Inflazione in lieve calo

Inserito da admin | Prezzi | Martedì 24 Febbraio 2009 5:42 pm

Dal Codacons allarme spesa. Rialzi su base annua, l’aumento dell’Iva fa lievitare l’abbonamento alla pay-tv del 14,1%.
La crisi non lascia tregua.
Se l’Istat conferma che l’inflazione scende a gennaio, la voce alimentari sale ancora del 3,8% su base annua. A gennaio cala l’inflazione, che ha registrato, secondo l’Istat che conferma le stime preliminari, il -0,1% mensile. Anche su base annuale, e cioè rispetto a gennaio 2008, il trend è al ribasso visto che l’incremento è dell’1,6% contro il 2,2% di dicembre.
E se cala il prezzo del pane, l’aumento dell’Iva fa lievitare l’abbonamento della pay-tv del 14,1%. Nel dettaglio, su base tendenziale, il prezzo del pane risulta diminuito dello 0,1% rispetto a dicembre, con un aumento del 2,7% rispetto al 2008 (+3,4% a dicembre). Moderati aumenti congiunturali si registrano al contrario per i prezzi delle carni (+0,1%), il cui tasso tendenziale è sceso nell’ultimo bimestre dal +2,8% al +2,6%.
Aumenti su base mensile (+0,1%) si registrano inoltre per i prezzi del gruppo ‘latte, formaggi e uova’ che tuttavia determinano un significativo rallentamento del tasso tendenziale (dal +4,7% di dicembre al +4,0% di gennaio). In particolare, il prezzo del latte intero fresco si riduce lievemente (- 0,1%) su base mensile e aumenta del 4,3% sull’anno.
Ma il Codacons lancia l’allarme spesa: ogni famiglia spenderà 480 euro in più per mangiare, la voce alimentari sale ancora del 3,8% su base annua, un dato che «dovrebbe preoccupare anche il Governo». Sulla stessa linea i consumatori: nonostante i prezzi alla produzione continuino a calare vertiginosamente questo non si rispecchia affatto sui prezzi al consumo e le famiglie italiane si trascineranno dietro, anche per il 2009, un aggravio sulla spesa alimentare di ben 564 euro all’anno, sottolineano Adusbef e Federconsumatori.
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Fiat declassata, il titolo perde il 6%

Inserito da admin | Aziende | Martedì 24 Febbraio 2009 5:36 pm

Dopo l’annuncio di un piano di incentivazioni per i manager, Moody’s taglia.
Forte calo di Fiat a Piazza Affari dopo il declassamento del rating da parte di Moody’s. Il titolo del Lingotto chiude con un calo del 6%, a 3,5 euro. L’agenzia ha tagliato il rating a lungo termine di Fiat, che è così passato da BAA3 a BA1. Quello a breve termine è passato invece da Prime-3 a Not Prime. Si tratta di un forte declassamento, che viene dopo l’annuncio di un nuovo piano di incentivazioni per il management del gruppo.
«Il downgrade riflette il cash flow significativamente negativo dell’anno finanziario 2008, che porta a un deterioramento della flessibilità finanziaria con il riferito aggravamento dell’indebitamento industriale netto da 6,3 miliardi, a 5,9 miliardi», spiega nel comunicato Falk Frey, senior vice president e capo analista di Moody’s per il comparto auto in Europa.
Secondo l’agenzia il contesto di mercato resterà impegnativo sul 2009, con un significativo calo dei volumi di vendite, mentre le prospettive di una ripresa nel 2010 sono limitate. Il rating Ba1 continua però a riflettere il forte risanamento finanziario messo a segno da Fiat negli anni passati, la solidità del suo business basato sulla diversificazione del gruppo e la solida posizione di mercato che vanta in diverse aree geografiche.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 24 Febbraio 2009

Ue, nel 2009 3,5 milioni di nuovi disoccupati

Inserito da admin | Disoccupazione | Mercoledì 18 Febbraio 2009 1:03 pm

La Commissione prevede per quest’anno una contrazione complessiva dell’1,6%. I settori più colpiti saranno quelli dell’auto, meccanico, dei servizi finanziari e trasporti.
Un altro spettro evocato dalla crisi. Nel 2009 ci sono circa 3,5 milioni di posti di lavoro a rischio in Europa. Sono le ultime previsioni della Commissione Ue, in base alle quali è attesa quest’anno una contrazione complessiva dell’occupazione pari all’1,6%.
«L’ulteriore deterioramento della situazione del mercato del lavoro prevista nei prossimi mesi - spiegano i componenti dell’esecutivo di Bruxelles - riflette il forte crollo della fiducia di consumatori e imprese registrato in dicembre e confermato nel mese di gennaio». Tra i settori più colpiti quello dell’auto, quello dei servizi finanziari, quello meccanico e quello dei trasporti, con una annunciata perdita netta di oltre 100.000 posti di lavoro da ottobre 2008 a gennaio 2009.
I dati sono quelli effettuati nel monitoraggio mensile della Commissione Ue sull’andamento dell’occupazione. «L’industria dei motori - si legge - è uno dei settori più colpiti dal rallentamento economico. Nel settore auto, i principali produttori hanno annunciato sospensioni temporanee della produzione, riduzione della mobilità e della cassa integrazione, così come tagli ai posti di lavoro a tempo determinato. Anche se al momento non ci sono notizie di chiusure definitive di fabbriche».
A soffrire di più della crisi - sottolinea la Commissione Ue - sono proprio i lavoratori a termine e, dunque, quelli più giovani, che sempre più negli ultimi mesi hanno ingrossato le fila dei disoccupati. Ma ad essere colpiti - si sottolinea - sono anche i lavoratori più anziani, quelli immigrati e quelli che vivono in famiglie a basso reddito. Tutto ciò nonostante il calo record dell’inflazione nella seconda metà del 2008.
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Tariffe più alte, multate Tim e Vodafone

Inserito da admin | Aziende | Martedì 17 Febbraio 2009 4:28 pm

Le due società di tlc sanzionate per 500mila euro ciascuna. Altroconsumo chiede class action. L’associazione aveva denunciato i due operatori per pratiche commerciali scorrette.
Stangata dell’Antitrust a Tim e Vodafone. L’Autorità guidata da Antonio Catricalà ha infatti deciso di sanzionare le due società di telefonia con una multa di 500 mila euro ciascuno, «per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari» senza fornire adeguate informative al consumatore».
La notizia è stata anticipata da Altroconsumo, che ieri ha ricevuto la notifica formale sulla multa dall’Antitrust. L’associazione aveva infatti denunciato l’agosto scorso all’Authority i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile. La mancanza di informazione e trasparenza ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all’altro e le modalità di rimborso del credito residuo.
I rincari, calcolati dall’associazione a tutela dei consumatori, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d’aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%. «L’intervento dell’Antitrust - commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - mostra la necessità urgente di introdurre la class action nel nostro Paese. L’istituto del risarcimento collettivo si adatterebbe perfettamente a casi come questi, dove, per tali pratiche commerciali scorrette, la multa acquista un significato formale e non restituisce alle migliaia di utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere. Ma la conversione del decreto milleproroghe al Senato ha confermato l’ulteriore rinvio a luglio della norma».
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Disoccupati, sud Italia da record

Inserito da admin | Disoccupazione | Martedì 17 Febbraio 2009 4:24 pm

Nella classifica ci sono Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia, Calabria e Basilicata.
Sei regioni del Sud Italia spiccano tra quelle col più alto tassi di disoccupazione giovanile nell’Unione europea. È quanto emerge da una ricerca di Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Ue che fa riferimento al 2007. La Sicilia con un tasso di disoccupazione del 37,2% relativo ai giovani tra i 15 e i 24 anni, si colloca subito dietro a Guadalupe (55,7%), Reunion (50%), e Martinica (47,8%), tre regioni francesi d’oltremare. In classifica, tra le 12 regioni europee col più alto tasso di disoccupazione giovanile, ci sono anche Campania (32,5%), Sardegna (32,5%), Puglia (31,8%), Calabria (31,6%) e Basilicata (31,4%).
In compenso, tra le 12 regioni europee col più basso tasso di disoccupazione, troviamo tre regioni italiane. Al terzo posto c’è Bolzano (2,6%), che segue la Zelanda olandese (2,1%) e Praga (2,4%). All’ottavo posto ci sono l’Emilia Romagna e Trento (2,9%).
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Bce: conti pubblici fuori controllo

Inserito da admin | Crisi Economica | Martedì 17 Febbraio 2009 4:19 pm

Sforamento per un anno; secondo l’Ue, l’Italia, dopo il 2,8% del 2008, avrà un rapporto deficit-pil del 3,8% nel 2009.
La crisi economica non può avere, tra le sue conseguenze negative, anche quella di portare fuori controllo i conti pubblici. Il governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, ha ribadito con forza l’argomento che da qualche settimana a questa parte è sempre più spesso sulla bocca degli alti responsabili economici europei. E che la Commissione europea si prepara a rendere concreto con l’apertura di alcune procedure per deficit eccessivo nei confronti dei paesi «che hanno registrato o previsto un deficit al di sopra del tetto del 3%».
Nella riunione della Commissione europea di domani verranno discussi i programmi di stabilità di un primo gruppo di Stati membri, tra cui Germania, Spagna, Francia, Grecia, Irlanda, Malta e Olanda. Il caso italiano verrà valutato il 25 febbraio. «Bisogna attenersi alle regole che sono state fissate per tutti», ha spiegato Almunia, aggiungendo: «Quello che dicono in materia di disciplina di bilancio è chiaro: nel caso in cui i paesi hanno registrato o previsto dei deficit superiori al 3%, bisogna aprire le procedure che sono stabilite nel trattato. È quello di cui si discuterà mercoledì».
La Commissione, avvalendosi della maggiore flessibilità contenuta nel Patto di stabilità e di crescita, ha sottolineato come in un periodo eccezionale come quello attuale le procedure per deficit eccessivo possano essere evitate, a condizione che il disavanzo non superi di molto il 3% e che lo sforamento sia non superiore ad un anno.
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Allarme sulla crescita, Pil in caduta

Inserito da admin | Crisi Economica | Sabato 14 Febbraio 2009 1:48 pm

L’Istat diffonde stime inferiori alle previsioni, effetto-valanga per il 2009. Crescita a -2,6% nel quarto trimestre 2008 e nel 2009 si prevede un crollo dell’1,8%. Ma soffre tutta l’Europa. Il premier prende atto dei dati negativi e annuncia l’accordo tra Governo e Regioni sugli ammortizzatori.
L’ennesimo allarme sulla crescita ha dato la sveglia anche al premier. Dice l’Istat che nel 2008 il Pil è calato dello 0,9% - il dato peggiore degli ultimi quindici anni - e che l’effetto valanga per quest’anno sarà molto pesante. Così, dopo mesi di ottimismo e rassicurazioni, Berlusconi, con parole inedite, ammette di essere «preoccupato». «Come ogni persona di buon senso dovrebbe essere».
Le stime preliminari per l’anno passato danno il prodotto interno lordo in ribasso dello 0,9%. Un dato, corretto per i giorni lavorativi e destagionalizzato, che non è mai stato così negativo dal 1993. Nel quarto trimestre del 2008 il Pil è sceso del 2,6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 e dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. Una diminuzione così marcata, a livello trimestrale, non si registrava almeno dal 1980, cioè da quando è possibile raffrontare le serie storiche.
E ancora - prosegue l’Istat - nel 2009, se non ci fossero variazioni nella crescita per tutto l’anno, sarebbe di -1,8%. Il Pil crolla anche in Europa. Secondo il flash di Eurostat, nel quarto trimestre del 2008 il Pil è calato dell’1,5% sia nell’eurozona che nei Ventisette. «Questa crisi ha delle dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la dobbiamo guardare e la guardiamo con preoccupazione», sottolinea il presidente del Consiglio. «Ma il governo e così anche le regioni hanno dato buona prova di sé nell’affrontare questa crisi economica dando risposte concrete e immediate a quanti più direttamente sono e potranno essere colpiti dalla crisi», ha spiegato, annunciando l’accordo sugli ammortizzatori sociali.
Un accordo da 8 miliardi di euro per due anni, raggiunto grazie «al senso di responsabilità di tutti» e «alla capacità politica » dei ministri in gioco. «È la prima volta che il premier si mostra preoccupato», fa notare il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Dopo mesi di colpevole ritardo Berlusconi riconosce le dimensioni drammatiche della crisi. Mesi nei quali si è impegnato soprattutto a delegittimare l’opposizione e una parte del sindacato, lavorando alla divisione dei lavoratori», afferma in una nota Rosy Bindi (Pd), vicepresidente della Camera. Secondo Confesercenti «il peggio deve ancora venire», non bastano gli incentivi ma occorre tagliare la spesa improduttiva e le tasse. Anche Confcommercio ritiene che la crisi sarà «non solo più lunga ma anche più acuta» e che il sistema produttivo sia «bloccato».
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Crisi dell’auto in Europa

Inserito da admin | Crisi Economica | Sabato 14 Febbraio 2009 1:43 pm

Il gruppo torinese perde ma mantiene alta la quota di mercato. Si attendono gli incentivi. «Si vedono i primi effetti degli aiuti in Francia e Germania, in Italia risultati da marzo».
Avvio d’anno in caduta per il mercato automobilistico europeo. A gennaio - secondo i dati diffusi dall’Acea - le immatricolazioni di auto nuove in Europa (27 paesi Ue più quelli Efta) sono ammontate a 958.517 unità, in calo del 27% rispetto allo stesso mese del 2008. Un mercato così depresso non si registrava da vent’anni.
Per quanto riguarda il mercato italiano, va giù a gennaio del 32,6%, a 157.418 unità (-13,3% a dicembre). In questo quadro fortemente negativo, Fiat Group Automobiles, che deve fare anche i conti con il crollo del mercato nazionale ‘gelato’ il mese scorso dall’attesa degli incentivi, si distingue positivamente. A fronte di un calo delle immatricolazioni del 27% in Europa occidentale, mantiene però alta la quota di mercato (all’8,8% dal precedente 8,9%) e avanza così al quarto posto nella classifica dei maggiori costruttori europei.
Il gruppo torinese si attesta ai piedi del podio, dietro alla regina Volkswagen e quindi Psa Peugeot- Citroen e Ford, scalzando sia General Motors che Renault. I dati sulle immatricolazioni sono «negativi su tutti i mercati, ma si avvertono i primi effetti degli incentivi nei Paesi in cui sono stati introdotti» (Francia e Germania), afferma l’Anfia in una nota, sottolineando che in Italia, a seguito dell’entrata in vigore il 7 febbraio del pacchetto di misure anticrisi per il settore, finalizzate al rinnovo del parco circolante, si attendono, per il mese di marzo, i primi effetti concreti. L’intervento sul sostegno alla domanda dovrebbe fermare la caduta e contenere il calo delle immatricolazioni rispetto ai mesi scorsi».
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Allarme Bce; Pil in ribasso

Inserito da admin | Crisi Economica | Venerdì 13 Febbraio 2009 4:43 pm

Nel Bollettino dell’Istituto centrale i temi del G7 di domani a Roma. Quest’anno una contrazione dell’1,7%, nel 2010 dello 0,8%, disoccupazione in rialzo.
Lo spettro del protezionismo fa scattare i campanelli d’allarme in Europa. Un chiaro avvertimento arriva dalla Bce che mette in guardia contro le «crescenti spinte protezionistiche» dedicando ampio spazio nel suo bollettino a quello che è uno dei temi centrali dell’agenda italiana del vertice G7 che si terrà domani a Roma, in vista del G-20 di Londra ad aprile.
Diventano intanto sempre più nere le prospettive per l’economia globale. La Bce parla di fase di «grave recessione» mondiale e nell’indagine che raccoglie la media delle previsioni degli esperti dell’area euro indica un taglio delle stime del Pil di Eurolandia per il 2009 e il 2010.
Per quest’anno si prevede una contrazione dell’1,7%, contro la crescita dello 0,3% precedentemente stimata, e per il prossimo una crescita dello 0,6% e cioè una revisione al ribasso di 0,8 punti percentuali rispetto all’1,4% iniziale. Riviste nettamente al rialzo le stime sulla disoccupazione che si attesterà nel 2009 all’8,7% e sfiorerà il 10% nel 2010.
L’Eurotower sottolinea come, sebbene a oggi, «non si rilevino evidenze importanti di un aumento delle misure concrete» in senso protezionistico, occorre «arginare le richieste di tali misure». «Il sostegno alla globalizzazione - spiega l’istituto di Francoforte - si indebolisce in diverse regioni del mondo e ciò non desta sorpresa, poiché le spinte protezionistiche tendono a rafforzarsi nei momenti di tensione economica e finanziaria. Per tale motivo, in prospettiva, è molto importante continuare a contrastare le richieste di misure in questo senso».
L’impatto del protezionismo sulla crescita economica, secondo la Bce, «è sostanzialmente negativo». E la lotta alle derive protezionistiche che la crisi economica rischia di innescare sarà appunto sul tavolo dei lavori della due giorni dei big mondiali.
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Energia e carburanti, consumi giù

Inserito da admin | Crisi Economica | Giovedì 12 Febbraio 2009 1:24 pm

A gennaio elettricità in calo dell’8,5%, flessione dei prodotti petroliferi di oltre 600mila tonnellate.
A gennaio 2009 la quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 27,3 miliardi di kilowattora, ha fatto registrare un calo del 8,5% rispetto ai volumi richiesti a gennaio dell’anno precedente. Un simile calo della domanda elettrica mensile fu registrato 34 anni fa, precisamente nell’agosto del 1975
con un -7,6%.
Lo rende noto Terna in un comunicato. A livello territoriale la variazione della domanda è alquanto differenziata: -9,7% al Nord, -8,6% al Centro e -6,2% al Sud. Anche i consumi petroliferi, a gennaio, hanno evidenziato una marcata flessione, circa 6,5 milioni di tonnellate, con un decremento dell’8,4% (-603.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2008.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) a gennaio è stata di 2,7 mln di tonnellate, con un decremento del 7,9% rispetto al 2008. Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono scese del 32,6% con quelle diesel che hanno rappresentato il 46,6% del totale (era il 53,5% nel gennaio 2008).
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