Imposta sugli Immobili, Cofedilizia non approva
Le associazioni di costruttori e proprietari chiedono al governo di fare marcia indietro. Per il presidente Sforza le riforme non devono andare avanti con imposizioni fiscali.
Niente nuove tasse sugli immobili o non si andrà molto lontano. Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, avverte il governo a non procedere oltre sulla strada dell’imposizione fiscale: «La bozza Calderoli sul federalismo fiscale è, nella parte relativa all’imposizione immobiliare, improponibile: per la sua assoluta indeterminatezza, pone anzi evidenti problemi di costituzionalità sul piano del rispetto della norma costituzionale relativa all’attività legislativa delegata». «Il governo - prosegue Sforza Fogliani - deve fare chiarezza su questo punto, con ogni urgenza. Soprattutto, occorre che abbia ben presente che finchè ci si accorda solo coi tassatori, il federalismo non può andare lontano, specie per quel riscontro referendario che, se l’opposizione terrà la posizione fin qui espressa dai suoi esponenti, non è escluso sia richiesto per l’intero testo della riforma, ma che è pacifico lo sia per alcune sue parti».
Che il federalismo fiscale targato Calderoli «non si risolva in aggravi fiscali » è anche la richiesta, assieme a Confedilizia, che viene dalle altre associazioni dei proprietari di immobili, Ampic, Appc, Aspesi, Gesticonde Unioncasa, secondo cui «è urgente l’apertura di un confronto con chi paga le tasse sulla casa, e non solo con chi in dieci anni non ha fatto che aumentarle ricorrendo ad ogni possibilità lasciata dalla legge statale». «Nell’imposizione immobiliare - si legge in un comunicato congiunto delle associazioni - come in qualsiasi altro aspetto della riforma federalista, è indispensabile prevedere un meccanismo di competitività territoriale ancorato a ferrei metodi, perchè differentemente il federalismo si risolverebbe in un fallimento completo».
Anche il Coordinamento dei proprietari immobiliari, costituito da Arpe-Federproprietà, Asppi, Confappi, Uppi, con un comunicato, «eleva una formale protesta, richiamando gli impegni elettorali dell’attuale Governo». «È infatti necessario - sottolineano le associazioni - che il Governo stesso valuti attentamente la circostanza che l’elettorato del nostro Paese è costituito per oltre l’80% dai proprietari edilizi e che la promessa, poi attuata, dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa e la prospettiva di ulteriori riduzioni della tassazione sul bene casa hanno avuto un ruolo determinante sul risultato elettorale. È semplicemente assurdo, quindi, effettuare passi indietro».
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 6 Settembre 2008
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