A Tanzi 10 anni di carcere
Processo Parmalat: condanne per alcuni membri del Cda e per i revisori dei conti. Risarcimento di 380mila euro alla Consob, per gli azionisti resta solo il giudizio civile.
Fu tutta colpa di Calisto Tanzi, dei revisori dei conti, dei collegio dei sindaci e di alcuni membri del Cda. Dopo 32 ore di camera di consiglio il collegio della I sezione penale di Milano ha così condannato l’ex patron di Parmalat a 10 anni di reclusione.
Assolti i tre funzionari di Bank of America; e sancita la prescrizione per uno di loro grazie alla legge Cirielli per un episodio del 1999. Assolti anche i consiglieri indipendenti, per cui la Procura aveva chiesto condanne fino a 5 anni, e Giovanni Bonici, responsabile di Parmalat Venezuela. I giudici del Tribunale hanno definito il patteggiamento per 8 persone fisiche e 2 soggetti giuridici.
Sono state aumentate, in continuazione rispetto alla condanna del Tribunale di Parmalat, le pene alla nipote di Tanzi, Paola Visconti (tre mesi), ad Adolfo Mamoli e Giuseppe Rovelli, entrambi revisori del Deloitte & Touche (cinque mesi e dieci giorni), a Mario Brughera ex presidente del collegio dei sindaci di Collecchio (quattro mesi), a Piero Mistrangelo, ex consigliere di Parmalat (due mesi), a Oreste Ferretti e Massimo Nuti, ex sindaci, rispettivamente a tre mesi e due mesi e dieci giorni, e Andrea Petrucci, ex direttore generale di Parfin a quattro mesi.
Per Lorenzo Penca e Maurizio Bianchi, revisori dell’allora società Grant Thornton invece, le toghe hanno ritenuto la pena proposta incongrua e ha rigettato il patteggiamento separando le loro posizioni; il loro ruolo è stato ritenuto essenziale alla perpetrazione dei reati e la pena (concordata tra accusa e difesa) è apparsa inadeguata. Gli imputati erano accusati a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo all’organo di vigilanza e falso dei revisori. Condannate con patteggiamento Deloitte & Touche Dianthus rispettivamente a 150 mila e 300 mila euro.
Condanna anche per Ital Audit (ex Grant Thorton) al pagamento di 240 mila euro in base alla Legge 231 per la responsabilità amministrativa della società; decisa anche la confisca di poco meno di mezzo milione. Tanzi dovrà risarcire la Consob per 380 mila euro, mentre gli azionisti potranno rivolgersi al giudizio civile.
(continua…)