Alitalia, l’Italianità non si tocca
Il presidente di Alitalia ribadisce: da parte dei tedeschi di Lufthansa nessuna offerta. Spinetta conferma la partnership. Resta il nodo Linate-Malpensa: «Servirà una scelta». Non esiste un patto segreto sulla nuova Alitalia per la cessione, tra qualche anno, della quota di controllo della compagnia a Air France-Klm.
La conferma arriva dai presidenti delle due società, che dal 12 gennaio sono ufficialmente partner, con i franco-oladesi al 25%. Prima Jean-Cyril Spinetta, numero uno di AF, in una intervista al Sole 24 Ore e poi quello di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, ospite del programma In mezz’ora su Raitre, hanno fornito la stessa versione a difesa dell’italianità del vettore.
«Siamo una società quotata in borsa, non avremmo il diritto di farlo e neppure lo vorremmo», ha affermato Spinetta. «Non è prevista alcuna norma, alcun accordo in questo senso», ha detto Colaninno, indicando questa come «la realtà dei fatti» e ricordando la clausola di lock-up (il blocco di pacchetti azionari) che «gli azionisti che hanno fondato Cai si sono dati autonomamente». Per quattro anni, il periodo in cui i soci italiani potranno vendere le azioni solo tra loro (al quinto anno sarà possibile la cessione a terzi ma solo a certe condizioni, tra cui l’ok del Cda) «lavoreranno per rilanciare la società, per investire, perchè Alitalia torni ad essere la compagnia ambasciatore del nostro Paese», ha detto Colaninno.
Esclusi anche eventuali escamotage legati alla quotazione in Borsa, che cancellerebbe il congelamento azionario ma che comunque sarebbe possibile solo a partire dal terzo anno. «Non è certamente la strada per poter vendere ad Air France», ha affermato Colaninno, aggiungendo peraltro che questo «non è il nostro obiettivo primario» tanto che, ha detto, «non credo la chiederemo fra tre anni»; sarebbe «un miracolo».
In ogni caso, ha sottolineato, «oggi partiamo con una società senza debiti» che «è partita straordinariamente bene, al di là delle aspettative». Di qui la nuova sfida e una promessa: «Si pensi alla sorpresa quando Alitalia presenterà il primo bilancio in utile». Colaninno ha poi ribadito che Cai non ha «mai ricevuto un’offerta da Lufthansa, non siamo mai arrivati al nocciolo come abbiamo fatto con Air France».
Il presidente della nuova Alitalia si è inoltre soffermato sul nodo Milano Malpensa- Linate-Roma Fiumicino. «È una bella scelta, che altri Paesi hanno già fatto. Noi siamo già in ritardo, dobbiamo decidere», ha detto riferendosi ai due scali milanesi: «Non possono coesistere due aeroporti, con la stessa vocazione, a 40 chilometri di distanza».
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