Operai travolti da un treno

Inserito da admin | Incidenti | Martedì 2 Settembre 2008 1:00 pm

La strage; in due lavoravano sui binari e non avrebbero sentito il regionale arrivare. Nel Lodigiano un agricoltore è stato triturato da una turbina dell’impianto di irrigazione.
Fortunato avrebbe dovuto aspettare solo sei mesi. Poi, finalmente, avrebbe riposto tuta ed attrezzi e a 58 anni si sarebbe goduto la meritata pensione. Giuseppe, invece, a 35 anni stava pianificando le nozze con la sua fidanzata: una vita insieme, forse dei figli.
In Sicilia, a Catania, i due operai delle Ferrovie dello Stato erano dei miracolati per essere riusciti a trovare quel posto sicuro a due passi da casa. Controllavano che i binari fossero a posto, che i treni potessero scorrere veloci senza intoppi. Anche ieri erano con altri tre colleghi sul posto di lavoro. La tratta Catania- Palermo,la piccola stazione di Motta Sant’Anastasia. Utilizzavano dei martelletti a compressione, a 200 metri di distanza dagli altri.
Neppure il tempo di accorgersi di quel regionale 3832 che gli è piombato addosso e li ha travolti in una manciata di minuti. Morti bianche. Ancora. I cadaveri coperti da lenzuola macchiate di sangue sulla linea ferrata. Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese non indossavano le cuffie antirumore, ma neppure gli indumenti ad alta visibilità in dotazione per operare sui binari, afferma l’azienda.
Il treno, partito da Palermo con destinazione Catania, non doveva fermarsi in quella stazione, ma soltanto rallentare. Come avrebbe fatto. Ma il macchinista avrebbe visto soltanto all’ultimo momento i due operai: inutili i fischi per avvisarli del pericolo o il freno d’emergenza tirato in tutta fretta. Il suono metallico dei martelli sui binari, forse, avrebbe coperto ogni rumore.
Subito è scoppiato il valzer delle accuse. Il Pd che rinfaccia al governo di «essere inadempiente e di non far rispettare le regole», le Ferrovie che esprimono il loro cordoglio alle famiglie e aprono un’indagine interna, la Procura avvia un’inchiesta per capire come e perchè si è arrivati all’impatto fatale, mentre i sindacati denunciano e il Codacons chiede più controlli. Da maggioranza ed opposizione critiche ed accuse si sprecano. Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, «è una vergogna nazionale» , molti chiedono di «mantenere alta l’attenzione» , «applicare le norme», «più sicurezza nei luoghi di lavoro».

Anche il ministro ai Trasporti, Altero Matteoli, ha disposto degli accertamenti auspicando che «in tempi rapidi si arrivi ad accertare le modalità dell’incidente». In serata la notizia che gela tutti arriva dalla provincia di Lodi. Giovanni Papetti, 62 anni, è stato trovato morto nei suoi campi di cascina Campolungo, una delle tante disseminate nella bassa Val Padana, triturato da una turbina dell’impianto di irrigazione. A scoprire l’accaduto sono stati i parenti. Sul posto sono subito accorsi i carabinieri di Lodi, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. Sangue e carne maciullata tutt’ intorno. Morto mentre lavorava. Ancora.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 2 Settembre 2008

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