Alitalia, un’altra giornata di passione

Inserito da admin | Aziende | Martedì 18 Novembre 2008 6:37 pm

Centoventi voli cancellati tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E i disagi continueranno. Dopo gli scioperi dei dipendenti dell’ex compagnia di bandiera, scatta la riduzione dell’operatività dell’azienda. Pronte le lettere per la cassa integrazione di 17.500 lavoratori. Incontro tra Fantozzi e Sabelli per la cessione.
Un’altra raffica di voli cancellati e l’ennesima giornata da dimenticare per i passeggeri. L’incubo Alitalia non è finito. Aerei a terra anche nel prossimo futuro, questa volta non per gli scioperi dei dipendenti, ma per quella che in gergo si chiama «riduzione dell’operatività». Si procede comunque come da copione scritto dal Governo e dalla Cai, la società di Colaninno e soci pronta ad acquisire gli asset sani dell’ex compagnia di bandiera. Oggi è in programma un nuovo incontro tra l’amministratore straordinario Fantozzi e l’ad Sabelli per portare avanti l’esame dell’offerta.
Ieri sono stati annullati oltre 120 voli tra Fiumicino, Linate e Malpensa. E nonostante la multa inflitta dall’Enac, decisamente lieve per la verità (210mila euro), i disagi proseguiranno. A partire da questa settimana infatti decolla il taglio delle rotte deciso dal vettore, anche se i dettagli non sono stati ufficialmente comunicati. Per oggi è prevista la soppressione di almeno 45 voli ma probabilmente il numero sarà superiore. Parallelamente è cominciata quella che il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha definito la «settimana decisiva».
Al momento sono ancora aperte le procedure per la messa in cassa integrazione straordinaria dei lavoratori. Dunque Cai potrà procedere alle assunzioni a partire dal 24 novembre, hanno fatto sapere i sindacati al termine di un incontro al ministero del Lavoro. «Fantozzi - ha riferito il rappresentante della Filt-Cgil Antonio Cepparulo - non ha inviato ancora le lettere per la cassa integrazione (17.500) perché le procedure sono ancora aperte. E se le lettere per la Cigs non verranno inviate, Cai non potrà procedere alle assunzioni».
Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito che «non c’è più spazio per il negoziato e quindi si deve procedere alla cassa integrazione, perché Cai non può assumere da Alitalia, ma deve assumere dalla mobilità».
Ieri c’è stato un incontro al ministero del Lavoro con i sindacati di categoria confederali e Ugl (cioè quelli che hanno sottoscritto l’accordo con Cai) per approfondire gli aspetti relativi alla copertura degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda il partner straniero, dopo le voci che vedono in pole position Air France-Klm, Matteoli non si sbilancia e non chiude la porta ai tedeschi. «Ci sono tre grandi compagnie internazionali interessate: British Airways, Air France e Lufthansa. British Airways però ha mostrato un interesse più timido rispetto alle altre due. La scelta non è un problema del governo ma di Cai».
Intanto oggi ci sarà un nuovo round nella trattativa tra Augusto Fantozzi e l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli. La cordata dei ‘capitani coraggiosi’ ha messo sul tavolo un’offerta da 1 miliardo di euro per acquisire la parte sana, lasciando allo Stato la ‘bad company’. Una delle questioni che sarebbe stata al centro dei precedenti incontri è la quota che la società dovrebbe versare cash.
Un accordo darebbe il via al contratto di compravendita e con il passaggio di beni e risorse per Cai sarebbero pronti il certificato e la licenza di operatore aereo, visto che l’Enac ha chiuso le relative istruttorie. Oggi Fantozzi potrebbe rendere note le valutazioni del proprio advisor, Rothschild, secondo cui il valore giusto per gli asset che interessano Cai non è lontano da quello offerto (un miliardo in totale) e quella di Banca Leonardo, advisor del ministero dello Sviluppo economico. Che, in una nota diffusa in tarda serata, conferma: «Riceveremo la perizia con la valutazione degli assetti Alitalia. In serata si terrà poi la riunione del Comitato di Sorveglianza presieduto da Andrea Monorchio sulla procedura commissariale, che esprimerà un parere al ministro sull’offerta Cai e sulla valutazione. Si completerà così l’iter e la tanto agognata privatizzazione potrà essere definita.
«Non è possibile rinviare oltre il primo dicembre », ha spiegato Fantozzi. «La richiesta dei sindacati, di far slittare tutto al primo gennaio, non può essere esaudita».

La battaglia di retroguardia si sta lentamente spegnendo‘. La protesta di alcune sigle sindacali di Alitalia contro l’offerta Cai «andrà avanti poco, si sta ragionevolmente spegnendo: è una battaglia di retroguardia». Così la pensa il commissario straordinario della compagnia. Fantozzi crede che comunque «ormai ci sia poco da aspettarsi su questo fronte».
L’accordo con i sindacati per i contratti della nuova Alitalia, «c’è ed è stato firmato da tutte e 9 le sigle sindacali ed è piuttosto dettagliato. I contratti aziendali si sono fatti con almeno 5 sigle sindacali perché nell’accordo quadro c’erano già sufficienti elementi per passare oltre e chiudere». Tra due giorni, ha precisato Fantozzi, i 12.600 e passa assunti da Cai riceveranno le lettera di assunzione. Per il momento sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione di tutti i dipendenti, che riguardano un po’ di più di 17mila persone.
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Alitalia, ancora caos e proteste

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 17 Novembre 2008 1:08 pm

Il commissario Fantozzi: «In cassa integrazione 17mila dipendenti. I debiti? Sono 2,3 miliardi». Altri 50 voli cancellati. Le sigle autonome: «Il personale c’è, mancano i pezzi di ricambio».
Quattrocento voli cancellati in una settimana, cinquanta solo ieri tra Fiumicino e Linate. E ancora centinaia di bagagli che vagano negli aeroporti in attesa dei legittimi proprietari. Lo sciopero in bianco di piloti e hostess dell’Alitalia crea ancora disagi. E intanto l’azienda annuncia che, per la prossima settimana, i voli subiranno una forte riduzione.
A spiegare cosa sta succedendo è il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi che, intervistato da Fabio Fazio su Raitre, snocciola cifre e numeri della compagnia in fallimento. Innanzitutto i dipendenti in cassa integrazione. «Per il momento sono circa 17mila le lettere spedite a rotazione per tutti i lavoratori» ha precisato Fantozzi, spiegando che risponderà all’offerta avanzata da Cai «entro la metà della settimana. E si vedrà un bel sereno».
Il commissario ha anche parlato di debiti e creditori. «Alitalia ha debiti per circa 2,3 miliardi di euro e non riusciremo a pagare tutti - ha precisato - Renderò tutto per saldarli: una cinquantina di aerei, partecipazioni, qualche bene immobile. Ma i più accaniti sono proprio quelli italiani».
Il commissario li definisce come «dei fratelli-coltelli»: «Abbiamo i debitori che non ci pagano, negli aeroporti cercano di sequestrarci gli aerei a terra e l’Eni ci minaccia di non farci volare se non gli paghiamo la benzina».
Intanto proprio dalle sigle autonome arrivano gli attacchi più duri. Il fronte sindacale dell’Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDL Intercategoriale non ci sta ad essere incolpato per i ritardi e i voli annullati e fa sapere che «il tutto non è dovuto alla mancanza di personale per scioperi o malattie, ma piuttosto Alitalia, con l’avallo del governo, sta creando una situazione di crisi per permettere alla stessa Cai di subentrare senza eccessivi scossoni attraverso un rallentamento del sistema, fino magari al blocco quasi totale delle attività di volo. Con buona pace dei passeggeri lasciati a terra e scaricando le responsabilità sui lavoratori». «Piuttosto a noi risulta- scrivono in una nota - che le cancellazioni sono causate dalla mancanza di pezzi di ricambio. Gli equipaggi, invece, sono completi e disponibili».
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Alitalia, piloti e assistenti in sciopero

Inserito da admin | Aziende | Domenica 9 Novembre 2008 12:15 pm

La privatizzazione; le cinque sigle che non hanno firmato l’accordo con Cai protestano il 25 novembre. Astensione dal lavoro già decisa dalla Cub. Colaninno martedì incontra Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Come promesso il ‘fronte del no’ scende in sciopero. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - le sigle autonome di piloti e assistenti di volo che non hanno formato l’accordo con Cai per la nuova Alitalia - hanno annunciato di aderire alla protesta del gruppo, già precedentemente proclamata dalla Cub per il 25 novembre.
I sindacati non allineati hanno comunicato la decisione in una lettera inviata al commissario straordinario dell’ex compagnia di bandiera, Augusto Fantozzi, ai ministeri dei Trasporti e del Lavoro, alla Commissione di Garanzia, all’Osservatorio sui Conflitti Sindacali. Intanto i nuovi proprietari del vettore, cioè Colaninno e soci, incontreranno Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl (che hanno sottoscritto l’accordo) martedì prossimo, per affrontare nei dettagli le questioni sui nuovi contratti di lavoro e i criteri di selezione del personale.
L’appuntamento è stato chiesto dagli stessi sindacati, che hanno anche scritto al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per chiedere una «verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali» degli accordi, con particolare riferimento alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo.
Un’altra lettera è stata poi inviata al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per una verifica degli ammortizzatori sociali. Ieri, durante una riunione con i rappresentanti di tutte e nove le sigle, l’azienda ha fatto sapere che Fantozzi ha ricevuto il decreto di ammissione alla cigs.
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Alitalia, la Cai sborserà un miliardo

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 6 Novembre 2008 1:05 pm

Il commissario straordinario Augusto Fantozzi svela l’offerta vincolante presentata dalla cordata.
La Cai di Colaninno acquisterà l’Alitalia, o quello che ne è rimasto, per un miliardo di euro. L’annuncio è stato dato nella tarda serata di ieri dal Commissario straordinario della compagnia aerea di bandiera Augusto Fantozzi. L’offerta vincolante presentata dalla Cai il 31 ottobre, e che è ora al vaglio da parte del perito indipendente nominato dal ministero dello Sviluppo Economico e dell’advisor nominato.
Il miliardo, ha spiegato ancora Fantozzi dopo la richiesta della Consob di svelare le carte oggi sul tavolo, è ripartito per ciascuna delle società del gruppo in amministrazione straordinaria e sarà pagato per una parte in denaro e per un’altra parte attraverso l’estinzione dei debiti assunti in questi anni dall’Alitalia.
In particolare, spiega una nota della compagnia di bandiera, ‘per i beni ed i contratti di Alitalia, il corrispettivo offerto da Cai è pari a complessivi 900 milioni di euro’, per Alitalia Servizi l’offerta di Colaninno e soci si ferma a 57 milioni, per Alitalia Airport a 7 milioni e per Alitalia Express a 19 milioni.
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Cai e Governo contro i sindacati

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 5 Novembre 2008 3:00 pm

Colaninno alle sigle autonome di piloti e assistenti di volo: il problema è finito, chiuso. Sacconi: chi viene chiamato e non accetta perde il diritto agli ammortizzatori sociali.
Linea dura contro i ‘dissidenti’. I sindacati autonomi - che non hanno firmato l’accordo con Cai sui contratti per la nuova Alitalia - si sono visti sbattere la porta in faccia. No alla riapertura del negoziato e nessuna convocazione.
A confermare la chiusura sono stati prima il presidente della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, poi i ministri Matteoli e Scajola nel corso di un’audizione parlamentare. Un messaggio esplicito e diretto alle sigle che rappresentano piloti e assistenti di volo e, come se non bastasse, una minaccia per niente implicita: non ci sarà cassa integrazione per chi non sottoscrive le condizioni del ‘lodo Letta’.
«Il problema è finito, chiuso», ha detto Colaninno da Hanoi, in visita allo stabilimento della Piaggio, confermando così che non c’è nessun margine per ulteriori trattative. «Il personale sarà assunto», ha spiegato, «secondo i criteri che sono stati discussi e controfirmati dalle quattro organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).
Ovviamente mi è dispiaciuto che questi contratti non abbiano trovato il consenso anche dagli altri rappresentati dei lavoratori di Alitalia. Ciò detto assumeremo quelli che sono interessati ad accettare di lavorare in Alitalia secondo queste condizioni. Gli altri che non accetteranno queste condizioni avranno deciso che questa offerta di lavoro non è interessante».
Cai «manderà una lettera con su scritto, ad esempio: cara signorina vuole fare l’assistente di volo sulla tratta Milano-Boston? Se dice di sì va all’ufficio del personale accetta e firma». La chiamata «sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà qualcuno che non è di Alitalia e presenta la sua domanda, noi per esempio, potremo assumere anche i piloti di Ryanair».
E a chi gli chiedeva poi se entro Natale si volerà con la nuova Alitalia, Colaninno ha risposto: «Penso di sì». Riguardo infine alla scelta del partner, non c’è «nessuna pressione - ha assicurato - non ho ricevuto nessuna raccomandazione, ci sono indicazioni pubbliche sul partner, indicazioni che conoscete, ma che, appunto, non sono pressioni».
A ribadire che il confronto è chiuso ha contribuito anche il governo. «Colaninno - ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, nel corso dell’audizione parlamentare - ha detto di non essere disponibile ad aprire un nuovo negoziato con i sindacati. Io condivido la posizione del presidente di Cai perchè dalla fine di agosto a cinque giorni fa ci sono state un susseguirsi di trattative e firme di documenti. Mi pare impossibile vedere ora l’apertura di una nuova trattativa con i sindacati».
Ma il vero incubo è arrivato con le parole del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha avvertito: «Il lavoratore che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta. Questa - ha poi spiegato - non è un’opinione, non è una minaccia, non è un ricatto. Solo la non conoscenza della legge può portare ad affermazioni di questo tipo. Il rifiuto anche della partecipazione a un corso di formazione può comportare l’esclusione dagli ammortizzatori sociali. Questa per un’elementare regola di welfare to work».
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Alitalia, resiste il fronte del no

Inserito da admin | Aziende | Martedì 4 Novembre 2008 3:53 pm

L’Anpav lascia l’assemblea ma vota con le altre sigle autonome il rigetto del lodo Letta. Il commissario straordinario ha iniziato l’analisi dell’offerta vincolante di Cai.
Pronti alla lotta. Nonostante il ‘fronte del no’ abbia perso un pezzo, le cinque sigle hanno deciso di non firmare l’accordo con Cai e si preparano allo sciopero. Attendono ora la riconvocazione al tavolo da parte del governo: «Se non lo faranno, la nostra risposta sarà decisa e ferma».
I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo, Sdl, Avia, Anpac, Anpav e Up, hanno bocciato all’unanimità il documento del 31 ottobre, sottoscritto a Palazzo Chigi, sui contratti e sui criteri di assunzione (il cosiddetto ‘lodo Letta’). L’assemblea - che si è tenuta ieri a Roma a porte chiuse - ha inoltre approvato una mozione con cui si chiede alla Filt-Cgil di ritirare il suo via libera.
Approvato anche un mandato per ogni azione sindacale utile a cancellare l’accordo del 31 ottobre e a far sì che si ricostituiscano le relazioni con i sindacati che rappresentano realmente i lavoratori di Alitalia. Il fronte del no giudica troppo selettivi e penalizzanti i criteri di assunzione (accettati invece da Cgil, Cisl, Uil e Ugl) nella compagnia che nascerà e che dovrebbe decollare il primo dicembre.
Ma nel corso dell’incontro la tensione è salita e l’Anpav ha lasciato la riunione per «l’impossibilità - come spiega il presidente Massimo Muccioli - di manifestare le proprie ragioni, a fronte di una contestazione sicuramente precedentemente organizzata, che non ha permesso di esprimere la propria posizione». Il leader dell’associazione a cui sono iscritti in 500 fra hostess e steward sostiene di essere stato contestato per aver firmato a settembre l’accordo con Cai un giorno prima (26 settembre) rispetto agli altri. «L’Anpav deciderà in piena autonomia a fronte delle novità e dei chiarimenti se aderire o meno agli accordi già sottoscritti dai confederali».
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Alitalia, resta il no di piloti e assistenti

Inserito da admin | Aziende | Domenica 2 Novembre 2008 4:53 pm

Sindacati spaccati: le sigle confederali firmano il lodo Letta, gli autonomi ribadiscono il rifiuti. Ora manca la scelta del partners traniero e si attende la decisione Ue sul prestito ponte.
Ancora una giornata di passione per la sopravvivenza della compagnia aerea di bandiera. Ma questa volta era l’ultima. Le ventiquattr’ore precedenti alla scadenza dei termini per la presentazione dell’offerta vincolante d’acquisto sono state interminabili e frenetiche. Il pomeriggio tumultuoso e fatto di colpi di scena comincia quando il sottosegretario Gianni Letta propone di firmare un documento di premessa al contratto e ai criteri di selezione del personale nella Nuova Alitalia ponendosi come «garante dell’intesa».
Cgil, Cisl, Uil e Ugl firmano il lodo Letta, respinto invece da Sdl, Avia, Anpav ‘assistenti di volo’ e dalle associazioni dei piloti Anpac e Up. A quel punto, a intesa caduta, il cda della Cai, riunito nelle stesse ore, decide di non presentare un’offerta definitiva a causa della mancanza delle firme delle associazioni di piloti e assistenti di volo.
Fiato sul collo dai vertici dell’Enac, Vito Riggio dice che senza l’offerta Cai verrebbe meno la licenza provvisoria di volo. Ultimo appello di Letta che scrive ai sindacati indicando per le 22 il termine ultimo per una risposta, Cgil, Cisl, Uil e Ugl tornano a palazzo Chigi e dopo le 20 il cda Cai presenta l’offerta vincolante per acquisire di beni e asset di Alitalia al commissario Augusto Fantozzi.
Le motivazioni della decisione Cai le affida a una nota in cui sottolinea di aver «preso atto del lavoro sin qui svolto che ha consentito di raccogliere intorno alla nuova società oltre venti gruppi imprenditoriali, disposti ad investire oltre un miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone; definire i contenuti di un piano industriale ambizioso ma realistico, che consentisse alla nuova compagnia di ritornare a crescere, posizionandosi come uno dei più importante vettori dell’area europea; definire i termini di un importante partnership con uno dei tre principali operatori mondiali del settore».
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Nuova Alitalia, formato il nuovo Cda

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 29 Ottobre 2008 11:46 am

La privatizzazione: deliberato un aumento del capitale sociale fino a 1,1 miliardi di euro. Fantozzi tassativo: offerta entro il 31 ottobre, per non impattare sulla situazione finanziaria.
È nata ufficialmente Cai.
La società è stata trasformata in Spa ed è stato nominato il nuovo consiglio d’amministrazione insieme alla delibera per l’aumento di capitale. La scelta del nuovo partner straniero fra Lufthansa ed Air France è stata rinviata alla fine del mese.
Il Cda sarà presieduto da Roberto Colaninno. Gli altri componenti sono Rocco Sabelli, Gianluigi Ponte, Massimiliano Boschini, Francesco Caltagirone Bellavista, Carlo D’Urso, Corrado Fratini, Andrea Guerra, Salvatore Mancuso, Fausto Marchionni, Francesco Paolo Mattioli, Gaetano Miccichè, Angelo Riva, Carlo Toto, Marco Tronchetti Provera.
Il cda è stato convocato per venerdì prossimo e attribuirà poteri e deleghe ma, soprattutto, delibererà la presentazione dell’offerta vincolante al commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ‘qualora tutti gli accordi sindacali fossero stati raggiunti. L’offerta rimarrà comunque sospesa fino all’ottenimento dei provvedimenti della Commissione europea che attestino l’assenza di aiuti di Stato a vantaggio di Cai e delle decisioni dell’Antitrust’.
Fantozzi è stato tassativo. Ha annunciato che il gruppo non aspetterà oltre il 31 ottobre. Eventuali ritardi, infatti, potrebbero ‘impattare sulla situazione finanziaria di Alitalia’. Proprio in preparazione di questo appuntamento l’assemblea ha deliberato un aumento del capitale sociale fino a 1,1 miliardi.
Le azioni, distribuite al termine della riunione, saranno offerte in parte agli attuali soci ed in parte a nuovi soci, nell’ambito della complessiva operazione di acquisto di beni e asset di Alitalia da parte di Cai.
Cai potrà andare in Borsa ma solo fra tre anni. ‘A partire dal terzo anno di vita Cai potrà decidere l’ammissione delle azioni alla negoziazione sul mercato di Borsa italiana tramite un’offerta pubblica di vendita’.
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Alitalia, giorni caldi per l’offerta e i partner

Inserito da admin | Aziende | Martedì 28 Ottobre 2008 12:06 pm

La scadenza della manifestazione d’interesse è stata prorogata al 31 ottobre prossimo.
Una nuova settimana cruciale si è aperta per Alitalia. L’agenda dei prossimi giorni prevede un passaggio decisivo per il futuro dell’ex compagnia di bandiera. L’appuntamento clou è stato quello di ieri a Milano, con l’assemblea gli azionisti di Cai per deliberare su un nutrito ordine del giorno.
I soci devono dare il via libera all’aumento di capitale di un miliardo, alla trasformazione della srl in spa, alla nomina degli organi societari e al nuovo statuto, e dare il mandato agli amministratori a presentare l’offerta vincolante al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi.
Il tempo ormai stringe: la scadenza della manifestazione di interesse, inizialmente prevista per il 15 ottobre scorso e poi prorogata, è fissata al 31 ottobre. Ma la vigilia di questa assemblea non sembra essere delle più tranquille. La tensione sul fronte sindacale è tornata a salire dopo che il confronto tra Cai e sindacati sulla definizione dei contratti di lavoro dei dipendenti della nuova e sui criteri di assunzione non ha prodotto risultati.
E, su questo punto, venerdì scorso, l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, ha messo in chiaro ai sindacati che la conditio sine qua non per presentare l’offerta vincolante è l’accordo su questa partita. Fonti vicine alla Cai, tenendo per ferma la deadline del 31 ottobre, sottolineano la volontà dell’azienda di tentare l’affondo per arrivare a un’intesa.
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Per Alitalia il governo usa ancora la fiducia

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 22 Ottobre 2008 11:20 am

L’ok al Senato entro venerdì. Soro: i provvedimenti d’urgenza non servono per fare più in fretta le leggi
Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Alitalia, in discussione alla Camera. Lo ha annunciato nell’Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. L’esecutivo ha deciso di porre la fiducia per accelerare i tempi poiché il testo era stato modificato dopo le polemiche sull’emendamento salva-manager (poi cancellato), quindi così potrà tornare più rapidamente al Senato per l’ok definitivo, che avverrà al Senato entro venerdì 24.
Protesta la Lega, che così si vede scippata di due emendamenti. Mentre il capogruppo del Partito democratico, Antonello Soro, ha preso la parola in aula per criticare senza incertezze l’atteggiamento del governo sul decreto salva Alitalia e più in generale sul ricorso alla decretazione d’urgenza. «Manifesto sconcerto - dice Soro - per l’atteggiamento assunto dal Governo, che ricorre alla fiducia ormai praticamente per tutte le leggi. I parlamentari di maggioranza che tornano a casa che cosa raccontano ai loro elettori? Di aver rinunciato al loro ruolo?».
Il capogruppo del Pd non risparmia colpi al governo: «Questo è un Parlamento o una caserma?», si chiede, per poi rivolgersi al presidente della Camera: «Apra un dibattito nella Giunta per il regolamento. La decretazione di urgenza non serve per fare presto le leggi ma per le misure che hanno davvero le caratteristiche di necessità ed urgenza».
(continua…)

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