Alitalia, l’Italianità non si tocca

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 2 Febbraio 2009 4:22 pm

Il presidente di Alitalia ribadisce: da parte dei tedeschi di Lufthansa nessuna offerta. Spinetta conferma la partnership. Resta il nodo Linate-Malpensa: «Servirà una scelta». Non esiste un patto segreto sulla nuova Alitalia per la cessione, tra qualche anno, della quota di controllo della compagnia a Air France-Klm.
La conferma arriva dai presidenti delle due società, che dal 12 gennaio sono ufficialmente partner, con i franco-oladesi al 25%. Prima Jean-Cyril Spinetta, numero uno di AF, in una intervista al Sole 24 Ore e poi quello di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, ospite del programma In mezz’ora su Raitre, hanno fornito la stessa versione a difesa dell’italianità del vettore.
«Siamo una società quotata in borsa, non avremmo il diritto di farlo e neppure lo vorremmo», ha affermato Spinetta. «Non è prevista alcuna norma, alcun accordo in questo senso», ha detto Colaninno, indicando questa come «la realtà dei fatti» e ricordando la clausola di lock-up (il blocco di pacchetti azionari) che «gli azionisti che hanno fondato Cai si sono dati autonomamente». Per quattro anni, il periodo in cui i soci italiani potranno vendere le azioni solo tra loro (al quinto anno sarà possibile la cessione a terzi ma solo a certe condizioni, tra cui l’ok del Cda) «lavoreranno per rilanciare la società, per investire, perchè Alitalia torni ad essere la compagnia ambasciatore del nostro Paese», ha detto Colaninno.
Esclusi anche eventuali escamotage legati alla quotazione in Borsa, che cancellerebbe il congelamento azionario ma che comunque sarebbe possibile solo a partire dal terzo anno. «Non è certamente la strada per poter vendere ad Air France», ha affermato Colaninno, aggiungendo peraltro che questo «non è il nostro obiettivo primario» tanto che, ha detto, «non credo la chiederemo fra tre anni»; sarebbe «un miracolo».
In ogni caso, ha sottolineato, «oggi partiamo con una società senza debiti» che «è partita straordinariamente bene, al di là delle aspettative». Di qui la nuova sfida e una promessa: «Si pensi alla sorpresa quando Alitalia presenterà il primo bilancio in utile». Colaninno ha poi ribadito che Cai non ha «mai ricevuto un’offerta da Lufthansa, non siamo mai arrivati al nocciolo come abbiamo fatto con Air France».
Il presidente della nuova Alitalia si è inoltre soffermato sul nodo Milano Malpensa- Linate-Roma Fiumicino. «È una bella scelta, che altri Paesi hanno già fatto. Noi siamo già in ritardo, dobbiamo decidere», ha detto riferendosi ai due scali milanesi: «Non possono coesistere due aeroporti, con la stessa vocazione, a 40 chilometri di distanza».
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Lufthansa Italia parte da Malpensa

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 29 Gennaio 2009 1:57 pm

Trasporto aereo, via ai collegamenti. La denuncia dei sindacati: l’Inps non ha i nominativi dei dipendenti in cassa integrazione.
Lunedì prossimo, alle 6.15, decollerà il primo volo di linea Lufthansa Italia, destinazione prima Barcellona, poi Parigi. «I passeggeri avranno la possibilità di scegliere fra otto nuove rotte dirette per l’Europa, in partenza da Malpensa. Oltre ai due arrivi citati, seguiranno Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid all’inizio di marzo, mentre, con l’introduzione dell’orario estivo a fine marzo, ci saranno anche collegamenti con Londra-Heathrow e Lisbona.
Lufthansa Italia è pronta a rilevare gli slot lasciati liberi da Alitalia a Malpensa. Lo ha detto Karl Ulrich Garnadt, componente del board della compagnia tedesca, ieri nello scalo lombardo per l’inaugurazione del nuovo vettore. «Alitalia ha preso la decisione di ridurre la sua capacità su Malpensa - ha precisato Garnadt - e non ha intenzione di cambiarla. Questo automaticamente libera gli slot, che tornano al coordinatore degli slot, che poi li rimette in circolo. Noi da ottobre - ha concluso - potremmo farne richiesta come compagnia italiana. È certo che l’aeroporto di Malpensa non è ancora utilizzato al 100% e quindi c’è spazio per noi di fare di più».
A ottobre Lufthansa Italia otterrà il riconoscimento del Airline Operation Committee (Aoc), in base al quale potrà operare come compagnia italiana. Riguardo alla tratta Malpensa-Roma, non inclusa nel programma dei primi sei collegamenti, Garnadt ha detto di non averla inclusa perché convinto che rimanesse ad AirOne.
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Nuova Alitalia, primo stop

Inserito da admin | Aziende, Scioperi | Martedì 20 Gennaio 2009 7:05 pm

Ieri quattro ore di astensione. Secondo l’azienda e l’Enac solo 4 i collegamenti cancellati. Emerge un quadro sindacale dove i confederali perdono terreno. Proteste per Linate.
Se l’è cavata con disagi contenuti la nuova Alitalia alle prese con il banco di prova del primo sciopero dell’era Colaninno. Quattro ore di astensione (dalle 10 alle 14) hanno prodotto, secondo l’azienda e l’Enac, solo quattro cancellazioni di voli. Trenta invece i collegamenti annullati secondo Sdl, il sindacato autonomo che ha proclamato la protesta e già ne annuncia una prossima, questa volta di 24 ore, «a brevissimo».
Le cancellazioni, secondo Alitalia, hanno riguardato il collegamento Roma-Parigi e il Parigi-Roma, poi il Venezia-Roma e il Roma-Venezia. Pochissimi i disagi per i passeggeri, nessuna scena di panico. Ben diversa la valutazione degli autonomi che parlano di «percentuali alte e presidi di lavoratori». Anche secondo la valutazione degli altri sindacati però, lo sciopero è stato un flop, per di più annunciato: pochissime adesioni tra gli assistenti di volo, qualcuna in più tra il personale di terra. «Ma era prevedibile - dicono - i lavoratori sono guardinghi in questa fase, forse più avanti andrà meglio con le proteste».
«Un successo» invece, per Sdl. «I voli pre-cancellati sono stati 14, a cui se ne sono aggiunti altri, fino ad arrivare a 30 annullati, tutti a Fiumicino, oltre ad altri ritardi - afferma Francesco Staccioli, coordinatore nazionale Sdl - abbiamo dato vita anche a un presidio cui hanno partecipato circa 150 lavoratori».
Secondo altri osservatori, solo alcune decine di lavoratori hanno partecipato all’iniziativa presso il varco equipaggi dell’aeroporto di Fiumicino. Lo sciopero - proclamato per protestare contro i criteri di assunzione da parte della nuova Alitalia, sui quali «manca trasparenza e si assiste a meccanismi clientelari pesanti» - secondo Sdl - segna un passaggio importante tra l’Alitalia pubblica, dominata dal consociativismo e dalle interferenze politiche, e la nuova Alitalia privata.
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Alitalia, Borsa revoca la quotazione

Inserito da admin | Aziende | Venerdì 16 Gennaio 2009 1:34 pm

I sindacati revocano lo sciopero dei dipendenti AirOne previsto per il 19 gennaio.
Borsa Italiana ha deciso di avviare la procedura di revoca dalla quotazione in Borsa delle azioni ordinarie emesse dalla società Alitalia Linee Aeree Italiane e delle relative obbligazioni convertibili. Ad annunciarlo, in una nota, è il commissario straordinario del gruppo Alitalia in amministrazione straordinaria, Augusto Fantozzi, rendendo nota la comunicazione arrivata da Piazza Affari.
La procedura è stata avviata ai sensi di quanto previsto dal Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana. Fantozzi annuncia, inoltre, che, a seguito del trasferimento a Cai dei complessi di beni e contratti previsto dal contratto stipulato con Cai spa, Cai First spa e Cai Second s.p.a., perfezionatosi in data 12 gennaio 2009, è stato deciso di licenziamento di 23 dirigenti delle imprese del Gruppo.
Intanto Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti differiscono ad altra data lo sciopero del personale di Air One, indetto per il 19 gennaio, ma riconfermano quello dei dipendenti di Meridiana proclamato per lo stesso giorno.
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Alitalia-Air France, l’alleanza è fatta

Inserito da admin | Aziende | Martedì 13 Gennaio 2009 4:39 pm

Dal cda di Cai sì all’intesa con i francesi. Milano e Roma hub come Parigi e Amsterdam. Al vettore transalpino va il 25% delle azioni in cambio di 320 milioni di euro. La governance rimane italiana. Colaninno: «Non c’erano offerte alternative». E promette: «Vogliamo riassumere precari e cassintegrati».
Il cda di Cai dà disco verde all’alleanza con Air France-Klm, e per il fronte nordista finisce il tempo di sperare. La nuova Alitalia cederà il 25% del capitale al colosso franco-olandese per oltre 320 milioni: un sovrapprezzo di 40 milioni rispetto a quanto sborsato dai soci italiani. Un accordo che Roberto Colaninno, durante la conferenza stampa in cui annuncia il via libera al partenariato, definisce «straordinario».
E che, prosegue il presidente, «porterà sinergie per 720 milioni di euro nei prossimi tre anni». D’altra parte, Colaninno ripete che offerte alternative non ce n’erano. Quanto a Malpensa, assicura che avrà una «priorità strategica». Per lo scalo varesino è previsto nei prossimi anni un aumento delle rotte internazionali dalle attuali 3 a 14. A patto che, precisa Colaninno, ci sia un ridimensionamento di Linate come city airport specializzato nella tratta Milano-Roma.
Malpensa è dunque destinato a diventare l’hub di riferimento per il business nella Pianura padana, mercato che nel complesso rappresenta il quarto in Europa e l’ottavo nel mondo. Alitalia ed Air France svilupperanno insieme una strategia multi-hub, in cui Fiumicino e Malpensa saranno protagonisti con «pari dignità» rispetto a Parigi Charles De Gaulle e Amsterdam Schipol.
Per Fiumicino c’è l’impegno di massimizzare le rotte verso Mediterraneo, Estremo Oriente e Sud America. Confermata la clausola ‘lock up’ per blindare l’«italianità» della compagnia: fino al 12 gennaio 2013, nessun socio italiano potrà cedere le azioni all’esterno della compagine azionaria di Alitalia, né ad AirFrance-Klm. Al quinto anno - tra il 13 gennaio e il 28 ottobre 2013 - il trasferimento delle azioni a terzi sarà possibile, a patto che gli altri soci italiani non abbiano esercitato il diritto di prelazione e che il trasferimento sia approvato dal cda di Alitalia.
Il lock up viene meno solo nel caso di quotazione in Borsa, a partire dal terzo anno. Il nuovo statuto garantisce una completa autonomia gestionale di Alitalia rispetto all’alleato industriale. Le azioni Alitalia saranno di due tipi: quelle ordinarie in mano agli attuali soci italiani, che garantiscono pieni diritti, e quelle di categoria B, riservate ad Af-Klm. Queste ultime saranno riscattabili da Alitalia (al fair value), in caso di risoluzione degli accordi di partnership per responsabilità di Air France e in caso di mancato raggiungimento dei livelli minimi di sinergia industriale e commerciale.
Af potrà esercitare il diritto di recesso, in caso di risoluzione degli accordi di collaborazione, per fatto imputabile a Alitalia. Ma se Af non eserciterà il diritto di recesso, Alitalia potrà esercitare un’opzione di acquisto sull’intera partecipazione del gruppo d’Oltralpe. Da parte sua l’ad Rocco Sabelli aggiunge che i prezzi dei biglietti non saliranno, perché non sarebbe un buon inizio.
Per quanto riguarda il personale, uno dei punti critici nel confronto con i sindacati, il presidente promette: «Cercheremo di riportare tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato all’interno dell’Alitalia». Alle 21, nella sede Enac, viene firmato il contratto per la cessione degli asset e rilasciata la nuova licenza di volo. Da Parigi il via libera all’accordo era arrivato già venerdì.
Intanto Lufthansa fa sapere che intende verificare con le autorità europee l’impatto dell’accordo Alitalia-Air France sul traffico aereo in Italia.

Ma il debutto è travagliato: i sindacati rimangono critici. Amettere in dubbio il decollo
dell’aviolinea nata dal matrimonio tra la ‘moribonda’ Alitalia e l’Air One, oltre all’opposizione, sono anche i sindacati: sia gli autonomi del Sdl sia le quattro organizzioni di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
I problemi nascono in relazione alle assunzioni del personale dalla vecchia Alitalia e all’esternalizzazione di alcuni servizi come le pulizie. Il fronte dei lavoratori non è però omogeneo: da una parte i duri e puri del Sdl che hanno già proclamato assemblee e scioperi, dall’altra le quattro organizzazioni aderenti alle grandi confedera che continuano a trattare pur manifestando forti critiche nei confronti della nuova Alitalia. Sdl ha in programma una serie di proteste: oltre a quella di oggi, ci sarà uno sciopero dalle 10 alle 14 lunedì. Sul versante confederale c’è una tregua, non si sa quanto lunga.
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Berlusconi chiude a Lufthansa

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 12 Gennaio 2009 12:07 pm

Il premier: «Per i tedeschi tempo scaduto». Il primo cittadino milanese: «La proposta arriverà». Oggi Cai formalizza l’intesa con AirFrance. Il sindaco: il governo li ha favoriti, si faccia sentire.
All’idea che la nuova Alitalia diventi per un quarto francese, Letizia Moratti non ci sta. Al punto da rimbeccare direttamente Silvio Berlusconi. Il quale, in collegamento telefonico con ‘Neveazzurra’, kermesse invernale di Fi a Roccaraso, in quel de L’Aquila, dice di non credere «che ci siano più i tempi di inserimento di Lufthansa nella trattativa. L’accordo con Air France è a mio parere favorevole. Lufthansa non ha mai avanzato concrete proposte neanche nella lettera a Colaninno».
Per poi sottolineare di nuovo che «la decisione è della nuova Alitalia. Il governo non deve intromettersi, ma voglio garantire a tutti che questo non significa che venga abbandonato lo scalo di Malpensa come hub. Ci sarà tutta la convenienza di Alitalia a utilizzare Malpensa per tutti i voli possibili. C’è poi un emendamento che dice che tutti gli slot inutilizzati da Alitalia saranno oggetto di trattative con altre compagnie».
E dunque «nessuna preoccupazione» per l’aeroporto varesino, «anzi ci saranno più flussi di turisti. Io sono soddisfatto e orgoglioso per il nostro lavoro. Af entra come socio di minoranza», conclude salomonico il premier. Ma secondo il sindaco di Milano «occorre dare tempo a Cai per valutare un’offerta seria che Lufthansa è intenzionata a fare».
Ed è talmente inalberata, donna Letizia, da mettere il dito in quello che per i critici è un controsenso dell’operazione Cai andata in porto sotto l’egida del governo. «Se la compagnia è privata, perchè i debiti sono finiti ai cittadini?», domanda, intervenuta a ‘In mezz’ora’ su Rai3.
Il tempo stringe: oggi il cda di Cai formalizza l’intesa col vettore transalpino. La Moratti vuole invece che l’esecutivo chieda «a Cai una pausa di approfondimento per valutare altre offerte» cosicchè «si scelga la proposta migliore per il Paese». Perchè delle due l’una: «Se Cai ha interesse pubblico, quindi è una compagnia di bandiera, il governo non può sottrarsi a un ruolo di garanzia: deve essere sicuro che la scelta di Cai è la migliore per il Paese. Se Cai è invece privata, non si capisce perchè a questa compagnia» si sia concesso «ciò che non ha avuto in precedenza Alitalia: i debiti sono finiti a carico dei cittadini ed è stata data una moratoria di tre anni sull’esclusiva della rotta più redditizia, Milano-Roma», insiste il primo cittadino.
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Berlusconi sceglie Air France

Inserito da admin | Aziende | Giovedì 8 Gennaio 2009 1:43 pm

Vertice a Palazzo Chigi con Colaninno. Il premier: situazione chiara, Lufthansa fuori. Il fronte del nord insiste sul vettore tedesco per Malpensa. I sindacati: difficile il decollo il 13.
Via libera a Air France. Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo l’incontro di ieri con i vertici di Cai, ha preso atto che «la situazione è chiara» e che da Lufthansa «non è mai arrivata un’offerta ». Cade così anche una potenziale pregiudiziale politica che resisteva sulla strada dell’accordo fra la compagnia francese e la nuova Alitalia, targata Colaninno. In sostanza, il governo non pone alcuna obiezione, a fronte di una disponibilità di Cai a favorire lo sviluppo di Malpensa.
Il risultato del confronto a Palazzo Chigi, che ha impegnato il premier, il sottosegretario Gianni Letta, i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, e il responsabile corporate di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, è il disco verde alla chiusura dell’intesa che porterà Air France nel capitale con una quota del 25%, grazie ad un investimento di circa 300 milioni.
Quanto al problema degli slot di Malpensa, che sarà oggi il tema di un nuovo vertice fra il premier, i vertici di Cai, il leader della Lega Umberto Bossi e il sindaco di Milano Letizia Moratti, il Cavaliere ha sottolineato come l’Enac «abbia sempre concesso a tutti i richiedenti tutti gli slot richiesti», asserendo che, quindi, «non c’è nessun problema a riguardo». Una posizione che contrasta con le parole di Bossi. «Noi chiederemo con forza gli slot. Non possiamo far chiudere Malpensa per fare un favore a Cai», ha avvertito il Senatùr, aggiungendo eloquentemente: «Ogni volta che vado all’aeroporto i lavoratori si incazzano. Dobbiamo tirar fuori qualcosa».
Il leader della Lega ha insistito sulle posizioni che sostiene da mesi: «Bisogna spingere su Lufthansa, perchè i francesi sono nostri concorrenti e portano i turisti a Parigi. È una stupidaggine fare l’accordo con Air France».
Il nodo è ora soprattutto di natura politica, con i rappresentanti del fronte del nord che continuano a chiedere con forza rassicurazioni al Governo. Intanto, in casa Cai, si manifesta soddisfazione. Ad un passo dalla firma dell’accordo di partnership con Air France, in una riunione che «è andata molto bene», Colaninno e Sabelli hanno infatti spiegato al premier le ragioni di una scelta, ormai scontata, sostenuta da logiche industriali. Non trovando da parte del premier alcuna obiezione pregiudiziale.
Quanto al futuro di Malpensa i proprietari della nuova Alitalia hanno insistito sull’unica strada percorribile per rendere sostenibile un hub nello scalo milanese: l’utilizzo dell’aeroporto di Linate per la sola navetta Milano-Roma. Una strada sostenuta da sempre anche da Air France.
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Alitalia vola verso Air France

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 7 Gennaio 2009 6:27 pm

Oggi vertice a Palazzo Chigi con Cai e incontro tra Berlusconi e Bossi. Il 9 gennaio si riuniranno i cda delle due compagnie per definire l’accordo. Il 13 il decollo. Non si arrende il ‘fronte del nord’. Il Carroccio chiede la liberalizzazione dei diritti di traffico.
Sembra ormai sicura l’intesa tra Alitalia e Air France-Klm. L’alleanza dovrebbe essere siglata entro il 13 gennaio, data fissata per il decollo della nuova compagnia. Ma il ‘fronte del nord’, che tifa per Lufthansa, non si arrende. Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha organizzato per domani il ‘Malpensa Day’, mentre oggi ci sarà un incontro a Palazzo Chigi tra i rappresentanti del Governo e i vertici della società che ha acquisito Alitalia. In contemporanea, l’appuntamento tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che chiede ancora una partnership con il vettore tedesco e rassicurazioni sul futuro dello scalo varesino.
I giochi sarebbero fatti. Venerdì prossimo, 9 gennaio, si riuniranno i consigli d’amministrazione di Air France e di Cai-Alitalia (il primo è già stato convocato, il secondo è per ora ‘preallertato’). In queste ore sono in corso di limatura, a Parigi, gli ultimi dettagli dell’accordo che porterà la compagnia francese nel capitale con una quota del 25%, grazie ad un investimento di circa 300 milioni di euro, e nel cda, con ogni probabilità con tre consiglieri. Insomma, il cammino verso un matrimonio con con i francesi sembra tracciato, nonostante le turbolenze politiche e i tentativi di Lufthansa di tenere in vita la possibilità di un patto in extremis.
«Ci sono tutti i presupposti per l’accordo» con Air France, si fa notare in ambienti vicini a Cai, e «non appena tutto sarà definito» sarà sottoposto per il via libera definitivo ai board delle due compagnie. La partnership internazionale, cardine da sempre del progetto varato da Colaninno e Sabelli, è un tassello fondamentale dell’intera operazione, che si concretizzerà il 12 gennaio con la piena proprietà degli asset acquisti dalla vecchia Alitalia commissariata. Il giorno dopo, il 13, sarà la volta del primo volo gestito direttamente dalla nuova compagnia. Questo, ovviamente, compatibilmente con le necessarie autorizzazioni che ancora devono arrivare dall’Enac.
A partire dalla concessione del Coa, il certificato di operatore aereo. Solo a questo punto, quando la nuova Alitalia sarà operativa, si provvederà a firmare l’accordo con Air France - Klm e a modificare lo Statuto e i meccanismi di governance, con l’ampliamento del cda da 15 a 19 membri, e del comitato esecutivo, che passerà da 7 a 9 competenti.
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Guerra Milano-Roma per Alitalia

Inserito da admin | Aziende | Mercoledì 7 Gennaio 2009 4:20 pm

Il Nord fa il tifo per Lufthansa, la Capitale per Air France; Bossi incontra Berlusconi. Intanto è slittato l’appuntamento tra Colaninno e i vertici della compagnia tedesca.
Tra Roma e Milano si riaccende la guerra dell’hub. La scelta, ormai imminente, del partner di Alitalia spacca il Paese e crea scompiglio tra le forze politiche, dove prevale l’appartenenza territoriale dei singoli sulle scelte di partito. Il Nord compatto tifa Lufthansa, mentre la Capitale si schiera apertamente con Air France.
La Lega conferma «la risoluta volontà di difesa dell’aeroporto di Malpensa quale hub internazionale e della relativa occupazione» e Umberto Bossi domani vedrà Berlusconi per sostenere la sua tesi.
Il nodo insomma è sempre lo stesso: la sorte di Malpensa che - secondo l’agguerrito schieramento nordista che va da Formigoni alla Moratti fino a Penati e Di Pietro - da una eventuale intesa con i francesi - data ormai per scontata negli ambienti vicini al dossier - uscirebbe fortemente ridimensionato a favore dello scalo romano di Fiumicino, «con drammatiche ricadute sull’occupazione e sull’economia dell’intera area».
Intanto è slittato l’incontro tra il presidente Cai, Roberto Colaninno, e il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, previsto per ieri. Un portavoce della compagnia tedesca ha tuttavia confermato l’interesse di Lufthansa a entrare come partner straniero nella nuova compagnia di bandiera italiana. Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, è sicuro che «i giochi non sono ancora fatti. So che Lufthansa - annuncia sollecitando anche un intervento diretto di Silvio Berlusconi - si presenterà con una proposta molto interessante dal punto di vista economico».
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Alitalia riparte con lo stesso nome e logo

Inserito da admin | Aziende | Lunedì 5 Gennaio 2009 5:16 pm

L’assemblea di Cai ha deliberato il cambiamento della ragione sociale. L’assessore Cattaneo: il nuovo programma operativo prevede troppi tagli su Malpensa.
Alitalia risorge e si chiamerà con lo stesso vecchio nome. Sui quotidiani di ieri una pagina pubblicitaria annuncia che «il 13 gennaio, dall’unione di Alitalia e Air One nasce la vostra nuova compagnia aerea. Forte dei valori della migliore tradizione aeronautica italiana, di un nuovo e ampio network di collegamenti e di una flotta moderna ed efficiente…».
L’assemblea di Cai, la società di Colaninno e della cordata di imprenditori che ha acquisito gli asset sani del vettore, ha deliberato il cambiamento della ragione sociale. Si elimina l’aggettivo ‘nuova’ e resta soltanto quello che tutti abbiamo sempre conosciuto. Assenti presidente e amministratore delegato, c’erano il vicepresidente Salvatore Mancuso (fondo Equinox), Gaetano Miccichè (Intesa Sanpaolo) e i rappresentanti degli altri soci.
Sul partner estero, spiega Mancuso, «stiamo lavorando», con tempi «brevi». E quanto al problema dei prezzi dei voli sollevato dall’Antitrust, ribatte: «Non devo rispondere io a Catricalà». Intanto resta forte il problema-Malpensa. «Il nuovo programma operativo prevede tagli importanti sull’aeroporto di Malpensa. Si parla di 40 voli sui 200 rimasti nell’hub varesino. Questa non è una bella notizia e non va nella direzione delle cose che ci siamo detti con i vertici di Cai», sottolinea l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, che chiede «un tavolo urgente».
In un’intervista, parla anche il commissario straordinario, Augusto Fantozzi: «Alitalia è morta di grandeur, non per il mio taglio dei voli. Perchè si è voluta mantenere in piedi una struttura troppo ampia rispetto alle sue possibilità di produrre reddito. Si è detto che a Colaninno ho dato la polpa, ma anche lui avrà il problema di riempire gli aerei». E prosegue: «L’azienda ha sperperato. Non è un mistero che ci sono cinque procuratori della Repubblica al lavoro nei nostri uffici e la Corte dei Conti che indaga».
(continua…)

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