Nuove regole per gli scioperi dei trasporti

Inserito da admin | Scioperi | Giovedì 26 Febbraio 2009 12:53 pm

Il Governo riscrive le regole, l’esame al prossimo Consiglio dei ministri. Limitando gli interventi a un solo settore, si punta a raggiungere il consenso dei sindacati.
Arrivano lo sciopero virtuale e l’adesione preventiva. Oltre alla soglia della rappresentatività sindacale per la proclamazione fissata al 50% e al referendum consultivo. Nasce la Commissione per le relazioni di lavoro e si studiano nuove sanzioni. Ma la riforma riguarda solo il settore dei trasporti.
Il governo riscrive le regole per lo sciopero in un disegno di legge ‘per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone’, che sarà all’esame del prossimo Consiglio dei ministri. Soprattutto, l’Esecutivo fa un passo indietro rispetto all’ipotesi di una riforma complessiva della normativa sul diritto di sciopero. Limitando l’intervento al settore dei trasporti, il ministero del Lavoro punta ad ottenere il massimo consenso sindacale possibile. Evitando così il prevedibile muro contro muro che si sarebbe innescato con un approccio più radicale.

Quello di ridurre le conseguenze della conflittualità sugli utenti nel settore dei trasporti, visti anche gli sviluppi della recente partita Alitalia, è infatti considerata una priorità condivisa. E, quindi, inattaccabile. Il provvedimento prevede tre articoli e delega il governo a ‘integrare e modificare, eventualmente anche abrogandola e sostituendola con una nuova disciplina’ l’attuale legge sullo sciopero nel settore dei trasporti. Il disegno di legge punta ad ottenere ‘un migliore e più effettivo contemperamento tra esercizio del diritto di sciopero e il diritto alla mobilità e alla libera circolazione’.

Obiettivo della delega, si legge nella relazione di accompagnamento, è ‘lo sviluppo di un libero e responsabile sistema di buone relazioni industriali e alla canalizzazione dello sciopero attraverso una chiara indicazione delle prerogative sindacali e più affidabili percorsi di prevenzione del conflitto’. Arriva anche lo sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale.
Il Governo è anche delegato a rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 26 Febbraio 2009, articolo di Agata Biondini

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