Per le Borse un venerdì positivo

Inserito da admin | Economia | Domenica 9 Novembre 2008 12:23 pm

Rialzi (contenuti) nel Vecchio Continente sulla scia di Wall Street. Chiusura di settimana in positivo per le principali Borse, spinte dalla buona intonazione di Wall Street, nonostante il peggioramento del tasso di disoccupazione, salito a ottobre al 6,5%, il valore più alto in 14 anni, con la perdita di 240mila posti di lavoro.
A Piazza Affari, l’indice Mibtel ha fatto segnare nel finale un +1,36% a quota 16.943 punti, mentre l’S&PMib avanza dell’1,41% a 21.911 punti. In guadagno anche l’All Stars, che mette a segno un rimbalzo dello 0,64% a quota 9.450 punti.
Tra i titoli del listino milanese, in evidenza Tenaris che guadagna oltre 6 punti percentuali, seguita da Saipem, Enel, Alleanza e Seat Pg. Tra i maggiori ribassi del listino, invece, Autogrill cede circa 4,5 punti, ma in ribasso anche Fiat, l’Espresso, Lottomatica e Intesa Sanpaolo. Anche le altre principali Borse europee archiviano la seduta all’insegna dei guadagni.
Fra le piazze finanziarie, Parigi segna un +2,07%, Francoforte avanza del 2,24% mentre Londra rimbalza del 2,01%. Fra i comparti bene assicurativi, energetici e risorse di base; poco sopra la parità banche e auto dopo i brutti conti di Ford e Gm. Sul fronte dei cambi euro a 1,277 sul dollaro, mentre il greggio viene scambiato in leggero rialzo a New York, poco sopra i 61 dollari al barile.

Fonte: Quotidiano Il Firenze dell’8 Novembre 2008

Alitalia, piloti e assistenti in sciopero

Inserito da admin | Aziende | Domenica 9 Novembre 2008 12:15 pm

La privatizzazione; le cinque sigle che non hanno firmato l’accordo con Cai protestano il 25 novembre. Astensione dal lavoro già decisa dalla Cub. Colaninno martedì incontra Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Come promesso il ‘fronte del no’ scende in sciopero. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - le sigle autonome di piloti e assistenti di volo che non hanno formato l’accordo con Cai per la nuova Alitalia - hanno annunciato di aderire alla protesta del gruppo, già precedentemente proclamata dalla Cub per il 25 novembre.
I sindacati non allineati hanno comunicato la decisione in una lettera inviata al commissario straordinario dell’ex compagnia di bandiera, Augusto Fantozzi, ai ministeri dei Trasporti e del Lavoro, alla Commissione di Garanzia, all’Osservatorio sui Conflitti Sindacali. Intanto i nuovi proprietari del vettore, cioè Colaninno e soci, incontreranno Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl (che hanno sottoscritto l’accordo) martedì prossimo, per affrontare nei dettagli le questioni sui nuovi contratti di lavoro e i criteri di selezione del personale.
L’appuntamento è stato chiesto dagli stessi sindacati, che hanno anche scritto al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per chiedere una «verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali» degli accordi, con particolare riferimento alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo.
Un’altra lettera è stata poi inviata al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per una verifica degli ammortizzatori sociali. Ieri, durante una riunione con i rappresentanti di tutte e nove le sigle, l’azienda ha fatto sapere che Fantozzi ha ricevuto il decreto di ammissione alla cigs.
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Nuovo sciopero per treni, bus e metro

Inserito da admin | Scioperi | Venerdì 7 Novembre 2008 6:23 pm

Lunedì nero per il contratto. Filt-Cgil: a oggi non abbiamo ricevuto nessun segnale concreto dal Governo. Nuovo sciopero dalle 21 di domenica 9 alle 21 di lunedì 10 novembre di tutti i dipendenti del trasporto ferroviario e servizi e di quelli delle aziende di trasporto pubblico locale per l’intera giornata del 10. La nuova protesta segue quelle di quattro ore del 9 maggio scorso e di 24 ore del 7 luglio.
Al centro della protesta, indetta dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast la vertenza per il nuovo Contratto nazionale di lavoro della Mobilità per gli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi. Lo sciopero si svolgerà nel settore ferroviario garantendo, nel rispetto delle fasce orarie previste dalla legge (6 alle 9 e dalle 18 alle 21), i treni regionali. Autobus, tram e metropolitane si fermeranno lunedì 10 secondo modalità decise in sede locale. Queste le modalità in alcune delle principali città.
Roma dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Milano dalle 8,45 alle 55 e dalle 18 a fine servizio; Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; Firenze dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 a fine servizio; Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Bari dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; Palermo dalle 8,30 alle 17,30 e dalle 21.30 a fine servizio; Cagliari dalle 9,30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20.30 a fine servizio.
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La crisi finanziaria resta virulenta

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 7 Novembre 2008 6:01 pm

Gli economisti dell’organismo internazionale rivedono al ribasso le stime di crescita.
La crisi finanziaria internazionale resta «virulenta» e l’economia mondiale si sta «rapidamente indebolendo». Gli economisti del Fondo monetario internazionale, che solo un mese fa avevano stilato un Word Economy Outlook molto pessimistico, rivedono ulteriormente al ribasso le previsioni di crescita globale, con la stima del Pil 2009 tagliata di 0,75 punti al 2,2%.
Nel complesso, le economie avanzate l’anno prossimo registreranno addirittura il primo calo annuale del dopoguerra (-0,25%), livello inferiore di 0,75 punti rispetto alle previsioni di ottobre. E l’Italia, unico Paese del G7 in recessione quest’anno (-0,2%) frenerà ancora con un calo del Pil 2009 dello 0,6%. E ancora più marcato è il taglio delle stime per i Paesi emergenti la cui revisione ammonta all’1% per toccare a un tasso di crescita complessivo che l’anno prossimo toccherà il 5%.
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Tassi al 3,25%, borse a picco

Inserito da admin | Economia | Venerdì 7 Novembre 2008 5:56 pm

Dopo la Fed intervengono Francoforte e Londra. Trichet: probabili altre riduzioni. «Sulla crescita del Pil grava un livello estremamente elevato di incertezza».
Banche centrali di nuovo in soccorso dell’economia. Come annunciato la Bce ha ridotto i tassi di mezzo punto percentuale, portando il costo del denaro al 3,25%. I mercati hanno reagito con un’ondata di vendite e nel Vecchio Continente sono andati in fumo 300 miliardi di euro di capitalizzazione.
Dopo la sforbiciate della Fed, che la settimana scorsa è scesa fino all’1%, ieri è stata la volta degli altri istituti. Particolarmente aggressiva la Banca d’Inghilterra, che spiazzando tutti ha deciso un taglio da un punto e mezzo - il più consistente da quasi trent’anni - con cui i tassi di interesse per la sterlina scendono al 3%. Più prudente la Banca centrale europea ma il presidente Jean-Claude Trichet non esclude altri tagli in futuro.
Taglia anche la Svizzera, anche in questo caso di mezzo punto. Ma la catena non ha ridato fiato alle Borse. E alla fine il bilancio è più che deludente: Piazza Affari archivia la seduta con il Mibtel negativo del 4,68%, il Midex in ribasso del 3,29%, l’All Stars giù del 2,73% e l’SPMib in picchiata a -5,06%. Le vendite hanno colpito tutti i settori del listino, dai bancari agli energetici, dai telefonici agli industriali.
Giù tutto il comparto del credito con Unicredit a -8,42%. Brutta giornata anche per Telecom, nonostante le richieste dei giorni scorsi, che perde il 6,60%, seguita nel comparto da Tiscali a -7,33%. Non è andata meglio a Mediaset che chiude molto sotto tono a -8,80%, seguita dall’editoriale l’Espresso a -5,66% e da Mondadori a -2,85%. È andata anche peggio alle altre piazze finanziarie, che hanno registrato perdite consistenti del 5% e 6%, con Francoforte fanalino di coda a -6,84%.
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Alitalia, la Cai sborserà un miliardo

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 6 Novembre 2008 1:05 pm

Il commissario straordinario Augusto Fantozzi svela l’offerta vincolante presentata dalla cordata.
La Cai di Colaninno acquisterà l’Alitalia, o quello che ne è rimasto, per un miliardo di euro. L’annuncio è stato dato nella tarda serata di ieri dal Commissario straordinario della compagnia aerea di bandiera Augusto Fantozzi. L’offerta vincolante presentata dalla Cai il 31 ottobre, e che è ora al vaglio da parte del perito indipendente nominato dal ministero dello Sviluppo Economico e dell’advisor nominato.
Il miliardo, ha spiegato ancora Fantozzi dopo la richiesta della Consob di svelare le carte oggi sul tavolo, è ripartito per ciascuna delle società del gruppo in amministrazione straordinaria e sarà pagato per una parte in denaro e per un’altra parte attraverso l’estinzione dei debiti assunti in questi anni dall’Alitalia.
In particolare, spiega una nota della compagnia di bandiera, ‘per i beni ed i contratti di Alitalia, il corrispettivo offerto da Cai è pari a complessivi 900 milioni di euro’, per Alitalia Servizi l’offerta di Colaninno e soci si ferma a 57 milioni, per Alitalia Airport a 7 milioni e per Alitalia Express a 19 milioni.
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Epifani insiste: Sciopero Generale

Inserito da admin | Scioperi | Giovedì 6 Novembre 2008 1:03 pm

Il segretario generale deciderà entro la prossima settimana la data dell’astensione dal lavoro. Quattro i punti della piattaforma: tredicesime, precari, sospensione Bossi-Fini e mutui.
La Cgil si avvia verso uno sciopero generale: verranno unificate le varie iniziative di lotta già decise dalle varie categorie. Lo ha annunciato ieri il segretario generale Epifani all’assemblea dei delegati e quadri del sindacato, precisando che «il direttivo della prossima settimana deciderà data e modalità dell’unificazione delle iniziative già programmate».
La Cgil ha presentato la sua piattaforma anticrisi, che contiene una terapia d’urto in sei punti. La piattaforma di rivendicazione si basa su quattro azioni prioritarie: l’intervento sulle tredicesime, difesa dei precari, sospensione della Bossi- Fini ma anche un’iniziativa sui mutui per i quali la Cgil chiede la ricontrattazione.
Epifani ha ricordato che il sindacato ha un calendario di scioperi e manifestazioni molto ampio da qui a fine anno. Il 7 e il 14 novembre ci saranno gli scioperi dei lavoratori pubblici rispettivamente del nord e sud d’Italia, e sempre il 14 novembre scenderanno in piazza gli universitari. La prossima settimana ci sarà anche l’assemblea dei pensionati dello Spi Cgil mentre il 15 novembre è indetto lo sciopero generale del commercio.
A dicembre è stato inoltre proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici della Fiom, e sempre a dicembre sarà proclamato uno sciopero generale di tutti i dipendenti pubblici. Immediate le reazioni da parte del governo: «Abbiamo il massimo rispetto del ruolo del sindacato e del suo diritto a indire lo sciopero generale ma l’annuncio fatto oggi da Epifani ci sembra francamente una forzatura, frutto di una scelta meramente ideologica che rischia di isolare la Cgil e rendere più difficile il confronto tra le parti sociali», afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico. «Come dimostra l’insuccesso dello sciopero nel pubblico impiego - conclude Urso - sono proprio i lavoratori a chiedere dialogo, confronto, responsabilità».
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I tagli dei tassi d’interesse

Inserito da admin | Economia | Mercoledì 5 Novembre 2008 3:10 pm

Crisi, spettro recessione. Anche la Banca d’Inghilterra dovrebbe ridurre di mezzo punto il costo del denaro.
Mentre in Europa sale l’allarme recessione economica, domani dalle due maggiori banche centrali sono attesi nuovi tagli dei tassi di interesse: dalla Banca centrale europea, per tutta l’area dell’euro, dove attualmente il costo del danaro è al 3,75%, e dalla Banca d’Inghilterra, per la maggiore economia dell’Unione che non adotta la divisa unica.
In entrambi i casi l’ipotesi più accreditata è quella di riduzioni da mezzo punto percentuale, anche se sulla portata delle mosse dell’istituzione britannica le previsioni spaziano maggiormente. Tagli che si spera contribuiscano a tamponare le pesanti ricadute che l’economia reale sta subendo dopo oltre quindici mesi di crisi finanziaria.
Ormai l’inflazione sembra l’ultimo dei problemi da gestire. Il prezzo del petrolio resta più che dimezzato rispetto ai picchi raggiunti solo pochi mesi fa. Con i consumi al palo a causa della dilagante sfiducia, c’è sempre più cautela a effettuare rincari. Intanto non si fa che parlare di recessione. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker ieri si è spinto a evocare lo spettro della «depressione economica», termine con cui solitamente si indica quella prolungata fase di pesanti difficoltà seguita alla storica crisi del 1929.
Nelle sue ultime previsioni per i paesi avanzati, l’agenzia di rating Fitch paventa per il prossimo anno la peggiore recessione dalla Seconda guerra mondiale a oggi: il Pil di Usa, Eurolandia, Giappone e Gb calerà dello 0,8%. La Commissione europea, che lunedì ha a sua volta pubblicato le sue stime aggiornate, prevede che nel 2009 il Pil dell’area euro registrerà un flebile più 0,1 per cento, e con la disoccupazione in aumento fino a salire all’8,7 per cento entro i prossimi due anni.
I tassi di interesse sono il principale strumento con cui le Banche centrali possono contrastare l’inflazione. Di riflesso i tassi elevati tendono a frenare la crescita economica. Proprio quello che adesso va evitato. Un’economia che viaggia su ritmi solidi può favorire le pressioni rialziste sull’inflazione.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 5 Novembre 2008

Oltre 2 milioni e mezzo le famiglie povere in Italia

Inserito da admin | Crisi Economica | Mercoledì 5 Novembre 2008 3:05 pm

Nell’ultimo Rapporto la percentuale di indigenti in Italia tocca quota 11,1%. Il Pd all’attacco: il Governo fa finta di niente, serve la detassazione delle tredicesime.
In Italia, le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni e 653 mila e rappresentano l’11,1% delle famiglie residenti; nel complesso sono 7 milioni 542 mila gli individui poveri, il 12,8% dell’intera popolazione. Sono alcuni dei dati diffusi dall’Istat nel rapporto sulla povertà relativa nel 2007.
La stima dell’incidenza della povertà relativa (la percentuale di famiglie e persone povere sul totale delle famiglie e persone residenti) viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi.
La soglia di povertà per una famiglia di due componenti è rappresentata dalla spesa media mensile per persona, che nel 2007 è risultata pari a 986,35 euro (+1,6% rispetto alla linea del 2006). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a tale valore vengono quindi classificate come relativamente povere.
«La povertà relativa risulta diversamente diffusa sul territorio ed è particolarmente concentrata nel Mezzogiorno», sottolinea l’Istat. Al Sud, infatti, che ospita un terzo delle famiglie residenti nel paese, è povero ben il 22,5% delle famiglie e vi risiede quindi il 65% del totale delle famiglie povere. Nel centro-nord, dove meno di 7 famiglie su 100 si trovano in condizione di povertà (5,5% nel Nord e 6,4% nel Centro), vive il 35% delle famiglie povere e il 67,8% delle residenti. Nel Mezzogiorno, inoltre, si associa una maggiore gravità: le famiglie povere presentano una spesa media mensile equivalente di circa 774 euro (l’intensità è del 21,6%), rispetto ai 797 e 818 euro osservati per il Nord e per il Centro.
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Cai e Governo contro i sindacati

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 5 Novembre 2008 3:00 pm

Colaninno alle sigle autonome di piloti e assistenti di volo: il problema è finito, chiuso. Sacconi: chi viene chiamato e non accetta perde il diritto agli ammortizzatori sociali.
Linea dura contro i ‘dissidenti’. I sindacati autonomi - che non hanno firmato l’accordo con Cai sui contratti per la nuova Alitalia - si sono visti sbattere la porta in faccia. No alla riapertura del negoziato e nessuna convocazione.
A confermare la chiusura sono stati prima il presidente della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, poi i ministri Matteoli e Scajola nel corso di un’audizione parlamentare. Un messaggio esplicito e diretto alle sigle che rappresentano piloti e assistenti di volo e, come se non bastasse, una minaccia per niente implicita: non ci sarà cassa integrazione per chi non sottoscrive le condizioni del ‘lodo Letta’.
«Il problema è finito, chiuso», ha detto Colaninno da Hanoi, in visita allo stabilimento della Piaggio, confermando così che non c’è nessun margine per ulteriori trattative. «Il personale sarà assunto», ha spiegato, «secondo i criteri che sono stati discussi e controfirmati dalle quattro organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).
Ovviamente mi è dispiaciuto che questi contratti non abbiano trovato il consenso anche dagli altri rappresentati dei lavoratori di Alitalia. Ciò detto assumeremo quelli che sono interessati ad accettare di lavorare in Alitalia secondo queste condizioni. Gli altri che non accetteranno queste condizioni avranno deciso che questa offerta di lavoro non è interessante».
Cai «manderà una lettera con su scritto, ad esempio: cara signorina vuole fare l’assistente di volo sulla tratta Milano-Boston? Se dice di sì va all’ufficio del personale accetta e firma». La chiamata «sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà qualcuno che non è di Alitalia e presenta la sua domanda, noi per esempio, potremo assumere anche i piloti di Ryanair».
E a chi gli chiedeva poi se entro Natale si volerà con la nuova Alitalia, Colaninno ha risposto: «Penso di sì». Riguardo infine alla scelta del partner, non c’è «nessuna pressione - ha assicurato - non ho ricevuto nessuna raccomandazione, ci sono indicazioni pubbliche sul partner, indicazioni che conoscete, ma che, appunto, non sono pressioni».
A ribadire che il confronto è chiuso ha contribuito anche il governo. «Colaninno - ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, nel corso dell’audizione parlamentare - ha detto di non essere disponibile ad aprire un nuovo negoziato con i sindacati. Io condivido la posizione del presidente di Cai perchè dalla fine di agosto a cinque giorni fa ci sono state un susseguirsi di trattative e firme di documenti. Mi pare impossibile vedere ora l’apertura di una nuova trattativa con i sindacati».
Ma il vero incubo è arrivato con le parole del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha avvertito: «Il lavoratore che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta. Questa - ha poi spiegato - non è un’opinione, non è una minaccia, non è un ricatto. Solo la non conoscenza della legge può portare ad affermazioni di questo tipo. Il rifiuto anche della partecipazione a un corso di formazione può comportare l’esclusione dagli ammortizzatori sociali. Questa per un’elementare regola di welfare to work».
(continua…)

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