Guerra al carovita: nei bar prezzi bloccati

Inserito da admin | Prezzi | Giovedì 16 Ottobre 2008 5:12 pm

‘Un prezzo da amico’. Con questo slogan i baristi iscritti alla Fipe-Confcommercio hanno lanciato una campagna per dire stop al carovita. Si tratta del blocco dell’intero listino a partire dal primo novembre che, facendo leva sul fattore prezzo, vuole facilitare il rilancio dei consumi.
Oltre al blocco dei prezzi saranno avviate altre attività promozionali: si va dallo sconto su caffè e brioche il lunedì mattina dalle 6 alle 8, alla riduzione di 20 centesimi sul prezzo di bevande gassate, al menù ‘fisso bar’.
I locali che aderiscono all’iniziativa si trovano nelle più importanti città, in oltre il 60% delle province di ogni regione e in tutte le province di Liguria ed Emilia Romagna. Il centro studi della Fipe si occuperà di monitorare la campagna per tutto il periodo. «La recessione a cui si sta avviando tutto il mondo - ha spiegato il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani - impone una riflessione e un contributo da parte di tutti, esercenti compresi.
È evidente che questa iniziativa non basterà da sola a risollevare le sorti dell’economia, tuttavia la Fipe, come sistema, si è posta il problema di fare qualcosa per offrire un po’ di serenità ad un consumatore che, tra annunci drammatici, titoli eclatanti e una politica ancora convalescente, si sta chiudendo sempre di più, modificando di conseguenza in senso restrittivo i propri comportamenti di acquisto».
Per Stoppani «è il momento di effettuare politiche per ridare potere d’acquisto ai lavoratori senza dimenticare le politiche destinate agli investimenti anticiclici, anche se questo dovesse comportare un ulteriore taglio delle spese».
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L’inflazione sale; spesa di 8 miliardi in più per gl italiani

Inserito da admin | Prezzi | Martedì 16 Settembre 2008 2:57 pm

INFLAZIONE AL 4,1%. L’Istat rivede le stime sul carovita, che neppure ad agosto è diminuito. Impennata soprattutto per pane e pasta. Gli aumenti costeranno agli italiani 8 miliardi, 332 euro a famiglia sul 2008.
Il costo della vita ad agosto non è diminuito come aveva detto l’Istat nella sua stima provvisoria: è invece rimasto allo stesso livello di luglio, il 4,1%, e ai massimi dal giugno 1996. E pesa soprattutto con aumenti su pane e pasta. Lo comunica lo stesso Istat, rivedendo i dati preliminari che davano l’inflazione in discesa al 4%. Rispetto a giugno la variazione dei prezzi al consumoèdello 0,1%.
Pane e pasta più cari. Aumentano i prezzi degli alimentari, mentre rallenta la corsa dei prezzi dei carburanti. In particolare ad agosto il pane costava lo 0,3% in più rispetto a luglio e ben il 12,2% in più rispetto ad agosto del 2007. Mentre il prezzo della pasta è cresciuto dell’1,1% rispetto al mese precedente e del 25,6% sul 2007. L’aumento è ancora maggiore per la pasta di semola di grano duro (+ 35,2%). In calo, invece, i prezzi dei carburanti, ma è una ‘tradizione’ italiana che i carburanti diventino più convenienti ad agosto, con moltissimi italiani in viaggio. La verde è diminuita del 4,2% rispetto al mese prima, ma era comunque il 10,5% più cara di un anno prima (+13,1% a luglio). Il gasolio è diminuito del 4,9% su luglio e aumentato del 23,8% sul 2007 (+31,4% a luglio).
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Colazione al bar, un rialzo del 14,7%

Inserito da admin | Prezzi | Venerdì 12 Settembre 2008 11:19 am

Indagine Adoc. Il prezzo di un caffè è aumentato in un anno del 12,5%, anche mangiare a casa costa di più.
Consumare la prima colazione al bar costa il 14,7% in più rispetto all’anno scorso. Lo rivela un’indagine dell’Adoc, secondo cui il prezzo di una tazzina di caffè è aumentato, in un anno, dal 12,5%. Saliti anche i prezzi del cappuccino (+9%) e della classica accoppiata caffè e cornetto (+8,8%).
Anche per la colazione preparata a casa l’indagine Adoc ha rilevato aumenti significativi: i prodotti da consumare a casa hanno, infatti, subito rincari medi dell’8,4%. Ad essere aumentati maggiormente sono stati il latte (+12,8%) ed i suoi derivati, come burro e yogurt.
Unico prodotto a rimanere stabile è il tè: sia sul banco del bar che negli scaffali dei supermercati, i prezzi della bevanda sono rimasti invariati. Nonostante l’allarme colazione sia stato registrato sia per i prodotti consumati a casa che per quelli presi al bar, «rimane il fatto che fare colazione a casa conviene».
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Autunno caldo per luce e gas; 81 Euro per famiglia

Inserito da admin | Notizie | Venerdì 12 Settembre 2008 11:15 am

Tariffe energetiche; previsti rincari del 6% per il metano e del 3,7% per l’elettricità. Le previsioni di Nommisma, l’ultima parola sui rialzi delle bollette spetta all’Authority.
Tariffe della luce e del gas a rischio nuova stangata d’autunno. Tra ottobre e dicembre le bollette del metano dovrebbero mettere a segno un aumento del 6% mentre per l’elettricità il rincaro dovrebbe attestarsi al 3,7%.
Se la stima messa a punto da Nomisma Energia trovasse conferma dall’Autorità per l’Energia, per le famiglie sarebbe in arrivo un nuovo aggravio da oltre 81 euro su base annua: le bollette della luce salirebbero infatti di oltre 18 euro l’anno mentre quelle del gas subirebbero un aumento superiore ai 63 euro. L’ultima parola sull’andamento delle bollette elettriche per l’ultimo trimestre dell’anno spetta comunque all’Authority per l’energia che, entro fine mese, dovrà rendere noto l’aggiornamento.
Dal primo ottobre prossimo e per i prossimi tre mesi - spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia - ci si attende che le tariffe elettriche registrino un incremento del 3,7 per cento. Un aumento che per una famiglia tipo, con 225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt, si tradurrebbe - sottolinea - in una maggiore spesa annua di 18 euro su base annua con il costo del chilowattora in aumento di 0,66 cent a 18,6 centesimi.
Sul fronte del gas, invece, l’atteso incremento è ancora più consistente e si aggira sul 6 per cento. Vale a dire un aumento del costo del metro cubo che, per la stessa famiglia tipo (con consumi pari a 1.400 metri cubi di metano l’anno) comporterebbe un aggravio, sempre su base annua, di circa oltre 63 euro.
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