «vanno nella giusta direzione» e che i margini per eventuali tagli fiscali dipendono dall&#8217;entità del deficit di ciascun Paese.<br />
<span id="more-255"></span><br />
Insomma, «a dicembre, nella nostra prossima riunione, <strong>non escludiamo di tagliare i tassi</strong>», ha confermato Trichet, in un&#8217;intervista alla rete televisiva brasiliana Globo Tv, riportata da Bloomberg. «Quando prendiamo la decisione di <strong>diminuire i tassi</strong> - ha proseguito Trichet - è perchè i rischi sul fronte dell&#8217;inflazione si sono allentati». A giudizio del presidente della Bce, inoltre, persistono le tensioni sui mercati ma si stanno «progressivamente alleviando».<br />
In ogni caso, ha continuato, le banche centrali devono «prepararsi per difficoltà inaspettate». Quanto a operazioni di stimolo fiscale, Trichet ha spiegato che nei Paesi europei con deficit «sostanziali» non c&#8217;è spazio di manovra.</p>
<p>Fonte: Quotidiano Il Firenze dell&#8217;11 Novembre 2008</p>
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